Ballata per la mia piccola iena era la canzone simbolo del quasi omonimo disco degli Afterhous, Ballate per piccole iene, uscito nella primavera del 2005 e divenuto uno degli album di maggior successo del gruppo capitanato da Manuel Agnelli.
Vent’anni fa Morné van den Berg aveva otto anni e frequentava una delle tante scuole elementari di Johannesburg. Probabilmente non ha mai ascoltato gli Afterhours, anche se quel disco fu pure tradotto in inglese (Ballads for little hyenas) per lanciare un tour negli Stati Uniti del gruppo. D’altra parte, quella canzone non parlava effettivamente di animali dediti a divorare carogne, ma di solitudine e dolori sentimentali.
È una questione di parole. Quando Morné van den Berg entra in campo al 40′ di gara-3 tra Nuova Zelanda e Sudafrica e inizia ad appendersi alle caviglie di ogni All Black che si muove, a morderne le calcagna, a infestare ogni situazione con una presenza difensiva insistente e ubiqua, piccola iena è una definizione che gli calza addosso con pertinente brillantezza. Manuel Agnelli permettendo.
Altro su ALLRUGBY:
→ Jiuta Wainiqolo è già in formissima: il pericolo numero uno per la sfida tra Italia e Fiji, di Lorenzo Calamai
→ Sudafrica, All Blacks, USA e Italia: cosa resta della Greatest Rivalry, di Gianluca Barca
→ Supercoppa al Valorugby, il triplete di Violi, di Alessandro Cecioni
Sette giorni più tardi, a Baltimora, vince il premio di Player of the match in gara-4, quella che sancisce la vittoria della serie per 3-1 a favore degli Springboks. Ancora una volta, è autore di un’ottima prova fondata soprattutto sugli aspetti difensivi del gioco. Il suo calcio nel box, una sorta di semi-rovesciata all’indietro, si rivela più preciso ed efficace di quello degli altri mediani sudafricani. E poi ci mette anche una meta.
Il suo percorso non è stato breve. Giocatore dei Lions fin dal 2018, ha debuttato in nazionale contro il Portogallo nel 2024, già 26enne. Pur meritandosi qualche altra occasione e stando nel giro degli Springboks, è sempre stato piuttosto in basso nell’ordine gerarchico della nazionale sudafricana, che gli ha preferito stabilmente Grant Williams e Cobus Reinach, e occasionalmente Jaden Hendrikse.
Morne Van den Berg. Rassie has found his 9🔥
He has been a beast in defence, a nuisance over the ball and very seasoned in attack
He seems the perfect mix of Williams, Reinach and Faf 💪🏼#AllBlacks #Springboks #RSAvNZL 🇿🇦🇳🇿#RGR26 🏆 #Rugby 🏉 pic.twitter.com/hofhGcmUWX
— The Rugby Issue (@TheRugbyIssue) September 12, 2026
Mentre quest’ultimo sembra essere uscito fuori dal giro della nazionale, Williams e Reinach sono incappati in una serie di partite non entusiasmanti. Ecco dunque che è arrivato, al limite dei 28 anni, il momento di brillare per la piccola iena Van den Berg, che per il momento ha saputo cogliere le due occasioni avute in questi ultimi scampoli di estate (che a dire la verità estate non è, in Sudafrica).
Gli Springboks tornano all’opera per l’ultima volta il prossimo 27 settembre contro l’Australia, a Perth. Questo malgrado le franchigie dello United Rugby Championship siano in campo nello stesso fine settimana per la prima giornata di campionato. Il Sudafrica sarà poi la prima avversaria dell’Italia a novembre, nella seconda parte del Nations Championship, dove l’attendono altre due grandi sfide a Francia e Irlanda, per affermarsi una volta di più come la squadra migliore del mondo.
