Niente gloria per l’Irlanda a Eden Park che in cinque partite disputate nello stadio nazionale neozelandese non solo non ha mai vinto, ma che nelle precedenti quattro visite aveva subito uno scarto medio di 24 punti. Stavolta sono stati 19, grazie soprattutto a una difesa coraggiosa che ha evitato ai padroni di casa di trasformare in una valanga un dominio netto sia di possesso (57%) che di territorio (61%).
Risultato mai in discussione (sei mete a tre) anche se poco prima della mezzora un’entrata sciagurata del flanker neozelandese Luke Jacobson su Van der Flier avrebbe potuto essere punita dal bunker più severamente che con il solo cartellino giallo mostratogli dall’arbitro australiano Nic Berry.
Nei dieci minuti di superiorità numerica l’Irlanda si era illusa di poter riaprire la partita con una meta di Conan per il momentaneo 14-7.
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Illusione immediatamente spenta da un gigantesco pasticcio dei verdi nella propria metà campo con regalo a Jordan per la sua 51° meta in 57 partite internazionali.
Prima del riposo una serie di cariche ravvicinate permettevano infine al tallonatore Aumua, entrato al posto di Taylor, di sfondare per il 28-7 al riposo.
Nella ripresa toccava a McCarthy aprire le marcature, ma la Nuova Zelanda restava in controllo del gioco anche dopo la sostituzione di Love, la cui uscita rendeva meno imprevedibile l’attacco dei Tuttineri, fin lì particolarmente efficaci nell’alternare lo stesso Love e McKenzie come playmaker alle spalle degli avanti inarrestabili per ritmo e continuità.
La partita con l’Irlanda ha certamente rappresentato un ulteriore passo in avanti per la formazione di Dave Rennie: la precisione nell’esecuzione dei passaggi è decisamente cresciuta rispetto ai match con Francia e Italia, ne sono derivate una continuità e un ritmo incessanti di fronte ai quali l’Irlanda ha avuto il merito di non crollare. Costretti a compiere 239 placcaggi (contro i 159 degli avversari), gli irlandesi hanno chiuso con un tasso di successo del 79%, tuttavia non sufficiente ad evitare loro la quarta sconfitta consecutiva contro la Nuova Zelanda dalla vittoria nella serie conquistata a Welligton nel 2022.
All Blacks più attenti alla disciplina (9 i falli concessi negli ottanta minuti), benché un avventato intervento a una mano sul pallone di Quinn Tupaea forse avrebbe meritato il cartellino giallo nella ripresa, anziché il semplice calcio di punizione.
Irlanda generosa nelle sequenze palla in mano ma incapace di creare reali preoccupazioni nella difesa degli All Blacks, con Prendergast spesso troppo ordinario nella gestione del pallone.
Il risultato finale rispecchia la distanza vista in campo tra le due squadre anche se tra le formazioni numero 2 e 3 del ranking forse ci si poteva aspettare un minore divario.
Auckland, 18 luglio
Nuova Zelanda – Irlanda 40-21 (primo tempo 28-7)
Nuova Zelanda
Mete: Tuipulotu 14′, Savea 21′, Jordan 34′, Aumua 38′, McKenzie 55′, Lienert-Brown 78’; tr: Love (14′, 22′, 35′, 39′, 56′)
Cartellini gialli: 27’ Jacobson
Irlanda
Mete: Conan 32′, McCarthy 44′, Keenan 62′; tr: Prendergast (33′, 44′, 63′)
Arbitro: Nic Berry (Au)
Nella foto la meta di Aumua, poco prima del riposo (foto All Blacks)
