Business as usual a Bordeaux, con l’Inghilterra che ancora una volta regola una Francia mai doma, in un incontro straordinario per ritmo e qualità. Alla fine la Francia paga una rimessa laterale disastrosa per tutto il primo tempo e alcuni errori di handling puniti con il consueto cinismo dalle inglesi.
Le crunch inizia con una sostenuta pressione francese che però non crea reali pericoli per la difesa inglese. Dopo pochi minuti è fortunata Zoe Harrison nel vedere sanzionato soltanto con una mischia un tentativo di intercetto venutole male sulla linea dei 22. Al 13’ l’Inghilterra si affaccia per la prima volta nei 22 francesi, ma mal gliene incoglie: pallone strappato e contrattacco “from the end of the world”, con Murie e Champon che combinano, mandando in meta Bourdon-Sansus e in delirio il pubblico (35,062 spettatori, nuovo record per la Francia).
Se nel primo quarto di gara la Francia illude, forti difficoltà in rimessa laterale ne frenano le iniziative offensive e finiscono per dare alle Red Roses le opportunità per rimettere la partita in carreggiata. Il cattivo possesso da fasi statiche, combinato con il ritmo altissimo dell’incontro, costringe le francesi a forzare gli offload, il che porta inevitabilmente a errori. E’ passato da poco il 20’ quando una palla persa dalle transalpine permette all’Inghilterra di riversarsi in attacco: dopo sostenuta pressione Bern marca per il pareggio. Pochi minuti dopo un nuovo pasticcio francese nel passaggio permette a Meg Jones di ripartire al piede, Kildunne è pronta ad approfittare del rimbalzo e vola in mezzo ai pali.
Si prosegue a ritmi altissimi, in cui però le inglesi si muovono con maggiore disinvoltura: chiudono il tempo marcando due volte al largo nel giro di pochi minuti, prima con Breach e poi ancora con Kildunne: 26-7 all’intervallo. Sembrerebbe partita finita, anche perché l’inizio della ripresa sorride ancora alle inglesi, con Harrison che converte un penalty. La Francia tuttavia è di diverso parere: migliora la propria touche e riesce a marcare nel giro di cinque minuti, prima con l’ala Grando e poi con Bordon-Sansus che da una mischia a cinque metri fa tutto da sola segnando vicino ai pali. Sotto di otto e con 20 minuti ancora da giocare un’altra rimonta delle Bleues come quelle degli anni passati non è affatto da escludere. L’Inghilterra però si riorganizza, marca al 64’ in prima fase con l’ala Breach, e spegne l’abbrivio francese. C’è ancora tempo per due mete negli ultimi cinque minuti: prima Cokayne si “riscatta” dal suo primo errore al lancio del torneo marcando sulla bandierina, poi Bernadou schiaccia a tempo scaduto. Riduce così lo scarto nel punteggio, ma non l’amarezza per un esito che condanna comunque le transalpine alla seconda posizione, nonostante gli indubbi miglioramenti messi in atto da François Ratier rispetto alla gestione Mignot-Ortiz.
Il tabellino di Francia-Inghilterra
Stade Atlantique, Bordeaux
Francia – Inghilterra 28-43 (7-21)
Marcatrici: 13’ meta Bourdon-Sansus tr. Arbez (7-0), 21’ meta Bern tr. Harrison (7-7), 21’ meta Bern tr. Harrison (7-14), 36’ meta Breach tr. Harrison (7-21), 40’ meta Kildunne (7-26); 41’ c.p. Harrison (7-29), 53’ meta Grando tr. Arbez (14-29), 58’ meta Bourdon-Sansus tr. Arbez (21-29), 64’ meta Breach tr. Harrison (21-36), 78’ meta Cokayne tr. Harrison (21-43); 80’ meta Bernadou tr. Queyroi (28-43).
Cartellini: 72’ giallo Chambon (Francia)
Francia: Barrat; Grando, Rousset, T Feleu, Murie; Arbez (66’ Queyroi), Bourdon Sansus (66’ Chambon); Mwayembe (54’ Brosseau), Lazarko (57’ Riffonneau), Khalfaoui (54’ Bernadou); Soqeta (48’ Zago), Fall Raclot; Berthoumieu (48’ Escudero), M Feleu (cap), Champon.
Inghilterra: Kildunne; Breach, Jones (cap), Rowland, Moloney-MacDonald; Harrison, L Packer; Carson, Cokayne, Bern (57’ Muir), Ives Campion, Burns, Burton (59’ M Packer), Kabeya, Feaunati (71’ Short). A disposizione: Powell, Crake, Robinson, Aitchison, Sing.
Arbitra: Clara Munarini (FIR); assistenti: Aimee Barrett-Theron (SARU) e Amber Stamp-Dunstan (WRU);TMO: Matteo Liperini (FIR);
FPRO: Leo Colgan (IRFU).
In copertina: la terza meta inglese messa a segno da Jessica Breach – ph. Six Nations
