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jiuta wainiqolo

Sabato 12 settembre si è disputata la seconda giornata del Top 14, il massimo campionato francese. A Parigi, contro il Racing 92, il Lione metteva in campo per la prima apparizione della stagione l’ala delle Fiji Jiuta Wainiqolo.

Fenomeno offensivo senza paragoni, giocatore unico nel contesto ovale, beniamino dei tifosi di ogni ordine, credo ed estrazione sociale per via delle sue corse pazze, totalmente fuori dagli schemi e dai canoni, Wainiqolo ci ha messo pochi minuti a far capire di essersi presentato carico alle porte della stagione 2026/2027.

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Due mete e tre assist nel 48-31 con cui la squadra rossonera ha battuto a sorpresa i parigini. Il meglio arriva in apertura di ripresa: si va a prendere un passaggio che non era per lui dentro i propri ventidue, correndo rivolto verso la propria linea di meta; semina gli avversari come uno slalomista i paletti, cede ai compagni una volta ben dentro la metà campo avversaria; completa andando a fare il mediano di mischia sulla ruck a due metri dalla linea bianca e cede con un offload rovesciato al compagno accorrente.

Dieci punti marcati, quindici fatti marcare ai compagni con l’ultimo passaggio, sei difensori battuti, 264 metri percorsi palla in mano, quattro offloads. Ovviamente tutte cifre statistiche in cui è stato il migliore in campo, una vera iradiddio.

Che Wainiqolo è speciale lo si sa da tempo, quello che sta cambiando è la sua capacità di essere sempre più spesso la versione migliore di sé stesso, sia per il club che per la nazionale. E proprio in chiave nazionale tenerlo d’occhio fa correre qualche brivido lungo la schiena ai tifosi azzurri: un brivido di piacere, da un certo punto di vista, dato che molto probabilmente lo vedremo scorrazzare sotto i nostri occhi a Udine il prossimo 21 novembre; un brivido di timore, dato che sembra destinato a essere il pericolo numero uno in una squadra che certo non manca di individualità e che, solitamente, a novembre riesce ad essere più al completo che in altre occasioni.

Wainiqolo ha giocato a calcio fino a 17 anni. È arrivato fino ad allenarsi con la squadra nazionale under 20 ma, quando non è stato convocato per il torneo continentale giovanile, la famiglia lo ha spinto a scacciare la delusione dedicandosi al rugby. Gioca sia a union che a league fin quando le cose si fanno serie: nel 2019 gioca la sua prima stagione con i Fijian Drua. Ma la vera esplosione arriva con la vittoria della medaglia d’oro alle Olimpiadi di Tokyo nel 2021 con la nazionale di rugby a sette, e poi con l’arrivo a Tolone a partire dal settembre successivo, dove diventerà in tre anni la stella che abbiamo imparato a conoscere.

La grande delusione della sua carriera, fino a questo punto, è stata la Rugby World Cup 2023, dove ha giocato appena 41 minuti.

Il suo ritorno sui campi nella seconda giornata del Top 14 è una sorta di dichiarazione d’intenti. Tra 14 mesi, in campo con la maglia bianca e la palma ricamata in nero, il numero 14 sulle spalle, vuole esserci lui. Travolgendo tutti gli avversari sul suo cammino, se necessario. Italia compresa.

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