Dopo la Scozia, l’Inghilterra resuscita anche l’Irlanda, maltrattata dalla Francia la prima giornata e vittoriosa solo di misura contro l’Italia sette giorni fa a Dublino.
Il punteggio con il quale gli irlandesi hanno spazzato via già alla terza giornata le residue speranze inglesi di aggiudicarsi il Sei Nazioni 2026 è il più ampio conquistato dai verdi nella capitale del Regno Unito, sia in valore assoluto (42 punti) che per margine, 21 lunghezze.
Come a Murrayfield, l’Inghilterra è stata presa di sorpresa dal ritmo, dall’intensità, dalla capacitò di muovere il pallone da parte della formazione avversaria.
In difficoltà in touche e nel gioco aereo, la formazione di Steve Bortwick alla mezzora era già sotto, 0-22, punita da un calcio di punizione di Crowley e dalle mete di Gibson-Park, Baloucoune e O’Brien, le ultime due in superiorità numerica dopo che Andrea Piardi aveva punito con un cartellino giallo Freddy Steward colpevole di un’azione irregolare di disturbo sul numero 9 dell’Irlanda. Subito dopo Piardi si infortunava (stiramento) e doveva lasciare il fischietto al francese Pierre Brousset, mentre Baloucoune, Mc Closkey e Gibson-Park tormentavano la difesa dell’Inghilterra con accelerazioni improvvise e linee di corsa che coglievano sempre gli avversari in contropiede. La meta di Dingwall, alla fine del primo tempo serviva a riaccendere momentaneamente lo spirito dei tifosi sulle tribune.
Ma, al rientro dagli spogliatoi, l’Irlanda ricominciava come aveva lasciato prima del riposo: Caelan Doris bucava su Genge e subito dopo costringeva Pollock a un fallo che costava al giovane inglese il cartellino giallo nel giorno del suo esordio da titolare. Sheehan segnava subito dopo la meta del 29-7, prima che Lawrence cominciasse con una bella penetrazione di forza e finisse con una corsa sotto i pali l’azione del provvisorio 29-14.
Inglesi ancora imprecisi e incapaci di controllare con la dovuta attenzione la palla. Inutile la superiorità numerica per l’espulsione temporanea di Osborne, a segnare di nuovo era ancora l’Irlanda, 6 punti con Crowley e una meta con Osborne, prima che Underhill regalasse l’inutile illusione di poter almeno raggiungere la meta del bonus.
A 5′ dalla fine la fotografia della differenza tra le due squadre: una feroce rincorsa di McCloskey impediva a Marcus Smith di approfittare di un intercetto, offrendo perfetta rappresentazione dello spirito di una squadra irlandese feroce in difesa, aggressiva sui punti di contatto, generosa e livello collettivo e individuale. Il Sei Nazioni ha ancora sorprese in serbo in questo torneo.
Inghilterra – Irlanda 21-41 (primo tempo 7-22)
Inghilterra
mete: Dingwall (40′), Lawrence (53′), Underhill (75′); tr: Ford (40′, 53′, 76′); cp:
Irlanda
mete: Gibson-Park (19′), Baloucoune (26′), O’Brien (29′), Sheehan (42′), Osborne (69′); tr: Crowley (20′, 30′, 43′, 70′); cp: Crowley (8′, 58′, 65′)
arbitro: Piardi (30′ Brousset)
cartellini gialli: 25′ Steward, 41′ Pollock, 54′ Osborne
Nella foto del titolo una carica di Tadhg Beirne inseguito da Freeman e Mitchell (foto IRFU)
