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antonio pavanello

Diciotto allenatori intervistati in circa due mesi e poi una decisione: Wayne Pivac sarà il prossimo allenatore del Benetton.

È stato questo il principale lavoro di Antonio Pavanello, presidente del Benetton, nelle ultime settimane. L’addio di Calum MacRae alla panchina della squadra di Treviso ha costretto il club ha un nuovo cambio di prospettiva, una rivisitazione dei piani e un cambio di direzione.

La scelta è ricaduta su un nome noto, quello dell’allenatore neozelandese capace di vincere l’allora Pro12 con gli Scarlets, per poi vincere un Sei Nazioni con il Galles ma in qualche modo fallire comunque nel ruolo più prestigioso della propria carriera, finendo esonerato a pochi mesi dalla Rugby World Cup 2023.

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“La notizia che Calum MacRae ci avrebbe lasciato è arrivata a gennaio e subito mi sono mosso per cercare un sostituto – ha raccontato Pavanello – Non nascondo, anche con un pizzico di orgoglio, che ho avuto la possibilità di parlare con 18 profili diversi, tutti veramente interessanti. Da quei diciotto siamo poi scesi a una shortlist di sei, per poi arrivare a due. Preferisco non fare nomi per rispettare tutte le persone prese in causa, alcune delle quali anche sotto contratto con altre squadre, ma posso dire che alla fine siamo arrivati a scegliere Wayne Pivac perché è una figura di esperienza, un profilo che può avere sia una gestione sul campo ma anche una visione più allargata di management, cosa che ci serve visti anche tutti questi passaggi di ruolo che stanno avvenendo, con la mia figura molto più portata a una direzione generale (e Andrea Marcato appena promosso a capo del reclutamento).”

“È importante avere una figura di riferimento come lui, un allenatore che ha vinto con gli Scarlets, capace di vincere il titolo in URC, che ha vinto anche col Galles e che ha la possibilità di conoscere già il nostro campionato ed è già stato in Europa. In più per provenienza ha un buon feeling con i giocatori dell’area del Pacifico, il che è positivo visto che abbiamo tanti giocatori da quella zona del mondo.”

“Tra i punti di forza che ha c’è la capacità di costruire un gruppo solido e coeso ed è una persona che riesce a gestire i giocatori in maniera positiva. Questi sono i feedback raccolti su di lui per quanto riguarda la gestione manageriale del gruppo. È sempre riuscito a a mantenere il focus sui giocatori e su tutto il gruppo allargato. Dal lato tecnico ha uno spirito propositivo dal punto di vista dell’attacco, e questo è un altro aspetto che personalmente a noi come società piace e piacerebbe esplorare anche come squadra. Penso che la Benetton abbia nel suo DNA uno spirito improntato al gioco aperto, a un rugby costruttivo, e che abbiamo le qualità dei giocatori per arrivare a fare un gioco un gioco del genere, mentre magari non abbiamo le qualità più indicate per un rugby estremamente strutturato o fisico, diciamo alla sudafricana. Ecco, l’aspetto di un gioco offensivo, aperto, mi permetto di dire garibaldino dal punto di vista del provarci sempre e dell’essere un po’ audaci, latini, mi piacerebbe che fosse riportato in auge come accaduto già un po’ di tempo addietro.”

L’addio di MacRae, che oltre a essere il capo allenatore è anche l’attuale specialista della difesa all’interno dello staff del Benetton, e il contestuale arrivo di Pivac, tecnico che invece ha una predilezione per occuparsi dell’attacco, comporterà un necessario riarrangiamento dello staff tecnico dei Leoni: “Con Wayne stiamo analizzando la composizione dello staff da un paio di settimane a questa parte. Sicuramente ci sarà l’entrata di almeno un’altra figura nello staff tecnico, ma sono ancora dettagli che mi riservo di mantenere confidenziali per il momento. Decideremo assieme a Wayne, al quale stiamo dando ampio respiro per analizzare il tutto.”

Infine, la Nazionale e la federazione. Il Benetton è una delle squadre in Europa che perde il maggior numero di giocatori durante le finestre internazionali, ma al tempo stesso è uno strumento indispensabile per permettere ai migliori profili italiani di misurarsi con l’alto livello. “Appena Wayne arriverà organizzeremo subito un incontro con Gonzalo Quesada e con la FIR perché è importantissimo che il Benetton continui a lavorare in stretto contatto e sinergia positiva con la federazione – ha detto Pavanello – Il rugby è uno sport trainato dalle nazionali: se le nazionali hanno successo ci sono introiti che vengono gestiti dalle federazioni per tutto il movimento, per cui abbiamo solo piacere che l’Italia sia vincente.”

“Negli ultimi 10 anni qui a Treviso abbiamo lavorato con 152 giocatori, di cui 109 italiani. Dei rimanenti, 15 stranieri sono diventati nazionali italiani, portando così in Azzurro ben 76 giocatori in 10 anni. Una media di sette giocatori e mezzo all’anno è una cifra importante, che dimostra come il nostro lavoro produca risultati per la Nazionale. Aggiungo che i nostri ragazzi sono arrivati a questo Sei Nazioni in condizioni fisiche eccellenti, con un minutaggio gestito meglio rispetto a chi gioca all’estero. Benetton crede fortemente nella collaborazione con la nazionale italiana, pur dovendo portare a casa risultati anche per noi.”

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