“All’inizio è stato un modo di rimanere uniti. È questo il vero lascito di Mattia. Eravamo ragazzi e, nonostante il nostro rugby, ognuno avrebbe trovato la propria strada e ci saremmo dispersi. Invece anche ora da adulti, cinquantenni e padri, per realizzare il memorial il gruppo, i suoi compagni di squadra di quell’under 23, è rimasto compatto e ci si trova una decina di volte all’anno sempre vogliosi di far riuscire questa giornata, importante per tutti. Anche se i nuovi partecipanti non hanno conosciuto Mattia e il suo ricordo si sta perdendo, il suo spirito è intatto”: così Federico Prosdocimi, presidente con Giuseppe Colleselli dell’associazione Amici di Mattia, ovvero Mattia Porro, giocatore del Petrarca scomparso nel 1999 a 23 anni in un incidente solitario in sella allo scooter, affrontando una rotatoria a Selvazzano.
Avrebbe compiuto 50 anni lo scorso mese, Mattia Porro e, dal 2000, il suo nome è associato al torneo cresciuto nel tempo diventando l’evento estivo della palla ovale cittadina per dimensione, previsto stavolta il 13 giugno, che a Padova è il giorno del Santo.
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Ventisei edizioni, compreso l’anno del Covid in cui il torneo si svolse solo virtualmente, avendo pure un’anima scolastica e legata alla ricerca scientifica. Dal via ad oggi infatti sono state 90 le borse di studio da mille euro distribuite dall’associazione e altre 5 lo saranno la sera del torneo: oltre centomila euro in tutto, comprese quelle più ricche e speciali dedicate ai ricercatori del Vimm (Fondazione ricerca biomedica avanzata) e i soggiorni fra rugby e studio a Dublino. Tutte finanziate con i proventi del torneo e di sponsor spesso anonimi. In passato fra le matricole universitarie ad aver ricevuto la borsa di studio volti noti del Petrarca come l’apertura e poi coach Andrea Marcato, futuri capitani come l’Azzurra Elisa Giordano e i tuttoneri Enrico Targa e Alberto Saccardo. In campo sono passati molti campioni, come gli azzurri Leonardo Ghiraldini o Mauro Bergamasco.
Sono due gli appuntamenti quest’anno: quello sul campo fissato sabato 13 – dalle 15 sino alle 19 seguito da terzo tempo – agli impianti Geremia di via Gozzano alla Guizza a cui parteciperanno 24 squadre di rugby touch, arrivando a far cenare 700 persone fra pesce fritto, arrosticini, panini, grigliata e altro. E infine sul palco le premiazioni e la musica per ballare. A lavorare dietro le quinte oltre ai 20 amici dell’associazione altri 50 volontari (un nutrito gruppo fuochisti) per garantire la riuscita.
Prima però, mercoledì 10 giugno alle 19.30 sempre al centro Geremia, verrà presentato il libro fotografico sul primo quarto di secolo del torneo messo a disposizione ad offerta libera.
Il torneo ha il logo di un gufo disegnato da mamma Pamela Lazzarini, che assieme a papà Piero Porro e alle sorelle Giovanna e Cristina non hanno mai mancato di dare presenza e sostegno all’iniziativa. Iniziato come match rievocativo, diventato un torneo Seven, per incentivare la partecipazione si è stabilizzato sulla versione touch, dove si premiano la squadra vincitrice, ma pure le due giudicate le peggiori, alle quali viene consegnata la “Coppa delle coppe”, ovvero due salumi. E altri premi come la “palma dell’impresentabilità” al peggior look. Che resti lo spirito goliardico lo si intuisce già dai nomi delle squadre storicamente più presenti come le Spugne (la squadra degli Amici di Mattia), le Faine , i Cani sciolti (ex del Cus Padova), i Bukkaki, i Butaneuro e poi ancora i Luppoli Mannari o i Sovrappeso di Satana. Così come sarebbe piaciuto a Mattia Porro: “Lui era un ragazzo vulcanico – ricorda Prosdocimi – ai tempi aveva già un proprio sito internet, studente di economia, era nella goliardia del Bo come membro del Vespertilio. Dava sfogo a invenzioni di tutti i tipi. Un trascinatore”.
