Per l’Italia l’ultima partita del torneo rappresenta qualcosa in più che l’occasione di conquistare la prima vittoria: si tratta di sperimentare nuove giocatrici e consolidare l’esperienza della rosa, un’opportunità rara visti i limiti imposti dal calendario internazionale. L’opportunità viene colta: pur attraversando qualche momento di incertezza, specialmente all’inizio di entrambe le frazioni, le azzurre rispettano il copione e si impongono con un punteggio molto alto, che sarebbe stato astronomico al netto di pali ed errori dalla piazzola. Nel complesso alcune indicazioni sono incoraggianti: varie giocatrici hanno risposto positivamente quando sono state chiamate in causa (e non soltanto le più giovani: Isabella Locatelli ha giocato una gara sontuosa che le è valso un meritatissimo player of the match); soprattutto però ci pare da rimarcare il fatto che, a differenza di altre prestazioni del passato, non è venuto meno il killer instinct neanche nelle fasi conclusive dell’incontro.
Alia Bitonci, titolare con la maglia numero 9, per la prima volta nel torneo (Photo by Morgan Harlow – World Rugby/World Rugby via Getty Images)
La cronaca: il Brasile avvia le operazioni, primi minuti come al solito nella nostra metà campo. Un fuorigioco di Madia dà alle giallo-verdi una touche sui 22 che innesca una buona driving maul. L’Italia si difende bene ma sulla prima mischia subisce il calcio di punizione. Fortunatamente si ruba la touche a cinque metri. La fallosità delle azzurre le mette sotto pressione e all’8’ il Brasile va per i pali, conquistando il primo vantaggio della sua prima coppa del mondo. La ripresa del gioco ci permette di entrare per la prima volta nei 22 brasiliani. Il lancio però è sbagliato e l’occasione sfuma. Stessa storia al 12’, seconda touche a pochi metri e secondo lancio a vuoto. Si insiste comunque e finalmente Mannini trova il buco. Granzotto calcia sul palo la non semplice trasformazione. Poco dopo, altra touche a 5 metri, stavolta il lancio trova la nostra giocatrice in fondo alla linea, e sull’azione successiva Fedrighi sfonda. A questo punto giochiamo, i nostri attacchi al largo funzionano e non siamo più costretti nei nostri 22’. Grande azione coast to coast con un notevole break di Locatelli, Granzotto conclude al largo. Le trasformazioni continuano a non entrare ma intanto siamo oltre break. Si va al largo con gusto godendo dell’approssimazione difensiva delle brasiliane, e al 22’ Muzzo manda in meta Ostuni Minuzzi. Stesso canovaccio al 25’, e altro palo. Quando riesce a portarsi nei 22 azzurri il Brasile ci prova, ma errori di manualità finiscono per stoppare le sue iniziative. Dopodiché la partita si addormenta, e su un pasticcio fra i nostri centri, l’ala Barth sarebbe anche andata in meta, ma commettendo in-avanti. Sull’ultima azione del primo tempo comunque Bitonci innesca Muzzo sulla chiusa, l’ala viene fermata a pochi metri dalla linea. Sul tentativo di contrattacco del Brasile Granzotto ruba palla e marca la sua seconda meta.
Una carica di Alessandra Frangipani schierata accanto a Fedrighi in seconda linea (Photo by Morgan Harlow – World Rugby/World Rugby via Getty Images)
La ripresa inizia per l’Italia in modo un po’ contratto e bisogna aspettare nove minuti perché Corradini concluda sotto i pali una bella fase di sostenuta pressione. Questa volta arriva anche la trasformazione. Italia che preme ma che tra imprecisioni gestuali e qualche inutile fallo non riesce a convertire la sua superiorità in ulteriori punti. Passano altri dieci minuti prima che uno sgangherato tentativo brasiliano di muovere la palla dai propri 22 dia a Ostuni Minuzzi l’opportunità di marcare la terza meta personale. L’incontro prosegue stancamente ma c’è ancora tempo per un’ultima accelerazione delle azzurre. Negli ultimi dieci minuti prima Buso raggiunge Mannini, Corradini e Bitonci nel marcare i primi punti in coppa del mondo. La stessa Buso si ripete all’azione successiva, imitata poi da Granzotto che aggiunge anche la trasformazione. Si insiste e su touche rubata dopo ottimo grubber di Stevanin un’altra cavalcata di Locatelli – eccellente la sua prova – manda Stefan sulla bandierina. Superato di un punto il margine ottenuto dal Sudafrica contro le stesse avversarie, ci si congeda dal Mondiale con un po’ di amarezza per quel che sarebbe potuto essere, ma anche con la consapevolezza che il gruppo c’è. Ci vediamo al Sei Nazioni.
Northampton, Franklin’s Garden, 7 settembre 2025
Rugby World Cup – III giornata
Italia v Brasile 64-3 (primo tempo 30-3)
Marcatrici: 8’ cp. Kochhann; 13’ meta Mannini; 18’ meta Fedrighi; 20’ meta Granzotto; 23’ meta Ostuni Minuzzi; 25’ meta Ostuni Minuzzi; 41’ meta Granzotto; s.t 49’ meta Corradini tr. Bitonci; 60’ meta Ostuni Minuzzi, 33′ meta Buso, 76′ meta Buso, 78′ meta Granzotto tr. Granzotto, 80′ meta Stefan.
Italia: Ostuni Minuzzi; Muzzo (50’ Buso), Corradini, Mannini, Granzotto; Madia (61’ Stevanin), Bitonci (65’ Stefan); Giordano (Cap), Locatelli, Sgorbini (50’ Ranuccini); Fedrighi (55’ Veronese), Frangipani; Seye (40’ Pilani), Vecchini (42’ Gurioli), Maris (44’ Turani)
all. Fabio Roselli
Brasile: Tenório; Barth, Fioravanti (48’ Santini), Nicolau, Silva; Kochhann, Bednarski (48’ Silva); C. Carvalho (temp 21-34’ Medeiros), L. Carvalho (61’ Medeiros), Henwood; Dakar (41’Cruz), Coimbra (Cap, 61’ Santana); Santos (41’ Prioste), Leni (61’ Mamede), Barros (48’ Saccomanno)
all. Emiliano Caffera
Arb: Maggie Cogger-Orr (NZRU)
Nella foto del titolo, Vittoria Ostuni-Minuzzi segna la seconda delle sue tre mete (Photo by Morgan Harlow – World Rugby/World Rugby via Getty Images)
