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Mirko Belloni estremo, Ortombina e l’esordiente Samuele Locatelli in terza linea con Lorenzo Cannone, Fusco preferito a Varney come numero 9, Odogwu invece di Mori come secondo centro, Di Bartolomeo invece di Lucchesi per entrare dalla panchina. Nella formazione scelta da Gonzalo Quesada per affrontare il Sudafrica domani a Torino (12,40, diretta su SkySport per abbonati e TV8 in chiaro) ci sono alcune sorprese, soprattutto perché Rassie Erasmus, coach degli Springboks, ha annunciato contro di noi la migliore squadra possibile. “Loro ci rispettano”, è stato il mantra di questi giorni. E noi? “Anche noi abbiamo messo la migliore formazione possibile – riosponde secco Quesada – ogni scelta è stata fatta soppesando la situazione dei giocatori ruolo per ruolo”.

Certo, poi nelle spiegazioni qualcosa traspare. Mettiamo Stephen Varney, per esempio: “Ha giocato tutte le partite di Exeter, e quasi sempre per ottanta minuti, noi abbiamo davanti quattro incontri di altissimo livello, pensiamo che Varney possa andare in campo dieci volte di fila? Abbiamo messo in campo il mediano nelle migliori condizioni e quello migliore per affrontare il Sudafrica. Belloni? Si è allenato benissimo in queste settimane, è restato sempre con noi. Le altre opzioni potevano essere Capuozzo e Allan. Capuozzo la scorsa settimana non era qui si è allenato solo poche volte e il ruolo di estremo è importantissimo nel nostro schema di gioco. Allan viene da un infortunio ha ricominciato a correre con il gruppo questa settimana, non ha gli ottanta minuti che con una panchina 6+2 (sei avanti e due tre quarti) potrebbe essere un rischio”.

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E poi ancora: “Locatelli si è allenato benissimo, credo che sia pronto per questa sfida. Lo seguo dal 2023 quando giocava a Viadana, il passaggio alle Zebre ha dimostrato che è un giocatore capace di confontarsi con l’altissimo livello, ha la fisicità necessaria per affrontare la battaglia con gli Springboks. Quando ho dato la formazione tutti i compagni si sono congratulati con lui”, dice ancora Quesada. E su Zuliani spostato in panchina dice che ha ancora una spalla non proprio al 100% e che entrando lui e Vintcent potranno dare forza.

Domingo Miotti segue le indicazioni di Quesada durante l’allenamento – Ph Fir

Anche la scelta di Paolo Odogwu, e non Federico Mori, come secondo centro trova giustificazione nella tenuta. “Chico Mori ha giocato due partite delle ultime sei non ha ancora 80 minuti nelle gambe, mentre Paolo ha giocato di più e ha fatto un’ottima partita in quel ruolo sabato scorso contro Edimburgo. Non posso rischiare un giocatore che non ha 80 minuti nelle gambe, non con questo schema di panchina”.

Quanto a Nicotera anche lui “è stato molto impegnato, in altre condizioni forse sarebbe stato fuori, ma era la nostra scelta come capitano e deve andare in campo”. Poi c’è la questione Domingo Miotti, ex Puma ora eleggibile per l’Italia, da questa settimana aggregato al gruppo. “Non poteva giocare questa partita e non giocherà nemmeno contro l’Argentina perché deve entrrare nei nostri meccanismi. Non escludo che possa essere in campo negli ultimi due incontri. Lo dico chiaro per escludere qualsiasi tipo di commento che niente a che vedere con la partita”. Insomma niente fattori perturbanti nel gruppo.

Rassie Erasmus, 54 anni oggi, ha elogiato l’Italia e Quesada. “Rassie difende la sua squadra, vive per il Sudafrica, fa tutto per loro, il resto viene dopo. Mi ha fatto i complimenti, fanno sempre piacere da un allenatore della sua bravura, del suo carisma”, risponde Quesada e poi si inerpica in un messaggio di auguri in afrikaans: “Gelukkige verjaarsdag, Erasmus!”.

Nella foto di apertura Gonzalo Quesada ha scelto i 23 che affronteranno sabato il Sudafrica a Torino – Ph Federugby/Federugby via Getty Images

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