Edward Sigauke riempie i video di highlights. Facendosi un giro sui social, non passerà molto tempo prima che troviate una compilation delle sue discese sulla linea laterale sinistra, condite di sidesteps violenti, cambi di direzione fulminei, avversari superati come uno slalomista schiaffeggia i paletti del Super G. In quel tipo di post ci si chiede, spesso, perché un talento del genere rimanga nel rugby universitario sudafricano, invece di essere portato sul palcoscenico più importante, quello del professionismo.
Ci hanno pensato gli Harlequins: il club di Londra ha annunciato negli ultimi giorni di agosto di essersi assicurato la firma dell’ala dello Zimbabwe, stella numero uno della formazione africana che si è qualificata alla prossima Rugby World Cup dopo un’assenza di 36 anni.
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Sigauke, 22 anni, è cresciuto a Chinhoyi, nel nord dello Zimbabwe, prima di trasferirsi in Sudafrica per frequentare il Varsity College e far parte della rappresentativa della scuola. Ha esordito in nazionale nel 2024, a soli 20 anni, e ha segnato otto mete nelle sue 12 apparizioni fin qui con la maglia dei Sables. Le più recenti alla Nations Cup, la competizione parallela al Nations Championship per le altre 12 squadre qualificate al mondiale ma non partecipanti alle gare di prima fascia.
Lo Zimbabwe ha perso tutte e tre le partite disputate a luglio, contro Tonga, Stati Uniti e Canada, ma ha tutto sommato ben figurato e non è sembrato lontano da poter competere con le altre formazioni di seconda fascia che vedremo all’opera al mondiale australiano.
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In una nazionale con pochissimi professionisti di alto profilo, i cui giocatori più in vista sono il pilone Cleopas Kundiona, riserva dei Northampton Saints, e l’apertura Ian Prior, per anni ai Western Force in Australia, l’arrivo di Sigauke in Prem per vestire la maglia dei Quins rappresenta anche la possibilità di avere una vera e propria stella nel rugby che conta, anche se poi il giovane trequarti dovrà dimostrare di valere in effetti la categoria.
Per quanto hype abbia generato il trasferimento, si tratta comunque di un giocatore che deve ottenere tutto, e che per ora si presenta con il solo biglietto da visita di essersi dimostrato quasi imprendibile per le difese del rugby internazionale di seconda fascia.
“Sono consapevole che non sarò così veloce per sempre – ha detto in un’intervista a Rugby Afrique – il che significa che devo mettermi sotto per acquisire altri aspetti del gioco e diventare un giocatore completo a tutto tondo.”
“Mi piace l’idea di essere di nuovo un principiante. Per la maggior parte della mia carriera [peraltro breve, essendosi concentrato sul rugby solo dai 16 anni in poi] sono sempre stato il giocatore più veloce in campo. Ed è stata una responsabilità che ho sempre preso molto seriamente.”
