L’iguana nero (Ctenosaura similis), rettile del Centro America capace di superare il metro di lunghezza, è la lucertola più veloce del pianeta Terra. È stata registrata nel libro dei record per aver fatto misurare i 34.6 chilometri orari, una velocità comunque inferiore a quella più volte misurata dal GPS posto nel colletto della maglia di Kalvin Gourgues, giovanissimo trequarti cento del Tolosa atteso per la prima volta sul palcoscenico del Sei Nazioni.
Lo hanno notato in molti, negli ultimi mesi, con la maglia rossonera. Coglie subito l’occhio per il suo caschetto di capelli neri perfettamente divisi a metà, le spalle larghe, la velocità impressionante, gli appoggi che consentono cambi di direzione fulminei. Un Ange Capuozzo di un quintale, come l’ha definito un tifoso tolosano su X, il social un tempo noto come Twitter.
Un’improvvisa epifania, quella del classe 2005, nel massimo campionato francese. In realtà gli addetti ai lavori transalpini già ne avevano da tempo individuato le clamorose potenzialità, ma un serio problema di salute legato alla pressione sanguigna ne aveva messo in dubbio l’effettivo sbocciare, costringendolo a saltare tutta la stagione scorsa.
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È ricomparso solamente in giugno, dopo undici mesi di stop, nell’afa soffocante della Pianura Padana, dove si è giocato il mondiale giovanile. La Francia ha giocato un torneo quasi sottotono, per i suoi standard, raggiungendo il quarto posto. Gourgues ha impressionato. Per i giovani Bleus ci si attendevano grandi cose da Fabien Brau-Boirie, stella di Pau in Top 14, o da Jon Echegaray, spesso in campo con il Bordeaux nel massimo campionato. Invece è spuntato fuori questo redivivo, immenso talento.
Il Tolosa ha avuto il fegato di metterlo in campo nelle prime, sonnacchiose giornate della stagione. Poi non ha avuto più il coraggio di toglierlo e oggi, al centro della macchina perfetta della capolista, Gourgues è sulla bocca di tutti. Non c’è appassionato, in Francia e fuori, che non si sia imbattuto almeno in un video di qualche sua azione travolgente.
Pacchetto completo: passaggio preciso e affilato, piede educato, potenza ed esplosività, capacità di tagliare angoli di corsa imprevedibili con perfetto tempismo. Della velocità impressionante si è già detto. In più il suo modo di giocare trasuda tolosanità, con quel DNA tecnico sempre alla ricerca della continuità diretta, della giusta linea di sostegno, del ritmo forsennato nel gioco. D’altra parte gioca nelle fila del club da quando ha 12 anni. Il suo arsenale è talmente fornito che Tolosa lo ha schierato non solo primo e secondo centro, ma anche apertura, affidandogli pure il compito di calciare ai pali.
Ha giocato praticamente tutte le partite importanti del club ed ha debuttato in nazionale a novembre. Con appena un quarto d’ora a disposizione nel finale di Francia-Australia si è concesso un impressionante break di 40 metri, con tanto di assist con gran passaggio a Louis Bielle-Biarrey. Un bel biglietto da visita.
“Sono cresciuto guardando il poster di Wesley Fofana che avevo appeso in camera – ha raccontato a Midi Olympique qualche mese fa – La foto della volta in cui segna una meta pazzesca contro l’Inghilterra. Fa un frontino a Ben Youngs e poi lascia sul posto Chris Ashton facendo un passo dell’oca. La foto mostrava proprio il momento in cui Ashton tenta di fargli una francesina.”
“Quando mi dicono che sono il futuro della nazionale francese, mi mette un po’ a disagio. Perché non è ancora questo il caso. Devo ancora migliorare nelle ruck. Ce ne sono 150 per partita e richiedono una energia folle. Se non vai abbastanza forte, perdi il pallone. Se ti tuffi, sei penalizzato. Ogni volta devi avere tecnica e potenza. Non è facile per noi trequarti perché, per quanto possiamo lavorare in palestra, non saremo mai grossi quanto i ragazzoni là davanti. E quando uno di questi prova una controruck o vuole mettere le mani, dobbiamo stringere i denti per non finire subito al tappeto.”
Fabien Galthié è uomo che apprezza i giovani talenti, ma ama ancor di più affidarsi alle combinazioni collaudate. Ecco perché i favoriti per le maglie 12 e 13 della nazionale francese sono Yoram Moefana e Nicolas Depoortère. Non sono solo i giocatori con più caps disponibili nel ruolo, ma anche compagni di squadra tra loro e di Matthieu Jalibert, indiziato per vestire la maglia numero 10.
La forma di Kalvin Gourgues però non può essere ignorata: prima o dopo il vent’enne tolosano è destinato ad essere protagonista tanto con la maglia della nazionale quanto con quella del club. Perché certe volte non è questione di trust the process: a certi talenti, quando esplodono, bisogna semplicemente preoccuparsi di fare spazio.
