Anno nuovo, storia vecchia, quella della Benetton Treviso che contro Edimburgo perde (14-15, 2-2 le mete) l’abbrivio che si era costruita nei due derby natalizi, lascia per strada un’occasione immensa per iniziare un cammino di ottimismo in Urc ed è costretta a specchiarsi in un primo tempo di incredibile apatia. La franchigia veneta resta in mezzo al guado, così come anticipato da Francesco Volpe sull’ultimo numero di All Rugby (clicca qui per abbonarti e leggere online il numero 208) nell’analisi dei particolari che le stanno impedendo di spiccare il volo in una stagione fin qui tratteggiata di chiaroscuro.
Ross Thompson decisivo con 5 punti dalla piazzola (foto Edinburgh Rugby)
La partita di Monigo è lo specchio delle contraddizioni vissute nella Marca, pronti via ed Edimburgo – arrivata con la lista degli infortunati più lunga di quella di gioco, ultimo in ordine di tempo costretto ad alzare bandiera bianca Grant Gilchrist – si impadronisce del pallone senza fare fatica, gestisce le operazioni e si accontenta di sfruttare i ripetuti errori di sufficienza degli avversari. Favretto si danna l’anima in mezzo al campo, il resto è approssimazione, passaggi in avanti, palloni e metri persi a ripetizione in quella battaglia aerea che alla vigilia era stata individuata come momento chiave della serata, con Freddy Douglas (migliore di giornata) che si esalta nel cacciare palloni a ripetizione nel breakdown. Garbisi in mediana non riesce a dare ritmo alle idee dei suoi, Marin è svagato come mai negli ultimi tempi, in touche si gioca a mosca cieca (3 perse per parte), Lynagh è sempre sotto pressione nel gioco che arriva dal cielo e per Edimburgo, che ha piedi e idee ben piantate in terra, è facile gestire territorio e possesso in quantità industriali.
A metà del primo tempo arriva l’inevitabile, gli scozzesi rifiutano sistematicamente di piazzare tra i pali facili occasioni, per 3 volte Treviso la scampa, alla quarta giocano alla mano un penalty sotto ai pali, Schoeman fa l’ariete e Vellacott usa la sua rapidità per uscire dal mucchio palla in mano e schiacciare in meta. Non c’è reazione, Treviso continua ad arrancare, Umaga sbaglia dalla piazzola l’unica occasione che gli capita tra i piedi, mentre Thompson trasforma in punti un placcaggio senza palla che gli è piovuto addosso da Lamaro. Si va al riposo (0-10) senza idee, alla ricerca di quella scintilla che potrebbe cambiare l’ordine delle cose.
In avvio di ripresa Treviso prova a spallate a conquistare territorio, ma ogni possesso dura pochi secondi, il tempo di sbagliare un passaggio o di farsi rapire dalla fretta. Il patatrac è dietro l’angolo, Benetton è nei 22 avversari, Graham è diabolico nell’intercetto, calcia nel nulla e lancia la fuga per la vittoria. Marin e Garbisi lo rimontano a doppia velocità, sembra un’azione finita, ma nel goffo tentativo di raccogliere l’ovale che rotola al rallentatore, Marin con il piede lo spedisce nella propria area di meta per il più incredibile assist all’avversario. La meta dell’ala del Cardo è la fotografia di quello che è stata la partita per 50 minuti.
Quell’azione serve ad avviare una rivoluzione in corso d’opera, fuori Marin e Garbisi, dentro Fekitoa e Uren e la musica cambia all’istante. Benetton adesso avanza, lotta, conquista terreno e calci di punizione a raffica (7-3 nel secondo tempo), va avanti a folate con Uren che detta ritmi alla mischia fin lì sconosciuti. Le mete di Gallo, che indovina l’angolo di corsa giusto dopo una carica di Bernasconi, e Fekitoa, che passa sopra a un’azione egoista di Fa’aso’o, in 4 minuti di rugby finalmente concreto sembrano girare di colpo il corso della partita. Una fiammata, poi si torna agli errori, all’infinita litania di cariche mutilate sull’ultima scena, alla difesa ordinata di Edimburgo, all’ultimo minuto che ancora potrebbe essere buono per girare il mondo e invece finisce con il turnover di Harry Morris che regala ai suoi il bottino pieno. Resta l’amarezza per ciò che poteva essere e non è stato, la consolazione di un misero punto di bonus difensivo lascia Treviso in mezzo al guado di una stagione fin qui incolore.
Benetton – Edinburgh 14-15 (primo tempo 0-10)
Benetton Rugby:
15 Matt Gallagher, 14 Louis Lynagh, 13 Paolo Odogwu, 12 Leonardo Marin (49′ Malakai Fekitoa), 11 Ignacio Mendy, 10 Jacob Umaga, 9 Alessandro Garbisi (49′ Andy Uren), 8 Riccardo Favretto (51′ So’otala Fa’aso’o, 64′ Riccardo Favretto), 7 Michele Lamaro (C), 6 Alessandro Izekor, 5 Eli Snyman (64′ So’otala Fa’aso’o), 4 Niccolò Cannone (66′ Scott Scrafton), 3 Simone Ferrari (54′ Giosué Zilocchi), 2 Bautista Bernasconi (54′ Nicholas Gasperini), 1 Thomas Gallo (67′ Destiny Aminu). Head Coach: Calum MacRae.
Edinburgh Rugby:
15 Jack Brown, 14 Darcy Graham, 13 Matt Currie, 12 James Lang (78′ Piers O’Conor), 11 Wes Goosen, 10 Ross Thompson (64′ Cammy Scott), 9 Ben Vellacott (60′ Charlie Shiel); 8 Magnus Bradbury (C), 7 Freddy Douglas, 6 Tom Dodd (58′ Liam McConnell, 73’ Boyle), 5 Callum Hunter-Hill 4 Glen Young , 3 Ollie Blyth-Lafferty (44′ Paul Hill), 2 Harri Morris, 1 Pierre Schoeman. Head Coach: Sean Everitt.
Arbitro: Peter Martin (IRFU).
Marcature: 21′ meta Vellacott tr. Thompson, 28′ cp. Thompson; 48′ meta Graham, 51′ meta Gallo tr. Umaga, 56′ meta Fekitoa tr. Umaga.
Nella foto del titolo (Benetton Rugby) la meta di Gallo nella ripresa che ha illuso i tifosi del Monigo
