vai al contenuto principale

A Cardiff l’Italia distrugge il Galles con una prestazione di grande sostanza, e chiude nel migliore dei modi il Sei Nazioni 2026. 

La partita era carica di significati per entrambe le squadre. Il Galles cercava di andare oltre agli indubbi miglioramenti che la squadra ha mostrato nel corso del torneo, cogliendo una vittoria che manca da troppo tempo. Per l’Italia, oltre al desiderio di dare un saluto appropriato a Valeria Fedrighi che ha lasciato con questo incontro il rugby giocato, era importante consolidare le indicazioni molto positive emerse dagli ultimi incontri. 

La prima frazione conferma quello che ci si aspettava alla vigilia: l’Italia dimostra una superiore capacità offensiva al largo, marcando con relativa facilità, mentre il Galles ha nel drive da touche la sua arma migliore. In questo è aiutato da alcune difficoltà in chiusa del pacchetto italiano (impeccabile, invece, la rimessa laterale). Un paio di penalità in mischia mettono infatti il Galles in condizione di marcare e di finire la prima frazione marginalmente avanti, 19-17. L’incontro segue peraltro l’andamento della partita dello scorso anno a Parma: nella ripresa le Azzurre ribaltano rapidamente il risultato, segnando ancora in 14 (giallo a Granzotto) con Madia (meritatissima player of the match) la meta che chiude definitivamente l’incontro. Un risultato a cui contribuiscono non solo il dominio al breakdown (12 rubate contro 4 gallesi) ma anche un gioco al piede di crescente qualità. 

 La meta di Veronica Madia nella ripresa (Photo by Federugby/Federugby via Getty Images)

La cronaca. L’inizio è dei migliori: una serie di attacchi ben portati procurano prima un calcio di punizione che si decide di giocare alla mano, e poi la meta di Ostuni Minuzzi che apre le marcature. Il Galles sembra confuso ma riesce a portarsi nei nostri 22 grazie a una spinta in mischia che le italiane non riescono a contenere. Nonostante una buona difesa azzurra davanti alle numerose fasi delle avversarie, alla fine un’apertura efficace al largo e un liscio di Ostuni Minuzzi permettono al centro Keight di segnare sulla bandierina. Poco dopo però un calcio di George viene stoppato da Sgorbini, Granzotto ricupera e conclude sotto i pali dopo 60 metri di volata. Un calcio (piuttosto severo) contro Vecchini per non aver rotolato via permette nuovamente alle gallesi di tornare sui 22. Sull’attacco al largo però un grande turnover di Mannini restituisce il pallone alle azzurre. Le gallesi però insistono e un ottimo buco del centro Keight, placcata irregolarmente, crea l’opportunità dell’ennesimo drive da penal touche. Questo viene ben contenuto ma il successivo attacco al largo funziona, il centro Cox sembra lasciarsi scappare il pallone ma il TMO (di nome Jones, ma inglese) regala la meta al Galles nonostante l’opinione contraria di Cogger-Orr. L’Italia non si scompone per il furto e riprende le sue offensive in cui avanti e trequarti combinano bene. Maris e Ranuccini  trasmettono con efficacia l’ovale,  Sillari smarca D’Incà che deborda George e marca al largo. Il Galles reagisce con buona pressione in attacco, ma l’ottima difesa azzurra (Mannini feroce al placcaggio, Vecchini efficace al turnover) evita la marcatura. Al 37’ però si subisce nuovamente la pressione gallese in mischia: dopo un drive ben contenuto sui 22 dell’Italia, Cogger Orr punisce un fallo dubbio di Ostuni e D’Incà, e sull’ulteriore drive Kelsey Jones schiaccia oltre la linea. Bean trasforma da posizione angolata per il primo vantaggio gallese con cui si chiude la frazione.

Inizio ripresa con il Galles che esercita una buona pressione con penetrazioni delle avanti ma senza riuscire a entrare nei 22 italiani. Al 6’ però le azzurre rubano palla su un punto d’incontro, nell’attacco al largo un fallo gallese permette di arrivare ai 5 metri: il drive è perfetto, Sgorbini marca e la formazione di Roselli è di nuovo avanti. L’Italia insiste, altre ottime penetrazioni mettono il Galles sotto pressione. Le britanniche  difendono bene la linea di meta ma lasciano spazi al largo, che Ostuni Minuzzi sfrutta per la sua seconda marcatura. 

