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Bufera sul rugby francese. Antoine Dupont e il suo club, il Tolosa, sono al centro di una nuova indagine che potrebbe portare a una penalizzazione in classifica per la formazione in testa al Top 14.

Secondo L’Équipe, la Ligue Nationale de Rugby (LNR) sta esaminando una serie di pagamenti per diritti d’immagine pari a circa 1,8 milioni di euro versati a Dupont nell’arco di quasi un decennio, oltre a circa 170.000 euro corrisposti al suo compagno di nazionale Anthony Jelonch. Al centro dell’inchiesta ci sono dubbi sulla legittimità di tali somme, corrisposti per attività che sembrano non verificate, e di conseguenza sull’eventuale aggiramento del salary cap del Top 14.

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Il nodo della questione è se Tolosa abbia sfruttato questi pagamenti per i diritti d’immagine per aumentare i compensi dei giocatori al di fuori delle normali regole salariali.

Se la LNR dovesse stabilire che il club ha superato il tetto salariale oltre la soglia consentita — secondo indiscrezioni pari a 275.000 euro o più in questa stagione — potrebbero essere inflitte ulteriori penalizzazioni in classifica.

All’inizio della stagione il club era già stato penalizzato di due punti e multato per il trasferimento di Melvyn Jaminet al Toulon.

Se la LNR dovesse accertare una violazione del salary cap, le conseguenze potrebbero ridisegnare la corsa al titolo del Top 14 e aumentare ulteriormente l’attenzione su come i club francesi gestiscono i contratti dei giocatori d’élite, soprattutto quando coinvolgono stelle globali come Dupont.

Il salary cap esiste appositamente per cercare di equilibrare lo strapotere economico di alcune squadre all’interno dei campionati e in Francia più di una volta si erano sollevati dubbi su come Tolosa potesse conciliare i salari dei migliori giocatori transalpini con quelli dei grandi talenti esteri come Kinghorn, Chocobares, Capuozzo, Mallia, Willis.

I tentativi di aggiramento delle norme salariali non sono una novità né una peculiarità francese. Fu proprio per questo motivo che i Saracens vennero retrocessi d’ufficio nella seconda divisione del rugby inglese alla fine della stagione 2019/2020, oltre a essere multati per cinque milioni e mezzo di sterline.

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