vai al contenuto principale

I grandi del rugby si schierano apertamente con la decisione di Andrea Piardi di convalidare la meta di Hugo Keenan, al termine del secondo test tra Wallabies e British & Irish Lions e di confermare con essa il successo dei Lions nella serie, 2.0. 

“Per me, è stato [un intervento] perfettamente legale – ha detto David Campese – [Jac Morgan] era il più basso possibile, c’è stato un chiaro e positivo tentativo di placcaggio regolamentare, e ha vinto il confronto fisico. Semplicemente non capisco come qualcuno possa pensarla diversamente.

David Campese, in una foto di archivio, all’Hong Kong Sevens

Le lamentele di una parte dei media australiani sono imbarazzanti – ha aggiunto Campese -. Noi, come nazione, viviamo secondo le regole del gioco e accettiamo le sconfitte – e soprattutto, mi piace pensare che siamo abbastanza forti, come paese sportivo, da accettare la decisione dell’arbitro senza dare la colpa ad altri, come invece hanno fatto alcuni nostri ex giocatori e commentatori. È davvero imbarazzante, e dovremmo essere magnanimi nella sconfitta davanti a una squadra dei Lions eccezionale. Gli ufficiali hanno preso la decisione giusta. Insieme ad Andrea Piardi c’erano Nika Amashukeli e Ben O’Keeffe, due dei migliori arbitri al mondo, e si sono presi il tempo necessario per assumere la decisione corretta in modo calmo. Stavo guardando la partita con Phil Davies, ex numero otto del Galles, uno dei migliori allenatori e sviluppatori di regolamenti al mondo, e sia lui che io abbiamo guardato il replay ed eravamo assolutamente certi che si trattasse di un intervento regolare e perfettamente eseguito”.

https://youtu.be/X_8ZnmIH3v4?si=sNFBLqK_Y7KcrZ65

All’opinione di David Campese si è aggiunta nelle ultime ore quella di Nigel Owens: “ci sono un paio di aspetti da valutare in questa situazione. Prima di tutto: l’intervento di Jac Morgan è legale? Sta entrando basso, con le braccia pronte ad avvolgere e a ripulire il punto d’incontro? Se non lo stesse facendo e stesse invece colpendo con la spalla, allora si tratterebbe di gioco falloso e quindi punizione. Le sue azioni, invece, sono perfette: esattamente come ci si aspetta da un giocatore che effettua una pulizia corretta. C’è la possibilità che il giocatore australiano entrato nel ruck non sia passato dalla “porta”, ma questo è irrilevante ai fini dell’episodio in questione, perché se ci fosse stato un fallo, quello avrebbe avuto la precedenza. Il giocatore australiano entra ed è molto basso. Questo succede continuamente durante la partita, e si vedono molti episodi simili”.

Nigel Owens, arbitro di Scozia v Inghilterra, durante il Six Nations Championship del 2018.

Poi è intervenuto anche Wayne Barnes, l’arbitro della finale dell’ultima Coppa del Mondo: “Quando il team arbitrale si è riunito al centro del campo per discutere l’episodio che avrebbe potuto decidere la partita, con 90.000 spettatori che ascoltavano ogni singola parola, Piardi ha iniziato spiegando che Jac Morgan e Carlo Tizzano erano arrivati nello stesso momento,” ha detto Barnes -, poi O’Keeffe ha aggiunto alla discussione che l’azione ‘era dinamica’ e Morgan stava ‘avvolgendo’. Piardi ha poi riassunto i pensieri di tutti e tre – ‘Per noi si poteva continuare a giocare’. Quando Piardi ha annunciato la decisione della sua squadra attraverso l’impianto audio dello stadio – una grande aggiunta al rugby internazionale, tra l’altro – c’è stata una valanga di rumore al MCG. E anche io, sul divano ho tirato un sospiro di sollievo. Il rugby è un gioco dinamico, con molte componenti in movimento, e sì, la sicurezza dei giocatori è al centro di tutto quello che si sta cercando di fare in questo momento, ma certe cose succedono”.

Wayne Barnes è stato il primo arbitro a raggiungere le 100 partite a livello internazionale, a novembre del 2022, Galles-Nuova Zelanda. (foto Six Nations Rugby)

E per concludere Barnes ha aggiunto che è fondamentale ricordare che ogni volta che c’è un contatto con la testa, non significa necessariamente che ci sia stato un fallo.

 

Torna su