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Australiani e neozelandesi ce l’hanno fatta. Per ora soltanto ad ottenere una prova, ma presto quello che desiderano potrebbe divenire regola per tutti: il prossimo Nations Championship, che sostituisce i test match a luglio e novembre, sarà giocato senza mischie.

Da tempo i due paesi dell’emisfero sud si battono per togliere la mischia dal regolamento del rugby union: troppo difficile per gli arbitri da interpretare, troppi reset, troppo poco spettacolo per le reti televisive e gli spettatori che il rugby è costretto a dover pescare in bacini globali sempre più ampi.

Le resistenze più grandi alla novità finora sono venute da Sudafrica, Inghilterra e Francia. Nel Regno Unito l’unico parere favorevole è stato quello dei Sale Sharks. Ma con l’elezione di Brett Robinson a presidente di World Rugby gli equilibri sono cambiati e nella recente sessione di studio sulle nuove regole organizzata a Londra si è trovato un compromesso: le partite del nuovo Nations Championshio saranno disputate, per prova, senza mischie. Tutte le fasi di gioco che attualmente richiedono una mischia chiusa (palla caduta in avanti, turnover, etc) saranno sostituite da un calcio libero, con divieto di spedirlo direttamente in touche, pena l’inversione del possesso.

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Se l’esperimento dovesse rivelarsi positivo sarà esteso anche a tutte le altre competizioni, a partire dal Sei Nazioni 2027.

“Eravamo da qualche settimana al corrente della novità – ha detto a Allrugby il coach dell’Italia Gonzalo Quesada – dalla quale è scaturito inevitabilmente il trasferimento di Andrea Moretti al Bayonne. Del resto la cancellazione delle mischie fino a fine anno riduceva considerevolmente il suo lavoro. È chiaro che senza mischie cambiano anche alcune necessità dello staff tecnico: non servono più esperti della prima linea, né per l’ingaggio, né per il tallonaggio”.

Alla domanda se questo significa che in tour e nel prossimo autunno l’Italia giocherà senza piloni Quesada ha risposto: “È presto per dirlo, perché se la regola poi non dovesse essere approvata in modo definitivo, ci troveremmo alla vigilia del Sei Nazioni col dover richiamare giocatori che da tempo sono fuori dal giro azzurro. Al momento preferirei non cambiare troppo, tenendo conto esclusivamente del fatto che non ci saranno mischia chiuse. In certe partite, ultimamente non ce ne sono state più di cinque negli ottanta minuti, quindi è una rivoluzione, sì, ma fino a un certo punto”.

“È ovvio che non fa piacere sentirsi d’improvviso ridondanti – ha commentato Andrea Moretti, ormai ex allenatore della mischia dell’Italia – La scelta di Bayonne è stata compiuta anche in relazione al fatto che nel Top 14, comunque vadano le cose, la regola non verrà modificata prima di due anni. In Francia sono molto attenti agli aspetti legali e ci sono contratti in essere, con i tecnici della mischia e con i piloni, che non possono essere cancellati dalla mattina alla sera”.

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