Sabato 12 settembre sono stata a vedere la partita tra Tolone e La Rochelle al Mayol: il rugby in Francia è sempre una bellissima esperienza!
L’aria ovale oltralpe inizia ben prima di avvicinarsi allo stadio, ad esempio alla radio: Radio Montecarlo italiana regge fino alla fine della Costa Azzurra, poi subentra la stessa radio ma francese e già si capisce subito come funzionano le cose, con un contenitore pomeridiano in diretta dedicato a diversi sport e, nella fattispecie, Top14, calcio, i mondiali di basket femminile e il test match di rugby femminile Francia-Black Ferns. Poi si accende la tv in albergo e si scopre che Canal+ in chiaro fa un “Tutto il rugby minuto per minuto” saltando da una partita all’altra tra quelle in corso simultaneamente, con commenti e replay.
Testa a a testa in prima linea tra Rabah Slimani (a sinistra) e Louis Keziah Penverne (foto RCT Toulonnais)
Uno dei punti forti del Mayol è la sua vicinanza al mare e al porto turistico della città, con tanti locali che si riempiono di tifosi che mangiano e bevono qualcosa guardando le barche prima di andare allo stadio. La tappa ulteriore è lo store ufficiale, presente sia allo stadio che nel centro commerciale “Mayol” lì accanto: sabato erano entrambi presi d’assalto.
Purtroppo, la bella atmosfera e il calore del tifo rouge et noir si sono infranti contro l’amarezza causata dalla seconda sconfitta consecutiva per un solo punto e, soprattutto, da una squadra che continua a non riuscire a convincere sul piano del gioco.
La partita è finita 20-21 ma, per quanto visto in campo, sarebbe potuta finire tipo 20-51: molto male Tolone, con tanti errori, tanti falli, attacco macchinoso e faticoso e difesa mai avanzante; bene La Rochelle, nonostante un punteggio tanto risicato: la squadra c’è, i due centri hanno seminato costantemente il panico in attacco e la linea di difesa è stata solida e avanzante, mentre non convince la mischia chiusa.
Dal tifoso vicino a me (abbonato), che parlava un po’ francese e un po’ dialetto locale, ho capito che è tutta colpa di Mignoni, che l’arbitro era il peggiore del Top14 e, classico dei classici, che quelli di La Rochelle erano sempre tutti in fuorigioco!
Al di là della “vivacità” del mio vicino di posto, in effetti Monsieur Rozier non è sembrato avere molto in mano una partita sicuramente impegnativa ma giocata da trenta e fischia gentiluomini perché, nonostante il punteggio sempre in bilico e la tensione, non gli hanno creato ulteriori grane. A tratti è sembrato perdere totalmente la gestione della partita e non mi è sembrato pet niente aiutato dai suoi assistenti.
Credo che il mio vicino non avesse tutti i torti neanche su Mignoni, criticato da tutti i tifosi sia allo stadio che sui social: la squadra non ha gioco e la scelta delle formazioni lascia sempre qualche dubbio, fermo restando che l’RCT in questo momento ha un’infermiera pesantissima (Ollivon, Drean, RIbbans, Priso, Gigashvili e altri).
Inoltre, i tifosi si chiedono perché Brex non viene neanche portato in panchina preferendo Sinzelle, che non è certamente più al top delle prestazioni. È vero che l’arrivo di Gaël Fickou (adorato dal pubblico) e di Huw Jones ha segnato inevitabilmente la linea dei centri ma, al tempo stesso, la decisione di dare subito la fascia di capitano al primo è stata giudicata da alcuni poco rispettosa, visto che si tratta sì di una sorta di monumento del rugby francese ma è arrivato a Tolone solo da pochi mesi.
Sabato sera al Mayol eravamo 15.977: quasi tutto esaurito, quasi tutti in rosso (come espressamente richiesto dal club), molto entusiasmo all’inizio, bordate di fischi alla fine e fischi in abbondanza anche per i calciatori di La Rochelle. È cosa nota che i tifosi francesi siano terribili e al sud lo sono ancora di più!
Quello che gli va riconosciuto è l’obiettività: fischio il calciatore avversario ma fischio anche la mia squadra se vedo che non fa abbastanza in campo. Ho visto diverse partite negli stadi francesi, buona parte delle quali a Tolone, e non è la sconfitta in sé che chiama i fischi ma la mancanza di impegno oppure, come in questo caso, la mancanza di gioco e il rivedere pari pari gli stessi problemi della deludente stagione scorsa.
Infatti l’altra sera i fischi non erano per i ragazzi in campo e men che meno per La Rochelle (sempre il mio vicino di posto ha ribadito più volte che erano più forti ed è la semplice verità) ma per Mignoni e lo staff in generale. Peraltro, in questa stagione l’head coach sarebbe Azéma ma c’è l’impressione che Mignoni, che è Director of Rugby, continui ad avere in mano la squadra e le decisioni fondamentali.
Il malcontento e il pessimismo del tifosi (spinto all’estremo dal mio ormai celebre vicino di posto, che diceva che se vanno in ProD2 non rinnova l’abbonamento) sono ben sintetizzati da questo commento che ho visto su Instagram: “Putain, la saison va être longue”.
Cosa è successo sugli altri campi, in questa seconda giornata?
Vannes-Montpellier 12-26
Clermont-Stade Français 25-16
Pau-Bayonne 70-28
Racing-Lione 31-48
Tolone-La Rochelle 20-21
Tolosa-Bordeaux 48-12
Classifica: Pau e Lione 9, La Rochelle 8, Tolosa 6, Bordeaux, Perpignan e Clermont 5, Montpellier, Castres, Stade Français e Bayonne 4, Tolone 2, Vannes e Racing 0
Nella foto del titolo Gael Fickou cerca di prendere in contropiede Penverne. (foto RTC)
