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italia sudafrica nations championship 2026

TORINO – Non era un mistero: che il Sudafrica sarebbe potuto essere uno scoglio troppo duro per un’Italia incerottata si sapeva; che il passivo sarebbe potuto essere pesante, anche.

Ciononostante la partita inaugurale del quartetto autunnale, valevole per la seconda parte del Nations Championship, ha visto gli Azzurri offrire una prova decisamente insufficiente, specie nel primo tempo, opposti a un Sudafrica che non ha fatto sconti e ha inflitto per 40 minuti la tariffa piena, prima di togliere il piede dall’acceleratore nella ripresa.

Finisce 7-66, ma quello che rimane è il primo tempo da 0-45, con gli Springboks bravi ad adattarsi alle strategie azzurre per diendere drive e calci contendibili e l’Italia che sbaglia tantissimo, troppo anche per una formazione orfana di 17 giocatori.

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La squadra di casa non ha praticamente visto il pallone per tutto il primo tempo, e quando lo ha ottenuto lo ha immediatamente perso. Come sul calcio d’inizio della partita, quando Fusco dribbla due avversari e poi passa la palla a Ioane, che non controlla e la perde nei propri 22. Il Sudafrica ne esce con un piazzato: 3-0.

Passano 4 minuti e il mediano azzurro scala troppo presto in difesa su una finta di passaggio di Feinberg-Mngomezulu, lasciando Nicotera solo contro un giocatore molto più rapido. Linebreak e grande meta in acrobazia all’angolino, poi trasformata dal medesimo numero 10.

Dal quarto d’ora le mete arrivano a ripetizione, perché l’Italia è indisciplinata e concede rimesse laterali sui propri cinque metri: ne scaturiscono due mete di Marx, una di Kolisi e una del mediano van den Berg. In mezzo c’è anche un calcio stoppato a Fusco da de Jager (in campo dall’inizio al posto di Moerat rispetto alla formazione annunciata) e trasformata in una meta da Willemse. Il tutto per una tariffa di 6 mete e 45 punti in 32 minuti.

La ripresa ricomincia con meno fervore da parte sudafricana, anche se al decimo arriva la settima meta con Wilco Louw, che supera con troppa facilità Ruzza. Gli Springboks conservano e allora l’Italia prende un po’ di coraggio, complici le iniezioni di energia dalla panchina. La lunga fase di possesso italiana si conclude con una meta, di Ruzza, al 61′, sulle conseguenze di una bella giocata studiata a tavolino: finto drive in rimessa, palla a Marin che attacca forte la difesa e alza al suo interno per Ioane; la combinazione genera un’avanzamento che costringe tutti gli avanti avversari a correre indietro, e facendolo si stringono; Fusco allora cambia senso di gioco e pesca il seconda linea sull’out di sinistro per andare indisturbato oltre la linea. Tommy Allan centra i pali da posizione difficile.

Nel finale arriva un’altra meta del Sudafrica sulle conseguenze di una rimessa laterale in zona d’attacco, stavolta con Paul de Villiers, e poi allo scadere una marcatura troppo facile di Ethan Hooker, che passa indisturbato in mezzo alla difesa italiana.

In definitiva, un’Italia che non può illudersi che un secondo tempo timidamente in ripresa possa essere qualcosa da cui ripartire. Malgrado le assenze pesanti, la prestazione è stata negativa e gli errori commessi grossolani. Enoch Opoku-Gyamfi e in parte Paolo Odogwu sono i due che forse si salvano in una giornata dove è dura trovare aspetti positivi. Gli Azzurri lasciano o Juventus Stadium con la consapevolezza di dover lavorare duramente per poter competere contro due squadre meno straripanti ma comunque di valore come Argentina e Fiji.

Il tabellino di Italia-Sudafrica

Marcatori: 5′ cp. Feinberg-Mngomezulu (0-3), 9′ m. Feinberg-Mngomezulu tr. Feinberg-Mngomezulu (0-10), 15′ m. van den Berg tr. Feinberg-Mngomezulu (0-17), 19′ m. Marx tr. Feinberg-Mngomezulu (0-24), 22′ m. Kolisi tr. Feinberg-Mngomezulu (0-31), 25′ m. Willemse tr. Feinberg-Mngomezulu (0-38), 32′ m. Marx tr. Feinberg-Mngomezulu (0-45), 49′ m. Louw tr. Feinberg-Mngomezulu (0-52), 61′ m. Ruzza tr. Allan (7-52), 72′ m. de Villiers tr.  Feinberg-Mngomezulu (7-59), 80′ m. Hooker tr. Feinberg-Mngomezulu (7-66)

Italia: 15 Mirko Belloni, 14 Ange Capuozzo, 13 Paolo Odogwu, 12 Leonardo Marin, 11 Monty Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Alessandro Fusco, 8 Lorenzo Cannone, 7 Samuele Locatelli, 6 Alessandro Ortombina, 5 Federico Ruzza, 4 Niccolò Cannone, 3 Simone Ferrari, 2 Giacomo Nicotera, 1 Muhamed Hasa
A disposizione: 16 Tommaso Di Bartolomeo, 17 Danilo Fischetti, 18 Ion Neculai, 19 Enoch Opoku-Gyamfi, 20 Ross Vintcent, 21 Manuel Zuliani, 22 Stephen Varney, 23 Tommaso Allan

Sudafrica: 15 Damian Willemse, 14 Kurt Lee Arendse, 13 Jesse Kriel, 12 Damian de Allende, 11 Ethan Hooker, 10 Sacha Feinberg-Mngomezulu, 9 Morne van den Berg, 8 Jasper Wiese, 7 Pieter-Steph du Toit, 6 Siya Kolisi, 5 Ruan Nortje, 4 Lood de Jager, 3 Thomas du Toit, 2 Malcolm Marx, 1 Ox Nché
A disposizione: 16 Jan-Hendrik Wessels 17 Gerhard Steenekamp, 18 Wilco Louw, 19 Franco Mostert, 20 Cameron Hanekom, 21 Paul de Villiers, 22 Grant Williams, 23 Manie Libbok

In copertina: Kurt Lee Arendse tra i difensori azzurri in Italia-Sudafrica – ph. Chris Ricco – Nations Championship/Nations Championship via Getty Images 

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