La prestazione stagionale meno convincente delle Zebre, la conferma nell’alta classifica di Cardiff, che trova una vittoria meritata pur dovendo rinunciare a cinque uomini impegnati nello stesso pomeriggio contro il Sudafrica al Millennium Stadium.
Qualche nota extra-campo tanto per cominciare: un pubblico più che discreto, una temperatura accettabile grazie al sole, meno accettabile uno speaker urlatore che è arrivato a fare ripetutamente il tifo per le Zebre mentre la palla era in gioco. D’altronde, ormai, anche quando la Nazionale gioca in casa, non è che le cose vadano tanto meglio. Se questo è rispetto per giocatori e sostenitori ospiti…
Eccoci alla partita. Tanti errori da parte della squadra emiliana, soprattutto in un primo tempo nel quale si è resa pericolosa solo in occasione della meta, segnata in spinta da penaltouche con il tocco decisivo di capitan Licata alla mezz’ora. Il fatto è che – sempre nella prima frazione – con la stessa modalità il Cardiff ne ha segnate tre, di mete. Sempre scegliendo la rimessa laterale su una punizione a favore, sempre mandando a segno il tallonatore Dafydd Hughes.
Il n. 2 della squadra oggi in maglia rosa è stato poi votato man of the match, anche se in realtà l’elemento più importante e più positivo della squadra gallese è stato il mediano di mischia Aled Davies, che ha sbagliato poco o nulla, inanellando tra l’altro una serie di “up and under” che spesso hanno messo in difficoltà i gialloblù.
Ci sta tutto in una giornata storta: tanti errori, tanta indisciplina (nel solo primo tempo otto punizioni concesse), e pure la mancanza di contromisure efficaci sulle spinte in raggruppamento degli avversari, con la terza meta concessa proprio allo scadere della prima frazione: un bel colpo al morale, con il divario nel punteggio salito a 12 punti.
La ripresa ha visto maggiore equilibrio e una marcatura per parte: prima le Zebre, con la meta più bella dell’incontro, su incursione profonda di Odiase, e seconda fase terminata con successo da Zanon; allo scadere, poi, la segnatura di Basham (unico giocatore in campo con un curriculum significativo nella Nazionale dei Dragoni).
Coach Brunello è amaro e realista: «Atteggiamento sbagliato nel primo tempo, di cui mi assumo la responsabilità, non ci possiamo permettere di entrare in campo un po’ presuntuosi. Indisciplinati in diverse situazioni, tre mete da drive, non ne avevamo presa neanche una finora. Secondo tempo con più voglia, non siamo nemmeno stati aiutati dalle decisioni arbitrali, ma loro comunque hanno sbagliato meno di noi. Sono stati più bravi anche a stare nella partita, ad adattarsi all’arbitro, ad andare oltre gli errori commessi. Cose su cui dobbiamo migliorare».
Era il primo match dopo la pausa per gli impegni della Nazionale… «A noi – osserva Brunello – la pausa ha fatto male, nel senso che a livello fisico c’eravamo, ma mentalmente abbiamo lasciato a desiderare».
LA PARTITA
Zebre-Cardiff 14-29 (primo tempo 10-19)
Per le Zebre: 2 mete (30’ Licata, 74’ Zanon), 2 trasformazioni (Roger Farias).
Per Cardiff: 4 mete (13’ 18’ 40’ Hughes, 80’ Basham), 3 trasformazioni (13’ 18’ Lloyd, 80’ Wilde), 1 calcio piazzato (47’ Lloyd).
Cartellini gialli: 16’ Licata, 48’ Ruggeri, 80’ Zanon.
Nella foto del titolo una delle tre mete del tallonatore Dafydd Hughes (foto Cardiff rugby)
