vai al contenuto principale

Gonzalo Quesada e Sergio Parisse. Si ricostruisce così, nello staff tecnico dell’Italia, la coppia che a metà degli Anni Dieci di questo secolo ha portato un paio di sudatissimi e prestigiosi trofei allo Stade Français: Quesada era l’allenatore, Parisse il capitano. Oggi il primo allena la nazionale italiana e il secondo lo assisterà per il gioco degli avanti e per la rimessa laterale.

“È una bella notizia poter confermare l’arrivo dentro lo staff della Nazionale maggiore di rugby di Sergio Parisse – ha detto Quesada – È stata una delle prime persone con cui ho parlato quando mi sono impegnato per questo ciclo come capo allenatore dell’Italia. Ha tanti amici che hanno giocato qua e ovviamente Sergio è stato il mio capitano quando allenavo lo Stade Français, per quattro anni, dove abbiamo vinto una Challenge Cup e un Bouclier de Brennus, quindi anni bellissimi”.

“Adesso è già da tre o quattro anni che è impegnato nel lavoro di allenatore della rimessa laterale a Tolone. Sento che per la Nazionale è importante [la sua aggiunta]: fino ad ora era un solo allenatore che si occupava di tutta la conquista, ma è importante avere per la touche una persona dedicata specificamente a questo ruolo. Credo che sia molto importante tecnicamente per la complementarietà del nostro staff”.

Altro su ALLRUGBY:
→ Tutte le convocate del Sei Nazioni femminile 2026, di Redazione
→ Six Nations Festival U18: due sconfitte per le Azzurre nella seconda giornata, di Mario Diani
→ Challenge Cup: Benetton col brivido, Cardiff al tappeto per centimetri, di Lorenzo Calamai

Nelle sue dichiarazioni a mezzo video, in un’intervista resa pubblica dalla FIR, Quesada ha sottolineato non solo l’importanza di Parisse come tecnico, ma anche il potere simbolico del suo ritorno tra i confini italiani, che aveva lasciato nel lontano 2005, passando dal Benetton allo Stade Français, da Treviso a Parigi.

“Credo sia anche più importante per il rugby italiano – ha aggiunto quindi il tecnico argentino – sapere che Sergio, che ha iniziato pochi anni fa la sua carriera di allenatore, ritorni in Italia a continuare il suo percorso. Insieme al resto dello staff, che oggi, anche se siamo in pochi, è uno staff tecnico e generale di alto livello umano e professionale, credo che sarà un’addizione importante e sono davvero molto contento di sapere che sarà con noi da questa estate.”

“È importante quello che porterà come coach, tecnicamente e come qualità del lavoro quotidiano. Ma credo ci sia un secondo ruolo importante: è qualcuno di molto conosciuto, che ha fatto una grandissima carriera come giocatore. Mi fa pensare un po’ a Paul O’Connell con l’Irlanda: un giocatore che ha avuto una grandissima carriera e che poi si è messo con tanta umiltà a lavorare, a formarsi e a crescere nel ruolo di allenatore e oggi aiuta così la sua nazionale. Come lui Johnny Sexton, grandi figure del rugby che sono entrate a portare il loro contributo in un ruolo specifico. Non è un dettaglio”.

“Io non ero qua quando Sergio giocava, ma so quanto era importante e quanto è riconosciuta la sua figura a livello mondiale. Mi piace molto che tutti quelli che hanno portato la maglia in passato siano integrati nel nostro lavoro. È importante che rimangano vicino alla squadra attuale, non farli dimenticare e ringraziarli per quello che hanno fatto. Il ritorno di un ex grande giocatore in un nuovo ruolo alla Nazionale è un modo di rispettarli e rendergli omaggio”.

Italia, Sergio Parisse: “Torno per portare l’Italia i più alti livelli”

“Quello che mi lascia più tranquillo è che Sergio è molto consapevole di essere un giovane allenatore. Il suo focus è davvero nel continuare il suo percorso di crescita con noi, sicuramente con standard di esigenza ancora più elevati di quelli che si possono avere in Top 14. Questa umiltà me l’ha fatta sentire ogni volta che abbiamo parlato di questo ruolo”.

“È il momento giusto. Nel 2023, quando è uscita la notizia che venivo in Italia, è stato uno di quelli che mi ha chiamato. Abbiamo scherzato sul fatto che si potesse unire anche lui, ma sentiva che forse non era pronto in quel momento, visto che veniva dall’aver appena iniziato il suo nuovo ruolo. Dopo, è diventato tutto più concreto. Abbiamo una bella relazione, sento tanto rispetto da parte sua verso di me come allenatore per quello che abbiamo vissuto insieme, e siamo molto allineati su quello che vogliamo fare e come vogliamo farlo”.

“Non vedo nessun punto negativo [legato all’arrivo di Parisse]. Se Sergio può avere successo dipenderà al 100% da lui e, perché lo conosco, sono abbastanza tranquillo. È una leggenda del rugby italiano e lo sarà per sempre. Poteva rimanere a fare il commentatore in TV e vivere tranquillo con la sua immagine, invece ha scelto di iniziare un nuovo percorso da allenatore. Avere la sua esperienza specifica della touche apporterà tantissimo”.

Infine, un pensiero a uno staff che rimane da completare. Per un Parisse che arriva, c’è un Moretti che lascia. Le due figure non sono sovrapponibili, pertanto l’Italia è alla ricerca di un nome nuovo per completare il gruppo tecnico: “Adesso siamo alla ricerca di un allenatore per la mischia per riorganizzare lo staff e avere uno specialista per la touche e uno per la mischia – certifica Quesada – Nelle prossime settimane vogliamo decidere chi sarà questa nuova persona e, se possibile, partire già per l’inizio del Nations Championship con questo nuovo staff completo.”

Torna su