Quando tutto sembra andar liscio Granzotto si lascia prendere dalla foga ribaltando l’avversaria: il giallo mette sotto pressione le Azzurre che però, put in inferiorità numerica, reagiscono bene. Un tenuto genera una touche a metà campo da cui arriva un’altra penal touche a 5 metri grazie a un calcio splendido di Madia. Il drive però non avanza e dopo alcune cariche Vecchini perde il pallone nel tentativo (un po’ azzardato) di schiacciare. Ma è solo questione di tempo: ancora in 14 le azzurre combinano bene sulla fascia sinistra, Sillari usa al meglio il poco spazio e serve all’interno Madia che va oltre, sigillando una prova notevole su tutti i fronti. La stessa Sillari mette a posto il piede, un po’ incerto nel primo tempo, e mette tra i pali una trasformazione non semplice che porta l’Italia sopra doppio break. 

Gli ultimi minuti sono all’insegna dei calci-passaggio. Prima è Stevanin, da poco entrata per Madia, a spostare il pallone verso destra dopo che Muzzo è stata brava a restare in campo sul lato sinistro. Il rimbalzo in area di meta è favorevole e alla smarcatissima D’Incà non resta che schiacciare. Poco dopo, è la gallese George a trovare al largo l’estremo Powell, che aggira Muzzo e conquista alla sua squadra un meritato punto di bonus. 

Le gallesi non mollano e a tempo scaduto provano ancora a risalire il campo grazie all’indisciplina azzurra. L’ultimo fallo però lo commettono loro, con un’ostruzione su lancio in touche nei 22 italiani: il calcio in rimessa laterale suggella un torneo quasi trionfale per le Azzurre, e un finale per Valeria Fedrighi degno della sua stellare carriera (unica italiana insieme a Martin Castrogiovanni a laurearsi campione sia di Francia che d’Inghilterra). Pienamente giustificati l’orgoglio per il percorso fatto, e l’affetto per le compagne espresse dalla seconda linea veronese in conferenza stampa: “Stare in questa squadra è stata la migliore esperienza che mi potesse capitare”. Buona continuazione, Valeria. 

Cardiff Arms Park

Galles – Italia 24-43 (19-17)

Galles: Powell; Singleton (4’ Prothero, 62’ Dallavalle), Cox, Keight, J Joyce; George, Bevan (56’ Lockwood); Pyrs (52’ Davies), Jones (64′ Reardon), Tuipulotu (67’ Rose), Metcalfe (52’ John), Evans, Aiono, Lewis (cap), King (64’ A Joyce). All. Lynn. 

Italia: Ostuni Minuzzi; Granzotto (70′ Muzzo), Sillari, Mannini, D’Incà; Madia (69’ Stevanin), Stefan (64’ Bitonci); Turani, Vecchini, Maris (56’ Zanette, 73’ Dosi); Duca, Fedrighi (69’ Frangipani); Sgorbini (70’ Veronese), Ranuccini, Giordano (cap). All. Roselli.

Arbitra: Maggie Cogger-Orr (NZR); assistenti: Emily Hope (RFU) e
Rebecca Piddlesden (RFU); TMO: Dan Jones (RFU); FPRO: Paul Haycock (IRFU). 

Marcatrici: 3’ meta Ostuni Minuzzi (0-5), 9’ meta Keight (5-5), 12’ meta Granzotto tr. Sillari (5-12), 23’ meta Cox tr. Bevan (12-12), 26’ meta D’Incà (12-17), 39’ meta K Jones tr. Bevan (19-17); secondo tempo. 47’ meta Sgorbini (19-22), 51’ meta Ostuni Minuzzi tr. Sillari (19-29), 68’ meta Madia tr. Sillari (19-36); 76’ meta D’Incà tr. Sillari (19-43); 79’ meta Powell (24-43).

Cartellini: 58’ giallo Granzotto.

Nella foto del titolo una carica di Gaia Maris con Giordana Duca (a sinistra) e Elisa Giordano in sostegno (Photo by Federugby/Federugby via Getty Images)

Torna su