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L’incontro di Fontanafredda conferma l’andamento altalenante della stagione del Sudafrica, che ha sinora alternato ottime prestazioni a prestazioni mediocri se non deficitarie. Purtroppo alle Azzurre tocca il Sudafrica nella versione performante, e le nostre ci mettono del loro con un numero elevatissimo di errori anche banali: arriva così una sconfitta che fa male in quanto era comunque evitabile. 

La giornata non inizia con i migliori auspici, visto che piccoli inconvenienti muscolari forzano un rivoluzionamento in panchina: devono dare forfait Mascie Jelic, che deve così rinviare l’esordio in azzurro, e Laura Foscato. Se il rimpiazzo della prima è di grande esperienza, trattandosi di Beatrice Veronese, nel secondo caso l’invito “precauzionale” di Giorgia Cuoghi al raduno si traduce in un’opportunità di primo cap che l’interessata certamente non si attendeva. Un battesimo di fuoco a tutti gli effetti, vista la potenza delle avanti sudafricane. 

Alla resa dei conti però le preoccupazioni relative alle mischie chiuse si rivelano largamente infondate. Le avanti italiane reggono bene la pressione delle più pesanti avversarie. Quella che viene invece a mancare – soprattutto nel primo tempo ma anche nel finale di partita – è la precisione che aveva caratterizzato l’incontro con il Giappone. Una serie di errori di controllo del pallone e di passaggi avventati regalano opportunità significative al Sudafrica. Le Springboks Women non si fanno pregare e capitalizzano sulla loro fisicità, difficile da contenere a pochi passi dalla linea. Nel finale del primo tempo però le Azzurre mostrano che mantenendo il possesso riescono ad essere efficaci, marcando e dando l’impressione di poter riaprire la partita. In effetti la seconda frazione ha un taglio ben diverso, l’Italia ricupera portandosi anche in vantaggio al 65’, ma in più di un’occasione non coglie le opportunità per completare il buon lavoro svolto. Errori anche basilari di controllo ridanno fiato al Sudafrica che alla fine chiude con un margine anche eccessivo. 

La cronaca: Questa volta rispetto all’incontro di York l’Italia inizia con la cosa giusta, mettendo pressione sull’avversario, ma subito dopo un passaggio fuori misura dà al Sudafrica l’occasione della prima introduzione in mischia. Si regge senza commettere fallo, e poco dopo, alla prima nostra introduzione, si guadagna addirittura un calcio di punizione. Una sostenuta pressione  con vari cambi di fronte permette alla fine di liberare D’Incà che marca sulla bandierina. Poco dopo però un fuorigioco forse un po’ fiscale mette in condizione il Sudafrica di mettere in azione la sua driving maul da touche. La prima offensiva è respinta ma a prezzo di ulteriori falli e le Springboks passano. Precisa la trasformazione per il vantaggio ospite. Le sudafricane insistono e passano ancora con l’apertura Dolf (ottimo il suo inizio) che marca a lato dei pali dopo ripetute cariche delle avanti. Le azzurre faticano a reggere la pressione fisica delle avversarie ma in qualche modo sbrogliano un paio di situazioni pericolose. E’ da poco passato il primo quarto che si riesce finalmente a innescare Muzzo sulla sinistra, l’ala fa metri ma alla fine un in-avanti vanifica un’azione che pareva promettente. Al 25’ un altro pasticcio difensivo offre al SA una punizione dentro ai nostri 22 che fortunatamente finisce in pallone morto. Sulla mischia che ne risulta si prova a contrattaccare ma Muzzo viene spinta in touche sui 22. La corazzata sudafrica si rimette in moto e Groenewald marca la sua seconda meta di giornata. Le Azzurre paiono smarrite e la rimessa dal centro di Stevanin non fa 10 metri offrendo una nuova piattaforma al Sudafrica. Le Springboks giocano veloce la punizione di seconda per ingaggio anticipato, il calcio a scavalcare di Van Regensburg rimbalza nel pumt giusto e l’ala Tshiremba marca la quarta meta. Le Azzurre reagiscono ma la precisione che aveva caratterizzato la partita con il Giappone è latitante. Quando questa ritorna, in chiusura di frazione, l’Italia ridiventa pericolosa: proprio allo scadere del tempo una conquista in touche ben portata innesca il drive italiano  che viene finalizzato da Vecchini. 

