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Inizia con una vittoria sulla Spagna (55-27, 9 a 4 le mete) il cammino che condurrà al Mondiale under 20 in Georgia la Giovane Italia guidata da Andrea Di Giandomenico. A Gubbio è giornata di esperimenti, c’è da creare il gruppo che dal 27 giugno al 18 luglio andrà a difendere il settimo posto, miglior piazzamento di sempre, conquistato lo scorso anno sui prati di casa e allora si provano molti giovani al primo anno nella categoria e si lascia a riposo quella che è stata la forza trainante dell’ultimo Sei Nazioni, con il tallonatore metaman Valerio Pelli e il capitano Riccardo Casarin a guardare i compagni dalla tribuna e il talento Malik Faissal chiamato al piano superiore da Gonzalo Quesada.

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La partita è divertente, qualche errore di superficialità e tanti tentativi di giocare, con la Spagna che paga dazio alla migliore organizzazione azzurra, ma è mortifera quando si tratta da trasformare in punti gli sporchi palloni di recupero. In avvio l’Italia fa la voce grossa, in 5 minuti si accende il talento di David Luisato, ala della covata Benetton Treviso, che imita l’assente Faissal e diventa irresistibile quando mette in moto le gambe. Belle le azioni per vie interne (la prima di Celi, la seconda di Del Sureto) che finiscono con una sventagliata al largo per Luisato che apre la serata umbra con una fulminea doppietta personale.

Sembra tutto troppo facile e allora la Spagna dimostra di avere un movimento in crescita, prende le misure, soffre nel gioco strutturato, ma è perfetta nel trovare soluzioni nelle situazioni di confusione. Da un drive da touche prima, da un recupero alla velocità della luce concluso da Pelajo poi, arrivano le due mete iberiche e un pareggio (12-12) che regala interesse alla partita. L’Italia allora decide di fare di necessità virtù, si arrocca intorno ai suoi punti di forza e segna con ordine due mete da penaltouche con Dinarte che per l’occasione si traveste da Pelli. Prima del riposo, però, gli spagnoli regalano interesse al secondo tempo, inventano una serie di sostegni veloci, due off load e mandano in meta Garrieta per chiudere il primo tempo in scia (24-19).

Nel secondo tempo è inevitabile la sarabanda di cambi, l’Italia ritrova il suo assetto più conosciuto, entrano Sette, Dene, Meroi, Wilson, De Novellis, Braga, Germanò e la forza d’urto dei sostituti cambia l’ordine dei fattori. Opoku, per l’occasione capitano, è fisicamente tirato a lucido dall’anno passato a Bath, gli altri lo seguono: segnano ancora Luisato per la personale tripletta, ancora Dinarte da drive da touche, Dene che fa sfoggio di mezzi fisici arrivando a doppia velocità su un calcio profondissimo di Braga, Bavaresco ancora da penaltouche e chiude Germanò che prima recupera in acrobazia un cross kick di Braga e poi chiude l’azione per quella che diventa la meta più spettacolare della partita.

Esperimento riuscito, venerdì 12 giugno si replicherà a Calvisano contro l’Inghilterra. Sarà un test molto più significativo, il Mondiale si avvicina.

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