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Saint Jean de Luz, corsari e balenieri: è il luogo dei Pirenei Atlantici dove ha visto la luce Maxime Lucu che più che un corsaro o un baleniere sembra uno di quei forzati – vedi Papillon – che finivano alla Cayenne: viso duro alla Jason Statham, un velo bluastro di barba, crapa pelata.

E’ il rimpiazzo di Antoine Dupont che ha messo le mani sulla seconda Champions in fondo alla demolizione cui, nella prima parte, è stato sottoposto il Leinster, che quando arriva in fondo e trova una squadra francese di solito perde; quattro su cinque dice un albo d’oro che presenta una vecchia vittoria sul Racing 92 e quattro sconfitte con la Rochelle (due in finale), Tolosa e ora con il Bordeaux degli artisti, dei giocatori che respirano rugby, ha scritto un raffinato analista. Maxime ha 33 anni, la Coppa del Mondo non è lontana e Dupont si è allontanato un passo dalla perfezione.

Giù il cappello davanti ai baschi, a Euskadi che non ha confini: si può esser francesi, si può esser spagnoli, ma soprattutto si è baschi e conquistare la seconda coppa in una delle capitali, Bilbao, e nello stadio dell’amato e orgoglioso Athletic, simbolo della baschicità come il Camp Nou è quello della catalanità, ha fatto correre brividi caldi nella schiena di Maxime e di tutti quelli che popolavano il San Mames, che per la seconda volta ha ospitato le finali dell’eurorugby.

I baschi sono ovunque, sono sulla cresta del successo, dell’impresa. Mikel Arteta di San Sebastian (Mecca, al fianco di Lione, dei ristoranti stellati e degli chef dotati di fantasia al potere) ha riportato all’Arsenal il titolo della Premiership di calcio che mancava da 22 anni. Gli è stato consegnato, con una settimana di anticipo, da Andoni Iraola da Usurbil che ha battuto il City di Pep Guardiola e ha portato per la prima volta il Bournemouth in Europa, annunciando subito dopo che se ne andrà. Le offerte non gli mancheranno. A cominciare dal Real Madrid.

Nel frattempo Unai Emery, nato sul fiume Bidassoa, linea di confine tra Francia e Spagna, ha allineato il suo quinto successo in Europa League riportando l’Aston Villa nell’albo d’oro di una competizione europea a 44 anni dalla sorprendente vittoria a Rotterdam sul Bayern Monaco quando l’etichetta era Coppa dei Campioni e la partecipazione limitata a una squadra per paese.

Per USA 2026, dove la Spagna reciterà da favorita accanto alla Francia e all’Argentina, il ct Luis de la Fuente ha pescato Unai Simon, portiere dell’Athletic, il difensore Aymeric Laporte (nato ad Agen, terra di rugby, e naturalizzato per le sue radici basche), Martin Zubimendi, centrocampista, fresco campione d’Inghilterra e l’accoppiata fornita dalla Real Sociedad Andre Barrenetxea-Mikel Oyazabal.

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