Arbitro Andrew BRACE: apprezzate le chiamate in fuorigioco in italiano, per disciplinare gli azzurri, per il resto direzione pulita, resta il dubbio sulla meta di Gordon, perché dai millemila replay pareva proprio avanti, dopo l’intervento di Zuliani su Wilson, 6.
Gonzalo QUESADA: piano di gioco ottimo ma a memoria non ricordiamo un’occasione in cui ha sbagliato la lettura della partita. Deve essere stato fondamentale il suo discorso a fine primo tempo: l’Italia è rientrata in campo e non ha sbagliato più nulla. 9
Joe SCHMIDT: l’hanno tradito i giocatori, poco disciplinati e pasticcioni. Perché la difesa ha funzionato a lungo, concedendo solo calci agli azzurri. E l’attacco andava a meraviglia con i tre quarti, sempre in avanzamento, sempre in sovrannumero. Al 35’ del primo tempo era al 70% il possesso dei Wallabies. La differenza l’ha fatta la panchina, a favore dell’Italia. 6
ITALIA
15 Ange CAPUOZZO: elettrico ma anche leggero, Joe Schmidt gli cuce una marcatura fatta di raddoppi e placcaggi alti. In difesa soffre sulle palle alte. Si guadagna la sufficienza nel secondo tempo con qualche fiammata, 6,5

14 Louis LYNAGH: palla in mano si fa apprezzare anche se non ha mai il guizzo. In difesa è inconsistente, va sempre alto e i compagni devono coprirlo, poi però segna la meta con cui agganciamo l’Australia e si guadagna la sufficienza piena, 6,5
13 Juan Ignacio BREX: placca per due, attacca per tre, calcia, recupera palloni a terra. Davvero totale. E con Brace dialoga bene 7,5
12 Tommaso MENONCELLO: palla in mano è devastante, in difesa tira giù qualsiasi cosa. Ha un’occasione enorme su un intercetto di Ruzza ma non tiene palla in mano. Molto meglio il secondo tempo rispetto al primo 6,5
11 Monty IOANE: tra i migliori: il piano di gioco di Quesada lo mette in luce sulle prese alte, dove recupera diversi ovali mettendo in crisi Gordon e Toole, palla in mano è sempre efficace, si vede che è in forma e la meta del sorpasso è un gioiello, 8
Monty Ioane festeggia la sua meta (foto Stefano Delfrate)
10 Paolo GARBISI: il 100% al piede (per uno che nel club non piazza) è fondamentale per tenere l’Italia attaccata al punteggio ma sono pochi gli svolazzi nella distribuzione del gioco. Un singolo errore all’inizio, quando manca clamorosamente il primo calcio in touche della gara. Il 12 australiano, Paisami, lo cerca con insistenza ma trova sempre la porta chiusa, idem il sostituto Daugunu. Ma lo ha detto Quesada alla fine: “è il giocatore più coraggioso che abbiamo”, 8,5
9 Stephen VARNEY: toccato diverse volte duro ma resiste, rimane sempre lucido e Quesada lo tiene in campo perché sul suo gioco al piede si regge la tattica azzurra. Tra i migliori, 8
Stephen Varney (foto Delfrate)
21 Martin PAGE-RELO: quando è entrato si è capito perché Quesada – ora – gli preferisce Varney. Però a parte un in avanti, ha mantenuto l’abbrivio della squadra, 6,5
8 Lorenzo CANNONE: non gioca male ma si fa vedere meno del solito, anche perché i due compagni di terza linea sono in grande spolvero. Da 6,5 fino al 79’, poi arriva all’8: è infatti suo il turnover che ci regala la sicurezza di aver vinto la partita.
