Australia-USA 31-31 (14-5)
La terza meta dell’Australia realizzata da Desiree Miller nel match fin qui più spettacolare del torneo (Photo by George Wood – World Rugby/World Rugby via Getty Images)
I critici che lamentavano l’assenza di match stretti nel punteggio nelle prime fasi di RWC 2025 avrebbero dovuto recarsi allo York Community Stadium. Chi come noi c’era ha assistito a un incontro di elevata intensità agonistica, in cui nessuna delle due squadre è stata in grado di prendere il largo rispetto all’avversaria. Dopo aver chiuso in svantaggio una prima frazione in cui avevano guadagnato più metri e prodotto più break delle australiane, gli USA hanno condotto per due volte nel secondo tempo, grazie anche all’indisciplina australiana che ha facilitato i loro tentativi di riportarsi nei 22 avversari. Non è un caso che larga parte delle loro mete siano venute dalle avanti (tre addirittura dalla terza linea Tafuna) mentre quattro delle cinque mete australiane sono state marcate dalle linee arretrate. Alla fine entrambe le squadre si ritrovano a lamentare le occasioni mancate al piede da posizioni piuttosto semplici (quasi tutte realizzate, invece, le trasformazioni difficili). Wood ha mancato per le Wallaroos il calcio della vittoria dopo l’ultima meta di Karpani a 5’ dal termine, ma le maggiori frustrazioni saranno sicuramente quelle della statunitense Hawkins: a due semplici trasformazioni sbagliate (una con un insolito rimbalzo su entrambi i pali) si sono aggiunte anche numerose punizioni calciate in touche senza alcun guadagno territoriale. Sia quel che sia, quello che è stato sicuramente il match del torneo sino ad ora rinvia alla differenza punti che maturerà nell’ultima giornata la decisione su chi accompagnerà l’Inghilterra ai quarti di finale. Potendo contare su uno scarto attuale di 135 punti rispetto agli USA, l’Australia è certamente favorita: dovrà però limitare i danni contro le inglesi, e contare sul fatto che Samoa non ceda con un punteggio astronomico contro le americane.
Marcatrici. Australia: mete Miller 2, Halse 2, Karpani; trasformazioni Wood 3. USA: mete Tafuna 3, Sagapolu, Jarrell-Searcy; trasformazioni Hawkins 3.
Canada-Galles 42-0 (28-0)
Una carica della canadese Fabiola Forteza contrastata dalla gallese Georgia Evans nel match disputato al Salford Community Stadium (Photo by Molly Darlington – World Rugby/World Rugby via Getty Images)
A Salford il Galles non riesce nella missione impossibile di battere il Canada, mantenendo aperte le speranze di qualificazione. Il Canada si conferma squadra di grande solidità difensiva e ricca di opzioni in attacco. Una partenza promettente e aggressiva e un finale di partita in cui le gallesi si rifiutano di capitolare non sono sufficienti non solo per ottenere un’improbabile vittoria ma anche per conquistare quella cha sarebbe stata una meritata meta della bandiera. Si tratta ora di vedere se i miglioramenti registrati rispetto alla partita con la Scozia saranno sufficienti per evitare al Galles l’ultimo posto nel girone. L’appuntamento finale con le Figi non sarà una passeggiata.
Marcatrici. Canada: Hunt 2 Corrigan, Hogan-Rochester, Perry, Kassil; trasformazioni de Goede 6.
Scozia-Figi 29-15 (17-5)
Emma Orr lanciata in corsa per la quinta eta della Scozia contro le Fiji (Photo by Molly Darlington – World Rugby/World Rugby via Getty Images)
Molto gioco al largo nel secondo incontro di giornata nonostante la pioggia battente. In grande evidenza le trequarti scozzesi, con l’ala McGhie arrivata alla quinta segnatura in due soli incontri. Le Figi combinano potenza e manualità, rendendosi pericolose con attacchi spesso portati dai propri 22, ma alla fine scontano i tre cartellini ricevuti (uno per in-avanti volontario, e due per placcaggio alto, uno dei quali poi alzato – con una certa severità – a rosso dopo la revisione del bunker). Nell’incontro conclusivo per evitare l’ultima piazza nel girone le isolane saranno certamente un avversario molto temibile per il Galles – si spera con un arbitraggio meno strabico di quello che si vide nel corrispondente incontro maschile a Francia 2023.
Marcatrici. Scozia: mete McGhie 2, Lloyd 2, Orr; trasformazioni Nelson 2. Figi: mete Senivutu, Komaitai, Naisewa.
Inghilterra-Samoa 92-3 (47-0)
Marlie Packer attacca la samoana Davina Lasini a Franklin’s Gardens (Photo by Morgan Harlow – World Rugby/World Rugby via Getty Images)
Nella partita dall’esito più scontato dell’intero torneo l’Inghilterra eguaglia il record di mete segnate in RWC (quattordici, come furono quelle marcate contro Figi a Auckland nel 2022) ma ottiene la vittoria con il maggiore scarto nella sua storia al mondiale grazie al piede particolarmente felice di Helena Rowland dalla piazzola (11 su 14 la sua prestazione). Le samoane escono comunque a testa alta da una partita in cui avrebbero certamente meritato una segnatura pesante, visti alcuni sostenuti momenti di pressione sulla linea inglese. Avranno inoltre una responsabilità particolare nell’ultimo incontro con gli Stati Uniti, visto che il passaggio ai quarti nel gruppo A verrà deciso dalla differenza punti tra le loro prossime avversarie e l’Australia.
Marcatrici. Inghilterra mete Jones 2, Breach 3, Bern, Feaunati, Davies, L Packer, Clifford, Carson, Rowland, M Packer, MacDonald; trasformazioni Rowland 11. Samoa: calcio piazzato Vatau.
La situazione nei gruppi A e B dopo il secondo turno


Nella foto del titolo una carica della statunitense Cheta Emba sulla Wallaroo Desiree Miller nel match tra Usa e Australia disputato allo York Community Stadium, (Photo by George Wood – World Rugby/World Rugby via Getty Images)
