Una partita vinta dai campioni del mondo sudafricani con la testa e con il fisico. Un match giocato per mezz’ora con l’uomo in meno, attraversato da tante difficoltà e risolta alla grande.
La Francia si illude davanti al suo pubblico, prima con una partenza sprint e poi con la prospettiva di giocare la ripresa in superiorità numerica per l’espulsione di De Jager. Il Sudafrica, nel primo spicchio di secondo tempo, fa come Muhammad Ali contro Foreman: subisce ma non crolla. Terminata la prima frazione in vantaggio 14-13, i Bleus attaccano senza riuscire a ottenere più di un calcio piazzato. Appena gli Springboks si portano con decisione in avanti, il castello transalpino traballa, e poco dopo va giù. Giallo a Bielle-Barrey: a uomini pari due mete nel giro di pochi minuti, punteggio decisamente ribaltato e partita che imbocca un senso unico. Foreman non ne può più, Ali piazzerà anche il colpo del ko.
Finisce 17-32, con gli uomini di Galthié a meditare sulla maestria tattica e sulla solidità mentale, oltre che fisica, della squadra che occupa strameritatamente il primo gradino del ranking internazionale.
Partita dura e bella, non priva di errori ma arricchita da azioni superlusso, generate il più delle volte da buoni movimenti collettivi su cui si sono innestate le prodezze individuali. È così per le prime due mete dell’incontro, al 4’ e al 27’. Le firma entrambe Penaud, che stacca anche Blanco, raggiunge quota 40 e diventa il miglior metaman della Francia di tutti i tempi. Bravo lui, ma bravissimo Ramos: nella prima occasione inventandosi una “camminata” orizzontale di una ventina di metri in faccia alla difesa sudafricana prima di effettuare un cross perfetto per le mani del compagno; poi, dopo una sventagliata dei trequarti, confezionando un passaggio di una trentina di metri che ha lo stesso destinatario di prima, pronto a fare doppietta.
Il Sudafrica non era stato a guardare, con due piazzati di Mngomezulu in rapida successione, frutto di una serie di punizioni conquistate dagli Springboks. E così, quando il sempreverde Reinach intravede una smagliatura ai lati di un raggruppamento e sfugge a tutti per segnare la prima meta dei suoi, lo svantaggio si riduce al minimo. Però poi c’è il contatto spalla-contro-testa di De Jager su Ramos, e stavolta la tecnologia fa il suo dovere in pieno: segnalazione del Tmo all’arbitro (l’australiano Gardner), revisione e rosso indiscutibile.
Inizia la ripresa e fino a un certo punto sembra che per l’allungo dei padroni di casa sia solo questione di tempo. Inevitabile, viene da pensare, la maggiore presenza della Francia in attacco. Ma un paio di occasioni sono sprecate da altrettanti “in avanti”, la sola punizione di Ramos consolida di poco il vantaggio transalpino: 17-13 quando si chiude il terzo quarto di gara e si porta a termine la grande maggioranza delle sostituzioni. Un carosello che favorisce gli ospiti, pronti all’impennata improvvisa, a quel primo ribaltamento di fronte che origina tutto il resto: il giallo a Bielle-Barrey per “in avanti” volontario, la meta del sorpasso di Esterhuizen, sulla spinta collettiva dopo una penaltouche, il pezzo di bravura di Williams che, subentrato a Reinach, conclude un’altra manovra partita da una penaltouche andando di taglio e poi raddrizzando, in modo da mettere il ginocchio tutti i difensori.
Al 40′ caretllino rosso per Lood de Jager (foto SA RUGBY)
Mancano 10 minuti alla fine e sul 17-25 qualche lumicino di speranza potrebbe restare acceso, per gli uomini in blu. Ma no, invece. La partita è andata, come la testa dei francesi, che continuano a commettere infrazioni: impressionante, da un certo momento della ripresa in poi, la sequenza di sette punizioni fischiate contro senza averne nemmeno una a favore.
Il principino Mnogomezulu – prima all’apertura e poi, quando è entrato Libbok, estremo – mette l’ultima firma con un movimento delizioso: si muove di lato, poi “buca” su Lucu, mandato a vuoto con una finta d’autore.
E la Francia, che a Parigi non batte gli Springboks dal 2005, dovrà aspettare ancora.
LA PARTITA
Francia-Sudafrica 17-32 (primo tempo 14-13).
Per la Francia: 2 mete (Penaud al 4’ e al 27), 2 trasformazioni (Ramos), 1 calcio piazzato (Ramos al 58’). Per il Sudafrica: 4 mete (Reinach al 33’, Esterhuizen al 64’, Williams al 70’, Mngomezulu al 77’), 3 trasformazioni (Mngomezulu al 33’, 70’ e 77’), 2 calci piazzati (Mngomezulu al 7’ e al 12’). Calciatori: Ramos 3 su 3; Mngomezulu 5 su 7.
Cartellino rosso a De Jager (Sudafrica) al 40’. Cartellino giallo a Bielle-Barrey (Francia) al 64’.
Nella foto del titolo la meta di Grant Williams (foto SA Rugby)
