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michele lamaro australia italia

A Perth l’Italia affonda 57-10 contro l’Australia, gioca una partita scialba e torna a casa con un bilancio della prima parte del Nations Championship davvero difficile da digerire: 0 punti in classifica, 3 sconfitte, 3 squalifiche, 131 punti subiti e appena 37 segnati, due posizioni perse nel ranking mondiale. In quest’ultima partita si è evitata di un solo punto la peggior sconfitta di sempre contro i Wallabies, ma gli Azzurri non sono mai sembrati al livello richiesto da una partita di questa competizione.

Michele Lamaro (e Richard Hodges, che ha sostituito Gonzalo Quesada in conferenza stampa) prova a fare ordine: “Penso che per prima cosa si debba guardare a se stessi. È molto facile trovare scuse in questa situazione: la fine della stagione, i viaggi intorno al mondo, gli infortuni. A questo livello devi presentarti al meglio il giorno della partita. Abbiamo avuto tre settimane incredibili in termini di preparazione, energia e impegno dei ragazzi. A volte sembra che basti prepararsi bene, conoscere il proprio ruolo ed essere carichi, ma la realtà è che se ti manca quel 5% il giorno della gara, il risultato sarà duro. Le risposte sono dentro di noi, non le troveremo all’esterno dopo queste sconfitte.”

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“Oggi abbiamo avuto tanti problemi, soprattutto in difesa in varie zone del campo, e non siamo mai riusciti a trovare veramente delle soluzioni. Appena ci stringevamo trovavano spazio al largo, appena restavamo larghi trovavano spazio vicino alla ruck. Ogni volta che entravano nei nostri 22 diventava difficilissimo difendere e non riuscivamo a tenerli fuori. Sul contatto in molte situazioni siamo stati carenti e la partita ci è scivolata di mano. Probabilmente non siamo mai stati realmente in partita perché dopo 15 minuti eravamo già sotto 19-0 e questo fa male psicologicamente. Per competere dobbiamo dare sempre quel qualcosa in più, ed è un compito arduo, ma è quello che richiede questo livello.”

“Sono state quattro settimane intense, includendo L’Aquila, dove tutti hanno lavorato enormemente, compresi i nuovi a cui faccio i complimenti per l’attitudine – chiosa il capitano – Tuttavia, se non trasferisci in campo quello che crei fuori, rimane fine a se stesso. Mi chiedo cosa sia andato storto, perché ci sentivamo pronti ma non siamo riusciti ad “accenderci” nel giorno più importante.”

Una tournée estiva così pessima fa da contraltare a quello che è stato uno dei migliori Sei Nazioni di sempre. Un crollo così verticale nel livello delle prestazioni che potrebbe lasciare delle scorie in vista dei prossimi appuntamenti? “Penso di no – dice Michele Lamaro – In questo gruppo non facciamo fatica a rialzarci, ma ad essere costanti nelle prestazioni. L’orgoglio ci fa sempre rialzare la testa dopo i momenti duri. È stato un tour molto interessante dove abbiamo fatto anche ottime cose, ma purtroppo il rischio era incappare in una giornata storta e in una tournée complicata. Dimostra che non riusciamo ancora a imparare del tutto dal passato. Adesso avremo un periodo di riposo, poi i club, e a novembre ripartiremo con la stessa competizione, dove attualmente siamo ultimi a zero punti: una cosa che fa male.”

In copertina: Michele Lamaro a colloquio con l’arbitro Christophe Ridley in Australia-Italia – ph. Asanka Ratnayake – Nations Championship/Nations Championship via Getty Images

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