È uscito in libreria da poco più di due settimane L’ovale storto – ritratto poetico del rugby inclusivo, scritto da Matthias Canapini e edito da Neo Edizioni.
Centotrentasei pagine, a cui si aggiunge la postfazione illustre di Marco Pastonesi, per raccontare il rugby che si vede meno, ma che costituisce l’anima profonda, pura e sociale della palla ovale, quel nucleo di fratellanza, inclusione e solidarietà che ha attratto molti verso il gioco.
I valori del rugby, per utilizzare un’espressione trita spesso sbandierata da chi poi più li trascura, si incarnano in un viaggio attraverso quattordici storie che narrano un pezzo della realtà rugbistica dello Stivale: c’è il rugby in carcere in Piemonte, Lombardia ed Emilia, c’è quello che lotta contro il degrado alla periferia di Catania, c’è il weelchair rugby, la palla ovale in un centro sociale di Roma, il rugby integrato, il rugby per non udenti.
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Tanti esempi di inclusione vissuti in presa diretta e rimessi su carta, nero su bianco, come testimonianza di un sottobosco vivo e vivace, coraggioso e solidale, che spesso scompare dentro ai numeri del movimento, che sparisce quando si parla di accademie, professionismo e Sei Nazioni, ma che costituisce un tessuto fondamentale per le rispettive comunità.
A Matthias Canapini, scrittore e fotografo marchigiano che a rugby ha giocato fin da ragazzo, il merito di aver composto questo mosaico che si occupa di alcuni margini della società, come carcere e disabilità, e di altri suoi limiti, come l’accettazione della diversità, con il comune denominatore della palla ovale. I suoi racconti uniscono una scrittura di viaggio, dove si attraversano con l’autore i diversi scenari dove nascono le storie, e reportage giornalistico, dando voce ai protagonisti di ciascuna vicenda.
L’autore ha raccolto ognuno dei racconti dal vivo, grazie a una serie di viaggi in giro per l’Italia tra il 2016 e il 2018, armato di taccuino e macchina fotografica, fatto solo attraverso mezzi pubblici per vivere ogni realtà da vicino, ritrarla e documentarla. Una odissea ovale con un solo obiettivo, citando l’introduzione dello stesso Canapini al suo libro: “coltivare la memoria ed essere comunità, perché gli altri siamo noi.
E dalle pagine de L’ovale storto emerge alla fine un rugby semplice, come quello che in tanti e tante abbiamo conosciuto, fatto soprattutto della voglia di andare in campo a inseguire una palla strana, sudare e placcare insieme a persone simili, dimenticando tutto quello che resta al di fuori del rettangolo di gioco.
L’ovale storto
Ritratto poetico del rugby inclusivo
di Matthias Canapini
Prefazione di Nicola de Cilia, postfazione di Marco Pastonesi
Neo Edizioni, pp. 139, €15.00