La speranza di riaprire la partita viene alimentata da un buon inizio della ripresa, ma due touche mal portate vanificano buone opportunità. Un calcio stoppato da Ranuccini illude ma non porta a nulla. Una possibile svolta ci sarebbe al 47’ quando il pilone Ngxingolo riceve un giallo per entrata scorretta in ruck. Purtroppo il drive da penal touche e il successivo attacco non sono efficaci. Il Sudafrica si riporta in avanti, conquistando anche una punizione a metà campo, ma il calcio finisce di nuovo in pallone morto. Dalla risultante mischia una splendida azione al largo con inserimento di Ostuni Minuzzi viene conclusa nuovamente da D’Incà. Sillari piazza la difficile trasformazione. Saremmo sotto break, ma un inusuale errore di Sgorbini in ricezione mette in condizione le sudafricane di usufruire di un calcio che le riporta a otto punti. Il Sudafrica però pare entrato in uno spirito natalizio anticipato: sbaglia una touche sui suoi cinque metri, l’Italia preme e poi allarga per Ostuni Minuzzi che va oltre. Sul cambiamento di fronte un pericoloso drive sudafricano guadagna decine di metri ma alla fine le Azzurre riescono a bloccarlo, guadagnando anche un calcio. Poco dopo, Stefan,  Ostuni Minuzzi e la neo-entrata Granzotto combinano bene sulla fascia sinistra. Sullo sviluppo dell’azione il fuorigioco  sudafricano viene punito da Sillari che porta avanti le Azzurre per la prima volta quando mancano 15 minuti al termine. Sulla ripresa dl gioco un fallo in ruck riporta le sudafricane nei nostri 22. Si regge il primo drive ma non il secondo, e siamo di nuovo sotto. Si arriva al 73’ quando una bella fuga di Ostuni dai nostri 22 procura una mischia a 5 metri. Sull’azione al largo un passaggio fuori misura di Mannini sembra aver spento l’azione ma Granzotto ricupera e va oltre. Purtroppo lo fa sfiorando la linea con il piede. Il Sudafrica sbaglia il lancio in touche, ma ricambiamo il favore facendoci rubare il lancio. Sugli sviluppi dell’azione subiamo due punizioni consecutive, il secondo calcio rimarrebbe in campo ma D’Incà sbaglia la ricezione. A cinque metri e a tempo ormai scaduto il Sudafrica non perdona. La trasformazione della player of the match Cilliers chiude un incontro che lascerà alle Azzurre più di un rimpianto. 

26 settembre 2026, Fontanafredda (PN), Stadio Omero Tognon
Italia v Sudafrica 29-41 (12-24)

Marcatrici: 5’ meta D’Incà (5-0), 11’ meta Groenewald tr. Cilliers (5-7), 14’ meta Dolf tr. Cilliers (5-14), 28’ meta Groenewald (5-19), 31’ meta Tshiremba (5-24), 40’ meta Vecchini tr. Sillari (12-24); 52’ meta D’Incà tr. Sillari (19-24); 55’ calcio piazzato Cilliers; 57’ meta Ostuni Minuzzi tr. Sillari (29-27) ; 68’ meta Gunter tr. Cilliers (29-34); 79’ meta Velman tr. Cilliers (29-41). 

Cartellini: 47’ giallo Ngxingolo.   

Italia: Vittoria Ostuni Minuzzi (cap); Aura Muzzo (63’ Francesca Granzotto), Michela Sillari, Sara Mannini, Alyssa D’Incá; Emma Stevanin, Sofia Stefan (70’ Bitonci); Silvia Turani, Vittoria Vecchini, Alessia Pilani (73’ Giorgia Cuoghi); Alessandra Frangipani (69’ Giulia Cavina), Giordana Duca; Francesca Sgorbini, Alissa Ranuccini, Elisa Giordano. A disposizione: Chiara Cheli, Gaia Dosi, Beatrice Veronese, Beatrice Rigoni.

Sudafrica: Jakkie Cilliers; Alichia Arries, Maceala Samboya, Shiniqwa Lamprecht, Maria Tshiremba; Byrhandre Dolf (21’ Libbie Janse van Rensburg, 65’ Aphiwe Ngwevu), Uman Tose (co-cap; 60’ Felicia Jacobs); Yonela Ngxingolo (xx’ Sanelisiwe Charlie), Anushka Groenewald (Micke Gunter), Nombuyekezo Mdliki (6o’ Babalwa Latsha; Vainah Ubisi, Catha Jacobs; Sizophila Solontsi (co-cap), Lerato Makua (65’ Nomsa Mokwai), Aseza Hele (60’ Logan Welman.  

Arbitra: Holly Wood (RFU). Assistenti: Hamish Smales (RFU) e Emily Hope (RFU)
TMO: Dan Jones (RFU)

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