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Non è un ragazzino, non ha avuto una carriera facile e lineare, non era atteso a un grande Sei Nazioni. Ma a conti fatti il ventottenne Rhys Carré, pilone sinistro del Galles, è diventato uno dei personaggi del Torneo ed è stato anche celebrato in mille modi dai social.

Naturale che ad averlo battezzato come protagonista assoluto sia stata la fantastica meta segnata nel penultimo turno a Dublino, contro l’Irlanda.

Agli sgoccioli del primo tempo il Galles – sotto 12-3 – occupa la metà campo irlandese deciso a colpire prima dell’intervallo. Tomos Williams raccoglie il pallone da terra e serve verso sinistra proprio Carré, che potrebbe passare al centro Eddie James lungo la linea dell’out e invece no. La linea di meta non è mica tanto vicina, diciamo almeno 30 metri, ma Rhys si mette in moto con una velocità che sorprende per un omone di 139 kg. Si muove bene e contrastarlo – una volta lanciato – non è così facile. Il fatto è che, oltretutto, i difensori irlandesi Baloucoune (ala, il più “colpevole”) e Osborne (estremo) in un primo tempo sembravano non credere ai propri occhi. E Rhys va, non lo fermano più, la sua diventa la meta del fine settimana.

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Viene festeggiato a non finire, e pazienza se alla fine il Galles deve fare i conti con la quarta sconfitta su quattro (27-17, prima del successo liberatorio di questo sabato, ahimé proprio contro gli Azzurri).

A dire il vero, Carré aveva segnato anche nelle due giornate precedenti, contro Francia e Scozia: mete di forza con sfondamento individuale partendo a distanza di pochi metri dalla linea. Ma questa ha un altro sapore, e alla fine gli frutterà anche il titolo di metaman gallese del Sei Nazioni 2026.

Il n. 1 del Principato non è andato in meta con gli Azzurri ma ha confermato il suo periodo di forma. Eppure proprio per motivi legati alla forma fisica la sua carriera in Nazionale ha subìto uno stop non da poco, durato addirittura tre anni. Il debutto con i Dragoni era avvenuto a 21 anni in occasione della Coppa del Mondo 2019. Pochi mesi dopo, prime partite nel tribolato Sei Nazioni 2020, che a causa del Covid si è interrotto ed è stato ripreso in autunno, quando (contro la Scozia) Rhys ha realizzato la sua prima meta nel torneo.

È di fine 2022 l’esclusione dal giro della Nazionale a causa, appunto, di una forma fisica ritenuta insufficiente. Nel 2023, in vista della Coppa del Mondo, viene inserito in un primo gruppo di 54 giocatori ma non entra nella rosa finale, per avere fallito gli obiettivi legati alla preparazione individuale.

L’attuale ct Steve Tandy ha evidentemente visto giusto riguardo alla condizione attuale del rosso di Cardiff, che ha giocato con il club della sua città, è andato una prima volta ai Saracens londinesi (stagione interrotta dal Covid), è tornato al Cardiff e poi, dal 2024, è di nuovo un Saraceno. Peraltro, se non fosse arrivata la convocazione con il Galles, Carré, fermo da tre anni con la Nazionale di origine, avrebbe potuto far valere i natali di un nonno nell’Isola di Jersey per giocarsi una chance con le altre tre home unions (Irlanda, Galles, Inghilterra).

Ora si gode il momento, battute comprese. C’è chi lo ha chiamato Rhys The Rocket Carré e chi aveva proposto di inserirlo nella squadra ideale del quarto turno con il ruolo di ala. Qualcun altro si è peritato di modificare la sua pagina Wikipedia cambiandone il nome in Rhys Bielle-Carré, per evocare l’improvvisa somiglianza nelle azioni dell’ala della Francia Louis Bielle-Biarrey. Popolarità allargata per un uomo che innanzitutto fa molto bene il suo lavoro con il pacchetto degli avanti. Per il resto, piloni sinistri dinamici e piuttosto veloci se ne ricordano, e anche a destra certi pezzi di bravura palla in mano si possono tuttora vedere (resta negli occhi un “balletto” di Tadgh Furlong di qualche tempo fa) ma contro le difese del giorno d’oggi un exploit individuale come quello di Carré entra nella categoria prodigi. Il suo Sei Nazioni è stato impreziosito anche da una grande prova contro l’Italia, malgrado stavolta senza marcature. Bella Rhys.

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