7 Manuel ZULIANI: l’abbiamo visto fare qualunque cosa: recuperi, placcaggi, scippi, rapine. Ma anche il numero 9 all’occorrenza. Giocatore totale, è lui il titolare 8,5 Izekor, sv
6 Ross VINTCENT: parte fortissimo, prendendo tutto in touche e portando avanti sempre il pallone. Poi cala, come tutta l’Italia, pagando una prima mezz’ora a mille all’ora. Alla riscossa come tutta la squadra nel secondo tempo, 69 minuti da 7 pieno
5 Andrea ZAMBONIN: all’inizio si vede poco, sempre in seconda battuta sul placcaggio, nelle entrate in ruck. Poi inizia a prendere le misure alla partita e porta giù palloni che scottano in rimessa e si vede anche palla in mano. 7,5
19.Federico RUZZA: l’idea che rimanga in panchina fa capire la profondità della nostra nazionale. Ma quando si è faticato in rimessa ci si è chiesto perché fosse rimasto fuori. Si è fatto notare per un intercetto che poteva regalare la meta del break, 6,5
Il break di Federico Ruzza sul finire del match (foto Stefano Delfrate)
4 Niccolò CANNONE: palla in mano non fa la differenza ma è molto, molto generoso in difesa. Partita senza acuti ma di grande consistenza. E con la vittoria non possiamo che dargli un 7 pieno
3 Simone FERRARI: a volte sembra potersi mangiare Bell, poi la mischia successiva subisce la ruvidezza di Angus. Esce per Riccioni, 6,5. Riccioni, non si è tirato indietro, 6,5
2 Giacomo NICOTERA: meglio nel breakdown che in touche? Può essere ma ci ha ricordato il miglior Ghiraldini, 7
16 Di Bartolomeo: da il suo apporto, senza sbavature. Non era da poco perché queste sono partite in cui basta un cambio per sconvolgere gli equilibri della partita, 6,5
1 Danilo FISCHETTI: giocatore top, non smetteremo di dirlo. In chiusa è una garanzia ma poi lo trovi ovunque, anche in supporto ai trequarti, 7,5
17 Mirco SPAGNOLO: pronti via e si presenta con due turnover preziosissimi, poi palla in mano non lo ferma nessuno. Gente capace di impattare così su un match vale oro, 8
Australia
15 Andrew Kellaway: inizia bene, poi si perde come un po’ tutti i compagni, 5,5
14 Corey Toole: soffre Ioane e ha poche occasioni per mettersi in mostra
13 Joseph-Aukuso Suaalii: diverse sbavature, poi arriva quella che indirizza la gara, il giallo su placcaggio alto a Garbisi, 4,5
Hunter Paisami non ha vissuto una bella serata al Blue Energy Stadium (foto Getty/Wallabies)
12 Hunter Paisami: conoscendo Brex, cerca di trovare spazio su Garbisi ma Paolo non lo fa mai passare, 5,5
11 Harry Potter: si aspettavano magie ma non pervenuto, 5
10 Carter Gordon: fa il bello e il cattivo tempo. Un break bellissimo nel primo tempo, la meta che poteva indirizzare il match ma in mezzo anche diversi errori al piede e di scelte. Sperava di festeggiare meglio il ritorno in Nazionale, 6. Esce per Tane Edmed
9 Jake Gordon: ottimo passaggio, bella visione di gioco, è rimasto fino all’ultimo tra i papabili player of the match, 6,5
Harry Wilson placcato da due azzurri (foto Stefano Delfrate)
8 Harry Wilson: “Un capitano, c’è solo un capitano”, verrebbe da dire, purtroppo è spesso l’unico a portare l’acqua, 7
7 Fraser McReight: nel primo tempo due turnover e tanto lavoro sporco, nel secondo cala un po’ ma è tra i migliori dei suoi, 6,5
6 Tom Hooper: gioca un po’ a tratti e quando l’Italia sale di ritmo e mette punti, ammaina anche lui la bandiera, 5,5
5 Jeremy Williams: la rimessa è una delle note positive per la serata dell’Australia, però è lui che lascia tra i primi per Valetini, 6
4 Nick Frost: un altro che ha fatto di tutto per mantenere a galla la nave, 6
3 Taniela Tupou: primo tempo super del pilone destro australiano. Riesce a innervosire Fischetti e si nota anche palla in mano. Entra nell’azione della meta di Bell, 6,5
2 Matt Faessler: buoni i lanci, solido nel resto, 6,5ù
La meta di Angus Bell (foto Stefano Delfrate)
1 Angus Bell: crea problemi a Ferrari, segna una bella meta e a tratti sembra ovunque. Dura solo un tempo, come come tutta l’Australia, 6,5
A disposizione
16 Billy Pollard, entra nel momento peggiore, con l’Italia in vantaggio e l’inerzia delle partita su un piano inclinato. Non pervenuto, sv
17 Aidan Ross: entra per Bell e gioca il secondo tempo, 5,5
18 Zane Nonggorr: tiene in mischia, e poi? Sv
19 Rob Valetini: era l’arma in panchina di Schmidt, tante cariche ma è sempre raddoppiato dagli azzurri, 5,5
20 Pete Samu: da il cambio a un monumentale Wilson a dieci minuti dalla fine, SV
21 Ryan Lonergan: cinque minuti e poi? SV
22 Tane Edmed: belle linee di corsa ma entra quando l’Australia inizia a fare fatica, 6
23 Filipo Daugunu: prova fare la differenza ma fa la fine del suo omologo Paisani, tanto fumo e niente arrosto, 5
La foto del titolo è di Giuseppe Fama / Inpho
