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Il primo round del tradizionale derby natalizio del rugby d’Italia va al Benetton Treviso (21-15, 2-2 il conto delle mete) che piega a fatica la resistenza delle Zebre, manda in campo 15 internazionali e soffre l’organizzazione disegnata da Massimo Brunello che rimescola le carte sul prato di Monigo, usa Giacomo Ferrari in seconda linea come flanker aggiunto e alla fine va a un passo dal colpo grosso.

Per mezzora le Zebre pagano dazio al ruolo di sfavorite, vorrebbero spaccare il mondo per andare contro il pronostico e si ritrovano in affanno, anche se nelle fasi statiche non fanno un passo indietro e nella sfida tattica giocano alla pari. Il loro problema è la mancanza di disciplina (13 penalties concessi contro i soli 4 di Treviso) e alla prima occasione in cui Locatelli si fa pescare da Gnecchi con le mani sul prato prima del solito furto dell’ovale, Umaga mette il pallone tra i pali per muovere il risultato. Si va avanti a folate, non ci sono voli di fantasia ad accendere la sfida, fino a quando all’improvviso Treviso cambia ritmo, sfrutta un break sull’asse di Zuliani, sempre più uomo di riferimento nel gioco della mischia, muove l’ovale in un battibaleno con il passamano di Garbisi, Umaga e Marin per l’inserimento di Mendy che è imprendibile nello stretto, si ferma e accelera nello stesso istante, scappa via e vola in meta. La partita sembra indirizzata quando Mazza in un tentativo di intercetto si fa sorprendere in un impeccabile in avanti volontario; Umaga trasforma la leggerezza in 3 punti (13-0), con le Zebre che più di sacrificarsi in difesa non riescono a fare. Poi pian piano il vento gira, Treviso si culla sul raccolto e le Zebre iniziano una lenta occupazione territoriale, Locatelli è un’ira di Dio nel breakdown e fornisce a Montemauri la possibilità di mettere a referto i primi punti dei suoi. Si va al riposo con Treviso sornione e fin troppo tranquillo (13-3), anche perché a mettere sulla bilancia il peso delle due panchine le differenze saltano chiare all’occhio.

Jacob Umaga, autore di 11 punti al piede (foto Benetton)

Si riparte e ancora Umaga dalla piazzola punisce un fuorigioco di Stavile, ma le Zebre hanno il fuoco dentro, continuano a giocare, costruire, sbagliare, difendere. La partita ha un sussulto quando Menoncello spazza via Fusco che non ha la palla, il giallo è inevitabile, la reazione degli ospiti immediata. Con l’uomo in più sembra un’altra partita, al primo, profondo, break di Zanon l’avanzata è inarrestabile, tutti partecipano all’azione ad alta velocità che si chiude con un tuffo di Giacomo Ferrari oltre la linea di meta.
L’inerzia sembra girata, le Zebre forzano i tempi, si installano nei 22 di casa e macinano fasi su fasi, per 6 volte arrivano a un passo dalla meta prima che Gianluca Gnecchi fermi tutto per un passaggio in avanti nel cuore del mucchio selvaggio. Benetton respira, allontana la minaccia, aspetta il ritorno di Menoncello, sfrutta l’indisciplina altrui per andare a giocare una touche a 5 metri dalla meta. Favretto vola in rimessa, il drive non si arresta e Gasperini, entrato di rincorsa al posto di Bernasconi, sigilla con una segnatura la giornata di gloria personale con tanto di premio di player of the match.

La meta di Ignacio Mendy (foto Benetton)

Il derby sembra rotolare a rilento dalla stessa parte in cui è finito nelle ultime 10 occasioni, ma Gesi non ci sta, intercetta un passaggio floscio di Gallagher, galleggia con un gioco di prestigio sulla linea di touche e poi dà fondo alla specialità della casa che è sinonimo di fuga per la vittoria. Adesso c’è una partita, le Zebre ci provano per un quarto d’ora, Benetton resiste con ordine, aiutato dall’impatto della sua panchina. Finisce con la striscia dei successi che si allunga a 11, fino alla prossima settimana, alla replica di Parma, alle Zebre che hanno dimostrato di non voler essere più considerate semplici invitate alla festa degli altri.

Benetton Rugby vs Zebre Parma 21-15 (primo tempo 13-3)

Benetton Rugby: 15 Matt Gallagher, 14 Paolo Odogwu, 13 Tommaso Menoncello, 12 Leonardo Marin (65′ Malakai Fekitoa), 11 Ignacio Mendy, 10 Jacob Umaga, 9 Alessandro Garbisi (69′ Louis Werchon), 8 So’otala Fa’aso’o (50′ Lorenzo Cannone), 7 Michele Lamaro (C), 6 Manuel Zuliani, 5 Federico Ruzza (57′ Giulio Marini), 4 Riccardo Favretto, 3 Simone Ferrari (62′ Tiziano Pasquali), 2 Bautista Bernasconi (35′ Nicholas Gasperini), 1 Thomas Gallo (60′ Mirco Spagnolo).
A disposizione: 22 Tomas Albornoz.
Head Coach: Calum MacRae.

Zebre Parma: 15 Giovanni Montemauri, 14 Giulio Bertaccini (72′ Malik Faissal), 13 Marco Zanon, 12 Damiano Mazza, 11 Simone Gesi, 10 Giacomo Da Re, 9 Alessandro Fusco (65′ Thomas Dominguez), 8 David Odiase, 7 Samuele Locatelli (62′ Giovanni Licata), 6 Bautista Stavile (68′ Matteo Canali), 5 Leonard Krumov (C), 4 Giacomo Ferrari (60′ Alessandro Ortombina), 3 Juan Manuel Pitinari (62′ Matteo Nocera), 2 Tommaso Di Bartolomeo (68′ Giampietro Ribaldi), 1 Muhamed Hasa (65′ Pietro Buonfiglio).
Head Coach: Massimo Brunello.

Marcatori: 16′ p. Umaga, 25′ meta Mendy tr. Umaga, 29′ p. Umaga, 37′ p. Montemauri; 46′ p. Umaga, 52′ meta Ferrari G., 64′ meta Gasperini, 68′ meta Gesi tr. Montemauri.

Note: Cartellino giallo al 50′ a Menoncello (BEN). Trasformazioni: Benetton Rugby 1/2 (Umaga 1/2); Zebre Parma 1/2 (Montemauri 1/2). Punizioni: Benetton Rugby 3/3 (Umaga 3/3); Zebre Parma 1/1 (Montemauri 1/1). Man of the match: Nicholas Gasperini (BEN).
Arbitro: Gianluca Gnecchi (FIR).
Assistenti: Filippo Russo (FIR) e Luca Bisetto (FIR).
TMO: Stefano Penné (FIR)

Nella foto del titolo (foto Benetton) Gallo (Benetton) e Stavile (Zebre)

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