Domenica 14 Settembre
Tutto come previsto anche nella seconda giornata dei quarti di finale, con Francia e Inghilterra che raggiungono Nuova Zelanda e Canada in semifinale, confermando pienamente le attuali posizioni nel ranking mondiale. Confermata anche l’aspettativa che la partita più combattuta sarebbe stata quella tra Francia e Irlanda.
Sandy Park, Exeter
Francia-Irlanda 18-13 (0-13)
Abby Dow ha messo a segno la cinquantesima meta con la maglia dell’Inghilterra (Photo by Molly Darlington – World Rugby/World Rugby via Getty Images)
Nel primo incontro della giornata l’Irlanda si adatta molto meglio della Francia alle difficili condizioni atmosferiche che caratterizzano in particolare la prima frazione di gioco. L’apertura O’Brien sfrutta bene il fatto di giocare con un vento fortissimo alle spalle. Complici anche vari errori di manualità, facilitati dalla pioggia battente, due cartellini gialli, al pilone Bernadou (placcaggio alto) e alla capitana Feleu (crollo del drive avanzante), e serie difficoltà in chiusa (tre calci contro nei primi 40’), le francesi si lasciano schiacciare nella propria metà campo. Alla fine però concedono solo due mete e una punizione, resistendo eroicamente in 14 per almeno sei minuti a tempo già scaduto, ed evitando un’ulteriore marcatura che avrebbe probabilmente chiuso il match. All’intervallo le commentatrici della BBC si chiedono quanti punti abbia portato alle verdi il vento che soffiava verso la meta francese: “13-15 punti”, suggerisce Brian Moore. Il secondo tempo conferma la stima del mitico tallonatore inglese degli anni ‘90: l’Irlanda non segna più un punto, mentre la Francia, pur senza strafare, ribalta il risultato. Dopo un piazzato della solita Bourgeois le francesi marcano con Escudero, sfruttando al meglio la superiorità numerica causata dal cartellino giallo alla terza linea irlandese Moore (nessuna parentela con il succitato telecronista). Con il vantaggio delle verdi ridotto a due punti, queste riprendono una certa iniziativa, grazie anche al calmarsi del vento. Ma è proprio da una penetrazione sui 22 mal portata dalle irlandesi che arriva la svolta della partita: palla ricuperata in ruck dalla tallonatrice Bigot e sventagliata al largo, con l’ala Grisez che vola in meta dopo 70 metri di corsa. Bourgeois sbaglia la trasformazione ma realizza poco dopo una punizione di fronte ai pali. Negli ultimi minuti la Francia riesce a complicarsi la vita, con un giallo alla neo-entrata Chambon per avanti volontario e una serie di altri falli che la costringono a passare alcuni momenti ad alta tensione nei propri 22. Alla fine però l’ultimo lancio irlandese ai 5 metri va per la tangente (mal comune mezzo gaudio, ci verrebbe da dire da una prospettiva italica) e le francesi possono festeggiare l’ennesima semifinale mondiale. Servirà tuttavia una prestazione di tutt’altro livello per uscire perlomeno dignitosamente, se non vittoriosamente, dall’incontro di sabato prossimo con l’Inghilterra.
https://youtu.be/ua5k4VwVlXA?si=63Lmqkb_wPTC25Fz
Marcatrici: 6’ Djougang meta (0-5), 24’ Flood meta (0-10), 38’ O’Brien (0-13); st: 48’ Bourgeois calcio piazzato (3-13), 59’ Escudero meta trasformata Bourgeois (10-13) , 67’ Grisez meta (15-13), 76’ Bourgeois calcio piazzato (18-13).
Arbitra: Aimee Barrett-Theron.
Ashton Gate Stadium, Bristol
Inghilterra-Scozia 40-8 (26-3)
L’irlandese Aoife Wafer placcata da Axelle Berthoumieu e Charlotte Escudero (Photo by Alex Davidson – World Rugby/World Rugby via Getty Images)
Piove anche a Bristol, ma con meno vento che a Exeter. La Scozia parte forte, esercita nei primi minuti una buona pressione sulla linea inglese e guadagna una punizione che saggiamente viene piazzata. Da quel momento però è soltanto Inghilterra. Per avere qualche speranza di restare a lungo in partita la Scozia dovrebbe poter contare su un possesso solido, ma così non è. La rimessa laterale, solitamente un’arma delle britanniche, non funziona, al punto che una meta (marcata dalla player of the match Morwenna Talling) nasce proprio da un pallone smanacciato senza controllo su lancio scozzese a 5 metri. Stesso discorso per la mischia, letteralmente distrutta da quella delle Red Roses, cui peraltro cede circa 50 chili. Alla fine saranno sette le rimesse laterali perse su proprio lancio, e otto i calci di punizione subiti in mischia. Le inglesi non prendono troppi rischi al largo viste le condizioni (due sole le mete marcate dai trequarti, tra cui la cinquantesima dell’ala Abby Dow). Usano invece massicciamente il piede per mantenere le avversarie nella loro metà campo (soltanto nel primo tempo saranno 17 i loro calci, mentre nei tre incontri del gruppo A avevano usato in media il piede lo stesso numero di volte, ma per l’intero incontro). La strategia paga: l’Inghilterra chiude la partita nel primo tempo con quattro segnature, e poi la controlla agevolmente anche nella ripresa. John Mitchell avrà comunque delle riflessioni da fare sul fatto che da un possesso così massiccio dopo la pausa siano risultate soltanto due ulteriori mete. Quanto alla Scozia, tenendo conto della povertà del possesso avuto a disposizione, il risultato appare per certi versi lusinghiero. Le ragazze di Bryan Easson, all’ultimo match alla guida della squadra, non mollano mai e marcano a tempo scaduto con Lloyd. L’ala scozzese conclude con caparbietà un’azione partita dai propri 22 con un lungo buco della sua compagna di reparto, Fran McGhie.
https://youtu.be/WG1E8C-f1ho?si=gaGImn8EnWMIZobH
Marcatrici: 4’ Nelson calcio piazzato (0-3), 12’ Clifford meta trasformata Aitchison (7-3), 15’ Talling meta trasformata Aitchison (14-3), 31’ Dow meta (19-3), 40’ Clifford meta trasformata Aitchison (26-3); st: 46’ Cokayne meta trasformata Aitchison (33-3), 65’ Aitchison meta trasformata Aitchison (40-3), 80’ Lloyd meta (40-8).
Arbitra: Aurelie Groizeleau.
Le semifinali (Ashton Gate Stadium, Bristol)
Venerdì 19 Settembre, 20:00
Canada – Nuova Zelanda
Sabato 20 Settembre, 16:30
Inghilterra – Francia
Nella foto del titolo una mischia fra Inghilterra e Scozia a Ashton Gate a Bristol (Photo by Molly Darlington – World Rugby/World Rugby via Getty Images)
