vai al contenuto principale
cinque azzurre da seguire sei nazioni femminile 2026 italia

Il Sei Nazioni femminile 2026 è ormai alle porte. Dopo una Rugby World Cup 2025 deludente e racchiusa tutta all’interno di 80 minuti difficili ma non totalmente da buttare, l’Italia si presenta ai nastri di partenza del Torneo con un ricambio del gruppo che all’apparenza è soltanto parziale, ma che in realtà si rivela più profondo del previsto.

Malgrado il permanere in squadra di alcune veterane, tra cui la capitana Elisa Giordano e la centuriona Sofia Stefan, e altre giocatrici collaudate (Silvia Turani, Vittoria Ostuni Minuzzi, Aura Muzzo, Giordana Duca, Vittoria Vecchini, per fare alcuni esempi) il gruppo azzurro si rinnova con la necessaria presa di responsabilità di tante atlete giovani, per necessità costrette a diventare immediate protagoniste.

Ecco cinque nomi di Azzurre con qualcosa di speciale che possono avviare al meglio il nuovo ciclo mondiale sotto l’egida di Fabio Roselli e che vale la pena tenere d’occhio durante il Sei Nazioni 2026.

Altro su ALLRUGBY:
→ Tutte le convocate del Sei Nazioni femminile 2026, di Redazione
→ Six Nations Festival U18: due sconfitte per le Azzurre nella seconda giornata, di Mario Diani
→ Challenge Cup: Benetton col brivido, Cardiff al tappeto per centimetri, di Lorenzo Calamai

Sara Mannini

Trequarti centro, 20 anni, Rugby Colorno

Secondo il modesto parere di chi scrive, tanto delle sorti dell’Italia nel Sei Nazioni 2026 passa dalle mani, dalle testa e dal fisico della miglior giocatrice della Serie A Elite. Dopo 12 caps per l’atleta pisana è giunto il momento del definitivo salto di qualità: Mannini ha tutto per eccellere, ha qualità fisiche e atletiche sopra la media, una buona tecnica individuale, un’intelligenza che la rende più matura della sua età. Portata giovanissima in Nazionale, ha esordito già nell’autunno del 2024 e ha preso parte allo scorso Sei Nazioni e alla successiva Rugby World Cup. Nelle occasioni in cui è stata protagonista, ha dimostrato di avere grandi potenzialità. Con il nuovo ciclo avviato dalla nazionale italiana, e con la coincidente assenza di Beatrice Rigoni e Michela Sillari, per lei è arrivato il momento di passare da un ruolo di gregariato e dall’umiltà dell’ultima arrivata alla consapevolezza di poter prendere le redini della squadra e di diventare un punto fermo in mezzo al campo per la Nazionale.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Allrugby (@redazioneallrugby)

Francesca Granzotto

Utility back, 24 anni, Exeter Chiefs

Estremo, ala capace di giocare indifferentemente da una parte e dall’altra del campo, Francesca Granzotto ha pian piano scalato le gerarchie della Nazionale fino a imporsi come una delle prime scelte nel triangolo allargato, malgrado i suoi inizi da mediana di mischia. Il suo talento offensivo si sta affinando con il passaggio in PWR, il massimo campionato inglese. Dopo il mondiale, infatti, la veneta cresciuta a Roma, dove ha militato a lungo nella Capitolina, ha lasciato i lidi patri per un’avventura nel campionato più importante al mondo per il rugby femminile, dove confluiscono tutti i più grandi talenti internazionali. Lo ha fatto con una squadra non banale, ma con le Exeter Chiefs, una squadra che lotta sempre per i playoff della competizione. Quest’anno la squadra è terza alla pausa per il Sei Nazioni, dietro Gloucester-Hartpury e Saracens che paiono imprendibili. Granzotto ha giocato spesso e volentieri, ricoprendo tutte le posizioni del triangolo, marcando due mete ed esprimendosi a un livello più che adeguato al palcoscenico. Ora la si attende a prove altrettanto qualitative con la maglia azzurra.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Premiership Women’s Rugby (@thepwr)

Francesca Sgorbini

Terza linea, 25 anni, ASM Romagnat

Isabella Locatelli si è ritirata dal rugby internazionale. Ilaria Arrighetti anche. Sara Tounesi, suo malgrado, pure. Se la capitana Elisa Giordano rimane al suo posto, dietro di lei la 25enne Francesca Sgorbini è la giocatrice più esperta della terza linea azzurra. Come altre di questo gruppo di giocatrici, la pesarese ha il duro compito di diventare protagonista assoluta con la maglia della Nazionale, prossimo gradino da salire di un percorso di crescita che l’ha vista assumere sempre maggiore rilevanza nelle gerarchie azzurre e che adesso, stante il ricambio generazionale in atto e l’avvio del nuovo ciclo mondiale, va completato. Sgorbini è una giocatrice diretta, fisica, senza compromessi. In questa stagione dove il suo Romagnat sta volando nel massimo campionato francese, è chiamata a portare in azzurro lo stesso entusiasmo e la stessa fiducia nei propri mezzi dimostrate oltralpe.

Elettra Costantini

Seconda linea, 20 anni, Valsugana Rugby Padova

Si parla un gran bene della giovane Elettra Costantini, classe 2005 da Monselice, migliore in campo nella finale di Serie A Elite tra Valsugana e Villorba e dunque fresca scudettata. Giocatrice con un bel gusto per la lotta e lo scontro fisico, dà il suo meglio quando riesce ad avere spazio per correre, andare oltre il placcaggio e distribuire offloads. Un profilo ideale per il tipo di gioco che ama Fabio Roselli, con in più il plus di giocare ogni fine settimana al fianco della regista della rimessa laterale azzurra, Giordana Duca. Costantini, esordiente, potrebbe essere una delle più piacevoli scoperte della stagione e una perfetta impact player dalla panchina per la Nazionale.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Serie A Elite (@seriea_elite)

Alia Bitonci

Mediana di mischia, 20 anni, Valsugana Rugby Padova

L’accento sul nome, Alìa, la distingue dall’altrimenti omonima Alia (àlia) Atreides, la sorella veggente del protagonista di Dune. Entrambe, in ogni caso, hanno in comune un raro, precoce realizzarsi delle proprie abilità. Ha esordito in nazionale al Sei Nazioni dello scorso anno, pochi giorni dopo aver compiuto 19 anni, ed è sembrata subito a suo agio sul palcoscenico internazionale. In questo Sei Nazioni parte per fare ancora più concorrenza a Sofia Stefan, la centuriona dell’Italia. Due giocatrici piuttosto diverse: Stefan è una mediana veloce, fisica, esplosiva e dotata di un piede potente; Bitonci è precisa, elettrica, con la qualità sempre molto apprezzata di far uscire rapidamente il pallone dalla ruck e distribuirlo a ritmo ampio. Chiaro che la veterana delle due dà alla squadra un apporto di esperienza, carisma e presenza che alla giovane 9 del Valsugana per il momento mancano, ma in quanto ad abilità prettamente rugbistiche il suo apporto è perfettamente congeniale a un’Italia che vuole giocare con la palla in mano, a ritmo forsennato, per cogliere le difese avversarie in una situazione meno organizzata possibile. E allora che si questo il Sei Nazioni dove potrà operare il sorpasso nelle gerarchie?

In copertina: Alia Bitonci all’esordio in Nazionale contro il Giappone – ph. Stefano Delfrate

Torna su