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mappa scudetti rugby italiano

Un campionato, quello di Serie A Élite appena concluso, che ha allargato un po’ gli orizzonti della massima serie ovale. Perché c’è una squadra che ha conquistato il suo primo scudetto e ce n’è un’altra che ha esordito ai più alti livelli nazionali. Di più: in tutti e due i casi si tratta di società che hanno portato per la prima volta le loro province ai rispettivi traguardi.

Parliamo innanzitutto del Valorugby Emilia, naturalmente. La formazione reggiana ha strameritato il successo nella finale contro il Petrarca e dopo 69 anni ha riportato lo scudetto in Emilia. Nel 1956/57, infatti, il Rugby Parma si aggiudicava l’ultimo dei suoi tre titoli.

Con quella di Reggio Emilia sono in tutto 12 le province scudettate. Dodici su 107, l’11,2 per cento. Una percentuale non molto alta nell’arco di 95 campionati, quelli giocati dal 1928/29 a oggi (con le interruzioni dal 1943 al 1945, per la guerra, e nel 2019/20, per la pandemia da Covid).

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In testa a tutte c’è Padova, con 20 scudetti. Prima dei 15 del Petrarca arrivarono i cinque delle Fiamme Oro, dal 1957/58 al 1967/68, quando la loro sede era nella città del Santo. Milano segue con 18 titoli, il primo della storia vinto dall’Ambrosiana e tutti gli altri dall’Amatori, 13 volte campioni tra il 1929 e il 1946 prima di riannodare il filo negli anni Novanta con i quattro scudetti dell’era Berlusconi. Una società che non esiste più ma vanta ancora il primato di successi, precedendo le tre grandi venete appaiate a 15: oltre al Petrarca, Treviso (che peraltro al campionato italiano non partecipa più dal 2010/11) e Rovigo. Ma nella classifica provinciale Treviso è terza, davanti a Rovigo, perché c’è da considerare anche il titolo che si è andato a prendere Mogliano nel 2012/13.

Brescia è quinta a quota otto, con il primo exploit grazie alla squadra del capoluogo nel 1975 e gli altri sette allori nel nuovo secolo con Calvisano (il XV del comune più piccolo tra quelli in cui è finito lo Scudetto). Rugby Roma e L’Aquila assicurano alle loro province cinque titoli ciascuna, Parma – come detto – è a quota tre e Napoli a due grazie alla Partenope degli anni Sessanta, che conquistò gli scudetti più “meridionali” nella storia del rugby italiano. La Ginnastica Torino si affermò nel 1946/47, mentre anche la provincia di Mantova vanta un successo, grazie a Viadana, campione nel 2002. E infine Reggio Emilia.

Tra le squadre che hanno sfiorato il trionfo senza mai conquistarlo si segnalano il Cus Genova, secondo per tre anni di fila (dal 1970/71 al 1972/73) sempre alle spalle del Petrarca, e i Cavalieri Prato, che arrivarono alla finale nel 2012 e nel 2013, perdendo la prima volta dal Calvisano e la seconda dal Mogliano.

Così Liguria e Toscana sono rimaste fin qui a secco, come altre 11 regioni dello Stivale. Sono invece sette (il 35% del totale) le regioni almeno una volta in cima al podio. La classifica degli scudetti vede largamente in testa il Veneto con 51 (il 54% dei titoli assegnati), seguito a 27 dalla Lombardia. Ugualmente importante il distacco con le terze classificate (Lazio e Abruzzo, a cinque). Poi l’Emilia Romagna a quattro, la Campania a due, il Piemonte a uno.

A proposito di Piemonte: l’altra novità assoluta della Serie A Élite 2025/2026 è stata Biella. La provincia “laniera” è stata la 34ª ad affacciarsi nella massima serie del rugby. Trentaquattro su 107, cioè il 31,8 per cento, in altre parole meno di una su tre. E per dire la verità più di una si è fermata alla partecipazione singola. Perché in quella che un tempo si chiamava semplicemente Serie A ci sono stati – per fare qualche nome – anche il Guf Palermo (1934/35), il Guf Pavia (1942/43) e il Novara (1956/57).

Comunque, il Veneto prevale anche per il numero di province che hanno avuto almeno una squadra nella massima serie: sono sei (Padova, Treviso, Rovigo, Venezia e, più di recente, Verona e Vicenza). A cinque seguono la Lombardia (Milano, Brescia, Mantova, Pavia, Monza) e l’Emilia Romagna (Parma, Reggio Emilia, Bologna, Piacenza, Modena), a quattro arriva il Piemonte (Torino, Alessandria, Novara, Biella) e a tre la Toscana (Firenze, Livorno, Prato). Sono cinque le regioni a quota due: Lazio (Roma e Rieti), Campania (Napoli e Benevento), Sicilia (Catania e Palermo), Friuli Venezia Giulia (Trieste e Udine). A una sola provincia presente si fermano l’Abruzzo (L’Aquila), la Liguria (Genova) e la Calabria (Reggio).

In copertina: elaborazione grafica Allrugby da una immagine di Alfio Guarise/LIR

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