Per presentare Josh Flook, il nuovo acquisto in vista della prossima stagione, il Benetton ha postato l’immagine di una persona con una valigia, in aeroporto. Il tabellone delle partenze dice: Treviso, volo in ritardo di 365 giorni.
Già, perché il trequarti centro dei Reds, franchigia australiana del Queensland, avrebbe dovuto essere uno dei giocatori inseriti nel pacchetto di talenti arrivati in Veneto all’inizio della stagione scorsa e rimasti fino alla fine di gennaio, dando man forte ai biancoverdi e nel contempo preparandosi al Super Rugby, campionato che inizia soltanto a febbraio.
Anzi, Flook doveva essere proprio al centro dell’operazione tra il club biancoverde e i partner australiani, il nome più pregiato della pattuglia di australiani piovuti a Treviso. Invece, l’estate scorsa è rimasto in Australia. Il motivo è onorevole: i Wallabies lo hanno convocato nella rosa che si è preparata ad ospitare i British & Irish Lions.
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Poi quel tour il giocatore lo ha visto dalla tribuna e non è mai sceso in campo, non potendo così incrementare il suo bottino di 6 caps con la nazionale australiana: ha debuttato nel luglio 2024 contro il Galles, due partite da 80 minuti, poi un paio di presenze da subentrante nel Rugby Championship. L’ultima presenza in nazionale è del 25 ottobre scorso, Giappone-Australia, vittoria poco convincente ottenuta anche grazie alla sua prima meta internazionale.
Josh Flook ha lo status del giocatore perfetto per emigrare in Europa: ai confini della nazionale, ma ancora una spanna sotto i giocatori che si disputano le maglie da titolare. Arriva a Treviso con un compito difficile: ereditare la maglia numero 13 di Tommaso Menoncello.
Certo, il centro australiano non ha il talento né la fisicità della stella azzurra, di cui è un anno più vecchio, ma è un giocatore che può fare molto bene in URC: è molto rapido, solido nel contatto pur senza essere un gigante e ha un’ottima intelligenza rugbistica, che risalta soprattutto nelle sue capacità di lettura in fase difensiva.
Da sempre, è stato considerato un giovane di grande talento e ha bruciato le tappe, esordendo in Super Rugby a 18 anni. A 24 ha già accumulato più di 60 presenze e segnato 23 mete. Tuttavia ai piani più alti del rugby australiano ha le porte leggermente chiuse da giocatori dall’atletismo fuori scala (Joseph Aukuso-Suali’i), dalla fisicità prorompente (Hunter Paisami) o semplicemente tra i più forti al mondo nel suo ruolo (Len Ikitau).
L’accordo annunciato dal Benetton con il giocatore è un po’ particolare: dura solo un anno, con opzione per un secondo. Potrebbe essere parte integrante della partnership tra Benetton e Reds: in effetti sembra strano che la franchigia lasci partire così uno dei suoi giocatori più importanti, più probabile che dietro ci sia un progetto per lui. In ogni caso nel 2027 si giocherà in Italia le sue residue chances di ottenere una convocazione per la Rugby World Cup casalinga che si gioca dopo la fine della stagione. A Treviso Flook arriva per essere immediatamente un giocatore importante in un reparto che quest’anno è stato a tratti piuttosto scarno e che con Menoncello e, si dice, Fekitoa ai saluti rimarrebbe ancora più limitato.
L’arrivo dell’australiano darà così tempo e modo a Federico Zanandrea, uno dei più interessanti giovani italiani nel ruolo, di rientrare e dimostrare senza pressioni il suo valore, dopo aver dovuto recuperare dall’infortunio che lo ha costretto a saltare sostanzialmente tutta questa stagione. Ecco, dunque, che il Benetton arricchisce la propria rosa con un giocatore importante, e nel frattempo prova a percorrere un po’ la strada della produzione autoctona, anche se per il momento ci sono ben pochi giocatori di formazione italiana nella rosa dei trequarti per la prossima stagione.
