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Con la fine della finestra di luglio del Nations Championship 2026 si è chiusa la stagione 2025/2026 delle squadre europee. Se infatti per Sudafrica, Australia, Nuova Zelanda e Argentina la stagione prosegue e andrà avanti fino a novembre, per le sei compagini del Sei Nazioni è giunta l’ora di mettere il punto.

Mancano, nel momento in cui questo articolo va online, 436 giorni all’inizio della Rugby World Cup 2027 in Australia. La stagione 2025/2026 è stata la penultima prima del mondiale, l’ultima che solitamente viene utilizzata dalle squadre per allargare la rosa prima di dare un giro di vite nel corso dell’ultimo anno.

Certo, c’è sempre spazio per quel singolo in grande spolvero che riesce a ottenere una convocazione sull’onda di una grande stagione, ma inevitabilmente i 33 giocatori (o quanti saranno alla fine i posti a disposizione) convocati per il prossimo mondiale usciranno dal gruppo di 43 atleti scesi in campo per l’Italia nel corso di quest’annata.

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Prime linee

Durante la stagione 2025/2026 l’Italia ha sperimentato tre diversi piloni sinistri, quattro tallonatori e cinque piloni destri. A sinistra le gerarchie sembrano piuttosto collaudate, con Fischetti e Spagnolo coppia collaudata e Hasa a mettere una pezza quando uno dei due è indisponibile. Durante questo ciclo mondiale ci sono state anche due apparizioni di Luca Rizzoli, del quale ci si augura un ritorno ai livelli pre-infortunio alle Zebre, e Destiny Aminu del Benetton ha ricevuto le prime convocazioni nel gruppo azzurro.

Se al mondiale andranno, come di solito, tre tallonatori uno dei quattro tra Nicotera, Lucchesi, di Bartolomeo e Dimcheff rimarrà a casa: c’è una stagione per darsi battaglia a distanza, ma in questo momento l’argentino sembra il profilo più indietro nelle gerarchie. Più indietro Nicholas Gasperini, che ha appena frequentato i raduni.

A destra Simone Ferrari e Marco Riccioni sono i due giocatori più quotati, ma non lontani ci sono Hasa (la sua duttilità sarà utilissima al mondiale) e Giosuè Zilocchi. Neculai è tornato in Azzurro dopo 4 anni: ha di fronte a sé la stagione più importante della sua carriera con il trasferimento ai Northampton Saints, un trampolino di lancio decisivo per provare ad esplodere.

Seconde linee

La coperta in seconda linea non è lunghissima, ma la profondità sta aumentando. Niccolò Cannone, Andrea Zambonin, Federico Ruzza e Riccardo Favretto (più spesso utilizzato da numero 6) sono i favoriti per ottenere un posto al mondiale, ma Giulio Marini ha margine di crescita e Enoch Opoku-Gyamfi è reduce da un ottimo Junior World Championship e sembra pronto per fare il salto.

Terze linee

Reparto ricco e profondo, quello di terza linea, che richiederà scelte importanti. Nel 2025/2026 sono stati utilizzati otto giocatori: Michele Lamaro, Ross Vintcent, Manuel Zuliani e Lorenzo Cannone sono attualmente una spanna sopra ai colleghi; Riccardo Favretto, oltre a essere un giocatore di valore, ha dalla sua le qualità per ricoprire i ruoli di seconda e terza linea; Alessandro Izekor e David Odiase sembrano aver perso qualche posizione nelle gerarchie, Alessandro Ortombina deve salire di colpi per poter ambire a rimanere nel gruppo; Seb Negri non può essere rimosso dall’equazione, ha saltato tutta la stagione internazionale per infortunio ma se riuscirà a tornare sui suoi livelli potrà tornare a competere per un posto in gruppo.

Mediana e centri

Kieran Crowley, nel 2023, scelse di convocare quattro mediani di mischia. Gli stessi quattro che tornano a giocarsi il posto nel 2027. Starà a Gonzalo Quesada scegliere se includerli di nuovo tutti, ma la crescita del collettivo e l’aumento della profondità in altri ruoli rendono più improbabile questo approccio.

Il ruolo di numero 10 è stato, fino a questo momento, appannaggio di Paolo Garbisi. Giacomo Da Re ha avuto più chances di Tommaso Allan, fin qui utilizzato più come backup di emergenza che come vera alternativa nella posizione. Aleggia però un fantasma: ha le sembianze di Domingo Miotti, del quale si attende una convocazione già dal prossimo mese di novembre. Il 10 di nascita argentina, se sarà effettivamente selezionato, può immediatamente competere con Garbisi per il posto da titolare.

Sui centri non c’è dubbio che Brexoncello rimanga la scelta migliore, con Leonardo Marin che però ha cominciato ad avere buoni minuti al fianco dell’ormai ex compagno di club. Paolo Odogwu è l’unico altro giocatore ad avere ottenuto una partenza da titolare nei ruoli in mezzo al campo, per cui al momento pare avere un leggero vantaggio sulle Zebre Damiano Mazza e Giulio Bertaccini, che comunque sono stati ripetutamente parte della rosa.

Triangolo allargato

Se Monty Ioane è stato una certezza a lungo con la maglia numero 11 dell’Italia, il 2025/2026 è stato l’anno in cui Louis Lynagh si è messo in mostra ottenendo con continuità il posto sull’altra fascia del campo. Pani, Trulla, Capuozzo e Odogwu si erano alternati con la 14 prima di quest’anno. Tuttavia, ci sono due giovanissimi che bussano alla porta: i classe 2006 Edoardo Todaro e Malik Faissal. Il primo non ha avuto possibilità di esprimersi in Azzurro, ma ha fatto vedere cose, prima dell’infortunio, che lo renderebbero un candidato forte, molto forte. Il secondo ha ben figurato in questo luglio, candidandosi a sua volta, e ha una stagione nella squadra migliore del campionato inglese per salire ancora di colpi.

Se Pani e Capuozzo, assieme ad Allan, rappresentano le tre scelte nel ruolo di estremo, tra i nomi già citati Jacopo Trulla è quello che deve recuperare un po’ di terreno. Ha saltato quasi tutta la stagione, ma il suo finale di annata con le Zebre è stato esplosivo e lascia ben sperare per incendiare una competizione che, fin qui, è sempre stata condizionata dagli infortuni e non ha mai permesso allo staff di assistere a un gioco al rialzo fra i contendenti. La prossima stagione, si spera, potrebbe essere quella buona.

Più indietro, ma meritevoli di una citazione, Mirko Belloni e Matt Gallagher.

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