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Weekend con un ricco doppio appuntamento con il rugby internazionale, l’ultimo di agosto: a Cape Town il Sudafrica ha sfidato di nuovo la Nuova Zelanda in gara-2 della Rugby’s Greatest Rivalry, mentre a Jujuy, nel nord dell’Argentina, alle pendici delle Ande, i Pumas hanno ospitato i Wallabies nel primo dei due test che vedrà le due squadre l’una di fronte all’altra.

Un fine settimana che avrebbe dovuto, peraltro, essere godibile anche dall’Italia, visto che SANZAAR, la confederazione delle quattro unions coinvolte nelle due partite, aveva programmato la trasmissione in chiaro sul proprio canale YouTube delle gare in quei territori dove nessuna emittente televisiva ha acquisito i diritti.

Al contrario di quanto accaduto per la prima sfida tra Springboks e All Blacks, invece, non si è potuto vedere quasi niente: la partita in Sudafrica è stata oscurata dopo poche decine di minuti, mentre quella in Argentina non è mai stata mostrata, a causa di alcune rimostranze sui diritti operate dall’emittente DStv, una tv a pagamento che opera nel continente africano. Cosa sia accaduto precisamente e com’è possibile che il canale YouTube ufficiale degli organizzatori delle partite sia stato oscurato per motivi di diritti non è possibile ricostruirlo, al contrario di cosa invece è accaduto sui due campi lo scorso sabato e come sono andate le partite.

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Greatest Rivalry: gli Springboks portano la serie con gli All Blacks sull’1-1

Al termine di una bellissima partita, gli Springboks hanno riportato in parità la serie contro gli All Blacks vincendo 33-26 la seconda sfida, giocata a Cape Town.

I sudafricani sono partiti fortissimo, con un devastante drive da rimessa laterale che li ha portati a bussare alla linea di meta avversaria, con Jesse Kriel a segno già dopo un minuto e quaranta. Al quarto d’ora replica neozelandese con Cam Roigard, che ha finalizzato un bel lancio del gioco da rimessa laterale a metà campo, con la linea dei trequarti brava a creare subito un soprannumero all’esterno (non perfetti Kriel e Hooker in difesa) liberando Will Jordan, che si è liberato dei tentativi di placcaggio di Kriel e de Allende prima di servire il proprio numero 9.

È stata però l’ultima volta che le squadre sono rimaste in parità. Quando Cheslin Kolbe ha piazzato il calcio del 10-7 poco dopo, il Sudafrica ha preso la guida della partita e non l’ha più mollata fino alla fine. Nel primo tempo, come sette giorni fa, gli Springboks si sono imposti fisicamente, anche senza una mischia ordinata dominante. Hanno guadagnato territorio grazie al gioco al piede contendibile e alle sfide aeree vinte a più riprese da Hooker e Kolbe, per poi martellare per vie dirette il muro difensivo avversario. Ne sono uscite le mete di Damian de Allende e Siya Kolisi, al 21′ e 37′, inframezzate dalla replica neozelandese con Damian McKenzie. Intervallo: 24-14.

A inizio ripresa, mentre 7 giorni prima gli Springboks avevano cercato la marcatura del cappotto, stavolta hanno seguito una via più pratica: sei punti in fila di Kolbe dalla piazzola hanno portato il punteggio a dilatarsi fino al 30-14. L’arrembaggio neozelandese nell’ultimo quarto d’ora di gioco ha fruttato due mete (Carter e Savea, 68′ e 78′) contro un piazzato che però non è bastato a riagganciare la gara.

Nell’ultimo minuto di partita, con sette punti tra le due squadre, giallo a Lood De Jager per placcaggio alto. L’assalto all’arma bianca degli All Blacks, però, si è infranto fuori dai 22 metri avversari con un grande turnover forzato da Andre Esterhuizen.

Malgrado la sconfitta, gli All Blacks hanno dimostrato di continuare a essere una squadra molto forte e molto promettente, in ottimo stato di forma, e fare una previsione su gara-3 è davvero difficile.

Wallabies corsari contro l’Argentina

Inizio infuocato della partita a Jujuy tra Argentina e Australia: gli ospiti partono fortissimo, segnano una meta spettacolare alla mano con i propri avanti (Paenga-Amosa il marcatore) e un’altra con Carter Gordon da distanza ravvicinata per portarsi 12-0 dopo 12 minuti; i padroni di casa replicano con l’ex Zebra Prisciantelli, che finalizza un bel break di Rodrigo Isgro.

Al 20′, però, colpiscono ancora i Wallabies, con McReight che segna al termine di una serie di pick and go. La replica ulteriore arriva al 36′: il numero 8 Joaquin Moro batte veloce un calcio libero da mischia ordinata e si trascina tutta la difesa oltre la linea di meta. Si va al riposo con un piazzato di Ryan Lonergan a tempo scaduto che porta l’Australia oltre il break, 14-22.

Nella ripresa i Pumas riaprono la gara con il pilone Wenger, a segno al 51′, ma i Wallabies ristabiliscono immediatamente le distanze con Hooper, solamente tre minuti dopo. La mancata trasformazione, però, lascia gli australiani a +6, sul 27-21.

Gli ultimi 26 minuti di gioco, però, vedono il punteggio rimanere lo stesso fino al termine della gara, senza clamorose occasioni da nessuna delle due parti. L’Australia resiste blindando la difesa e ottenendo un risultato incoraggiante sotto la nuova guida di Les Kiss, mentre i Pumas continuano ad accusare le numerose assenze nelle proprie fila: è la quarta sconfitta nelle cinque partite disputate questa estate.

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