Grandi manovre, grandi speranze. Alle prese da mesi con la difficile decisione di ridurre da quattro a tre i club professionisti nel Principato, la Welsh Rugby Union (WRU) avrebbe lanciato a PRL (Premiership Rugby Limited) e Rugby Football Union, la federazione inglese, la proposta di aggiungere alla Premiership due club gallesi – secondo quanto riporta WalesOnline, sito molti attento alle vicende del rugby in Galles.
Gli altri due, rimarrebbero, pare, nello United Rugby Championship ed ecco risolto con un colpo di bacchetta magica il problema di scegliere quale delle quattro regioni far fuori.
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Le criticità
Posto che l’allargamento della Premiership è all’ordine del giorno a partire dal 2030, la prima questione da risolvere è la probabile opposizione dei club del Championship (la seconda divisione inglese) ai quali al momento è preclusa la promozione.
Club storici come i Worcester Warriors potrebbero giustamente far valere le loro ragioni e opporsi alla proposta della WRU.
Il processo di allargamento prevede in realtà il vaglio di diverse candidature: i club gallesi potrebbero partecipare al concorso e far valere titoli, risorse, strutture tanto quanto quelli del Championship che aspirano alla categoria superiore.
Cosa aggiungerebbero le gallesi alla Prem? Sicuramente ripristinerebbero rivalità storiche: Cardiff contro Bath e contro Gloucester, Scarlets contro Tigers e Saracens. L’accordo tra RFU e PRL, che hanno ribadito con un comunicato la loro intenzione di espandere la Prem, però ha come obiettivo la competitività del rugby inglese e della nazionale della Rosa. Come far coesistere questo processo con l’apertura a due squadre del Galles?
Tra l’altro i club eventualmente ammessi alla Premiership dovrebbero acquisire una quota del torneo, investendo non meno di 20 milioni di sterline per partecipare, avendo poi successivamente accesso ai dividendi e aver diritto di voto.
Un primo escamotage sarebbe quello di mantenere il contributo che la RFU elargisce alle squadre della Premiership esclusivamente entro i confini dell’Inghilterra. Ai club gallesi penserebbe la WRU.
I vantaggi
Evitare di diluire il numero di giocatori inglesi di interesse nazionale fra altre due squadre e di aggiungere altri commensali ad una tavola che si vuole mantenere ristretta a un numero chiuso di invitati. Le due gallesi porterebbero in dote i loro propri internazionali, i loro sponsor e i soldi della televisione del Principato. Una specie di doppia contabilità che allargherebbe l’intesse del pubblico anche oltre i confini dell’Inghilterra, con costi ridotti al minimo vista la stretta connessione geografica.
Al momento, però, in Galles l’unica squadra con capitali privati e uno stadio da almeno 10 mila posti sono gli Scarlets. Cardiff è, come le Zebre, posseduto dalla federazione che, come prima cosa, dovrebbe uscire dal capitale del club. La Prem non ammette partecipazioni istituzionali.
La WRU ha risposto alle indiscrezioni facendo sapere che fino al 2028 le quattro regioni gallesi sono tenuta a partecipare allo URC. Si parla quindi di un’ipotesi che si concretizzerebbe non prima della stagione 2028/2029.
Le questioni economiche
La scorsa stagione la WRU ha denunciato un disavanzo negativo di 18 milioni di sterline, la prossima dovrebbe chiudere più o meno sulla stessa cifra. È la ragione per la quale quattro squadre sono state ritenute insostenibili per il futuro. Dunque?
Una delle ulteriori ipotesi è l’uscita integrale delle squadre gallesi dallo URC. Le due attuali regions che dovessero restare escluse dalla Premiership, si trasferirebbero nel Championship inglese, la seconda divisione, il cui livello è certamente meno dispendioso dello URC ma sicuramente più alto del campionato gallese.
Farebbero da bacino per i due club di livello superiore, come Hartpury fa con Gloucester, Nottingham e i Bedford Blues con i Leicester Tigers, e così via.
Un po’ quello che succede in Italia con i permit di Zebre e Benetton nei club della Serie A Élite.
Insomma al di là della Manica c’è tanta carne al fuoco. Per ora dai soggetti interessati arrivano solo smentite. “Le risorse sono attualmente concentrate sul sostegno ai club inglesi di tutta la piramide che aspirano a entrare nella lega”: è la dichiarazione che arriva da Twickenham. Vedremo.
