vai al contenuto principale
pau

Pau: ottantamila abitanti che si beano di una delle cittadine più raffinate di Francia, seduta in una culla tra pianura e Pirenei, dove si respira l’eredità della Belle Epoque e si ammira il grande patrimonio naturale che la circonda.

La chiamavano la regina dello sport, agli inizi del Novecento. La città si pubblicizzava come tale per attirare i ricchi villeggianti inglesi dall’altra parte della Manica, promuovendo attività oggi non più così di grido come polo, pallacorda, pesca al salmone, tiro al piccione o caccia all’orso, al fianco di altre ancora in voga: tennis, golf e rugby.

Nel 1899 nasce lo Stade palois, il primo club della città, che pochi anni dopo confluirà nella Section palois, una grande polisportiva che ancora oggi dà il nome alla squadra di rugby di Pau.

Altro su ALLRUGBY:
→ Chi è Massimo de Lutiis, il pilone australiano eleggibile per l’Italia ma voluto dall’Irlanda, di Redazione
→ Alle Valsugirls il titolo tricolore, di Mario Diani
→ Rugby e libri, L’ovale storto: il rugby inclusivo d’Italia, raccontato da Matthias Canapini, di Lorenzo Calamai

Terra fertile per la palla ovale poiché già vi si giocavano dei presunti antenati del gioco come soule e barette aquitaine, Pau vincerà il campionato tre volte (1928, 1946, 1964) e la quarta edizione della Challenge Cup nel 2000, prima di affrontare un periodo di relativo declino che l’ha vista navigare a lungo in ProD2.

Dal 2016 è tornata stabilmente nel Top 14, sempre però recitando il ruolo di una delle piccole della massima serie, malgrado la capacità di reclutare giocatori di grandissimo risalto come gli All Blacks Conrad Smith e Sam Whitelock.

Come sta Pau

Fino a oggi: nella stagione 2025/2026 Pau è la più grande sorpresa del rugby transalpino. Al fianco di un contingente di giocatori stranieri di qualità (Julian Montoya, Facundo Isa, Joe Simmonds, Joe Maddocks), si è affermato un nucleo di giovanissimi talenti del rugby francese capace di portare la squadra al secondo posto del Top 14, battagliando per il posto di semifinalista del campionato più prestigioso del mondo con Bordeaux e Stade Français. Dopo l’ottavo posto della scorsa stagione, la qualificazione ai playoff sarebbe la prima da 23 anni a questa parte e la possibilità di accedere direttamente alle semifinali senza passare per i barrages un privilegio rarissimo.

Il merito di questo rinascimento della squadra del Bèarn ha la faccia imberbe di Theo Attissogbe, i baffi di Emilien Gailleton e Hugo Auradou, il petto possente di Fabien Brau-Boirie, ma anche i capelli grigi e il pizzo brizzolato di Sebastien Piqueronies, il capo allenatore capace di nutrire il talento dei giovani talenti citati.

Piqueronies, 47 anni, ha giocato a Aurillac e a Clermont, poi si è occupato di allenare a tutti i livelli delle nazionali giovanili francesi. Ha guidato la under 17, la under 19 e poi la under 20, con cui ha vinto il mondiale giovanile nel 2018 e nel 2019, prima di passare a Pau nel 2021.

In carriera è sempre riuscito a valorizzare i giovani talenti, un’abilità che gli è riconosciuta a diversi livelli, e tanti tifosi francesi vorrebbero che succedesse a Fabien Galthié proprio per riuscire a sfruttare il grande bacino di giovani di valore che in questi anni il rugby transalpino sta dimostrando di saper produrre.

Il suo staff è formato da Thomas Choveau, 47enne tecnico della rimessa laterale, Geoffrey Lanne-Petit, tecnico dell’attacco appena 37enne, e Antoine Nicoud, specialista della difesa di 46 anni. I nomi più noti del gruppo sono invece quelli di Jerome Garces, ex arbitro internazionale, e Thomas Domingo, ex pilone della nazionale e del club diventato allenatore della mischia ordinata.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da TOP14 Rugby (English) (@top14rugby.en)

Verso la sfida tra Pau e Zebre

In generale, Pau è una squadra con una rosa più forte e una forma migliore delle Zebre, prossime avversarie negli ottavi di finale di Challenge Cup. Anche se si giocherà a Parma, domenica pomeriggio, il potenziale della squadra è tale da essere di diritto la favorita nello scontro a eliminazione diretta. La questione, piuttosto, verte sull’importanza che la coppa cadetta riveste per il club del Béarn.

Nella prima parte della stagione i francesi hanno partecipato alla Champions Cup, chiudendo la fase a gironi con una vittoria in quattro partite. In casa hanno messo in difficoltà i Northampton Saints, una delle migliori squadre d’Europa, e hanno perso di misura contro i Bulls. Hanno giocato in coppa ruotando i giocatori rispetto al campionato, ma sempre mettendo in campo formazioni di spessore.

Difficile capire quali saranno le loro intenzioni per la Challenge. Certamente il Top 14 rappresenta la priorità assoluta per tutti i club francesi, a maggior ragione uno come Pau che gioca nella coppa cadetta e che ambisce a tornare ai playoff della lega transalpina. In ogni caso la rosa della squadra è abbastanza lunga da consentire di schierare un XV di tutto rispetto anche rinunciando ad alcuni protagonisti.

Torna su