Sotto al tetto del Principality evapora l’euforia vissuta in settimana per l’impresa con l’Inghilterra, doveva essere l’esame di laurea e invece il Galles spedisce l’Italia dietro alla lavagna a tornare a studiare come e dove trovare continuità per evitare una volta per tutte i ribaltoni che hanno segnato la sua storia. Già all’Olimpico nel giorno del trionfo si erano fatti vivi segnali preoccupanti in fatto di riserva di energie, nascosti da quell’ultimo quarto d’ora indimenticabile, e dentro a uno stadio che ha scelto di trasformare la sfida con l’Italia nel giorno della rinascita del rugby gallese, l’impatto è stato devastante.
In avvio il Galles sembra una bomba a orologeria pronta a esplodere, l’Italia arriva sempre con un attimo di ritardo sul punto delle operazioni, i Dragoni sputano fuoco sulla partita e incendiano il pubblico, gli azzurri rincorrono a vuoto inceneriti da tanta energia. Paolo Garbisi sbaglia un piazzato che avrebbe potuto spegnere la miccia, nelle uniche due occasioni di attacco che ci concedono non si concretizza, mentre dall’altra parte la marea sale a ogni occasione e in mezzora travolge le speranze azzurre di regalarsi il più bel Sei Nazioni di sempre: Aaron Wainwright (player of the match) è posseduto dal demone ovale, mette sempre i suoi in avanzamento e prima rompe due placcaggi (alla fine saranno 31 i placcaggi inefficaci dell’Italia) per volare sotto ai pali a velocità incontrollata, poi replica chiudendo un drive devastante dei suoi.
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L’Italia non ha armi per reagire, è inconsistente in difesa, non è reattiva e solo Menoncello prova a mettere argine all’energia gallese, ma da soli in questo gioco non si va lontano. Alla mezzora altra touche, altro drive inarrestabile, altro boato del Principality, altra meta che sembra mettere in ghiaccio la partita in anticipo sulla tabella di marcia. La differenza sembra essere tutta nella reattività, nella disciplina, nella voglia del Galles di interrompere una striscia negativa di 15 partite che per troppo tempo ha mortificato il Principato del rugby.
Si riprende e la partita non sembra uscire dal binario tracciato, Edwards conclude in meta dopo 13 fasi giocate alla perfezione, poi inventa un drop che sa di antico su ricezione dalla ripresa del gioco e alza un muro invalicabile per chi ancora spera in una reazione. Da lì l’Italia si appoggia sul desiderio gallese di portare a casa la partita senza troppi guai, i cambi portano energie fresche in campo (su tutti Odiase e Favretto) e piano piano torna a gestire qualche buon possesso. Nel quarto d’ora che la sfortuna gli concede Tommaso Di Bartolomeo, uscito al 60’ per concussion, ha il tempo di capitalizzare in meta il primo drive avanzante dei suoi. Segna anche Tommaso Allan dopo una profonda incursione del solito Menoncello, mentre a Ioane e Marin ci pensa Mike Adamson, Tmo scozzese, a negare 2 mete che sul campo a Chrstophe Ridley erano sembrate buone, prima che Paolo Garbisi chiudesse partita e Sei Nazioni con una meta che ha il pregio di rendere meno amara la statistica.
Fine della grande avventura, sul rettilineo d’arrivo l’Italia spreca l’occasione per ricordare il più bel Sei Nazioni di sempre. Ma si porta dietro tante buone notizie, il percorso è avviato.
Sei Nazioni: il tabellino di Galles-Italia
Principality Stadium, Cardiff
GALLES – ITALIA 31-17 (pt 21-0)
Galles: Rees-Zammit, Mee (77’ Hardy), James, Hawkins, Adams, Edwards (67’ Evans), Williams (77’ Hardy), Wainwright, Botham, Mann (70’ Crocknell), Carter (63’ Beard), Jenkins, Francis (37’ Griffin), Lake © (44’ Elias), Carrè (50’ Smith).
All: Steve Tandy
Italia: Pani (62’ Allan), Lynagh, Brex (69’ Marin), Menoncello, Ioane, Garbisi, Fusco (53’ Varney), L. Cannone (62’ Odiase), Zuliani, Lamaro ©, Ruzza, N. Cannone (69’ Favretto), Hasa (44’ Zilocchi, 77’ in Fischetti), Nicotera (45’-60’ Di Bartolomeo), Fischetti (44’ Spagnolo).
All: Gonzalo Quesada
Arbitro: Christophe Ridley (Rfu)
Marcatori: 15’ meta Wainwright tr. Edwards (7-0); 25’ meta Wainwright tr. Edwards (14-0); 29’ meta Lake tr. Edwards (21-0); 44’ meta Edwards tr. Edwards (28-0); 48’ drop Edwards (31-0); 52’ meta Di Bartolomeo tr. Garbisi (31-7); 68’ meta Allan (31-12); 80’ meta Garbisi (31-17).
Cartellini gialli: 52’ Griffin
In copertina: Nacho Brex in Galles-Italia – ph. Allrugby
