Sabato 11 aprile si gioca allo Stadio Lanfranchi di Parma un quarto di finale di Challenge Cup molto particolare: si sfidano infatti le Zebre, formazione ultima in classifica in URC e per la prima volta qualificata a questa fase della coppa, e i Dragons, che in URC sono penultimi. In palio un posto in semifinale che sarebbe un notevole traguardo per entrambe.
I gallesi per ora hanno fatto poco meglio dei ducali in campionato: due vittorie, tre pareggi e sette punti bonus contro due vittorie e quattro bonus. In coppa meglio la squadra italiana, con quattro vittorie in cinque partite contro i tre successi degli avversari.
Entrambe hanno colto un’importante e non scontato successo agli ottavi contro due squadre dei piani alti del campionato francese: Pau e Stade Français sono appaiate in seconda posizione in Top 14. Un po’ di merito in più va, in questo caso, agli ospiti della gara di sabato, che hanno saputo vincere allo Jean Bouin di Parigi.
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Challenge Cup: la formazione delle Zebre
Massimo Brunello ha scelto un XV immutato per sfidare i Dragons tra le mura amiche del Lanfranchi. La settimana scorsa tutti i titolari hanno offerto una buona prova, ma da qualche settimana stanno brillando in particolare i due centri, Marco Zanon e Giulio Bertaccini, entrambi in grande spolvero dal punto di vista fisico e atletico.
Gonzalo Garcia vince ancora una volta il ballottaggio con Alessandro Fusco a mediano di mischia. L’argentino ha dalla sua doti di rapidità che consentono alla squadra un approccio più audace nella prima parte dell’incontro, mentre le qualità fisiche e di gestione tattica del mediano azzurro sono adatte a condurre il finale di gara.
Attenzione al pit stop in prima linea. La scorsa settimana l’uscita dal campo di Neculai attorno alla mezz’ora è sembrata studiata a tavolino. Il pilone dell’Isola d’Elba compensa una durabilità da rivedere con una prorompenza fisica che nella prima mezz’ora della settimana scorsa ha fatto la differenza in mischia ordinata, prima di lasciare il posto a un ottimo Pitinari.
In panchina l’unica modifica in formazione, dove trova posto Locatelli come sesto avanti e Fusco e Mazza sono gli unici due trequarti presenti.
Zebre: 15 Giovanni Montemauri, 14 Mirko Belloni, 13 Giulio Bertaccini, 12 Marco Zanon, 11 Jacopo Trulla, 10 Giacomo Da Re, 9 Gonzalo Garcia, 8 Davide Odiase, 7 Bautista Stavile, 6 Alessandro Ortombina, 5 Leonard Krumov (C), 4 Matteo Canali, 3 Ion Neculai, 2 Tommaso Di Bartolomeo, 1 Muhamed Hasa
A disposizione: 16 Giovanni Quattrini, 17 Luca Franceschetto, 18 Juan Manuel Pitinari, 19 Giacomo Ferrari
20 Giovanni Licata, 21 Alessandro Fusco, 22 Damiano Mazza, 23 Samuele Locatelli
La formazione dei Dragons e la preview della partita
I Dragons sono una squadra che per certi versi somiglia alle Zebre: una franchigia federale con pochi mezzi, che almeno sulla carta dovrebbe occuparsi dello sviluppo di giovani giocatori. Con il grande ricambio generazionale in corso nel rugby gallese, la franchigia di Newport ha oggi in dote alcuni internazionali come Aaron Wainwright, uno dei giocatori più esperti e forti della nazionale, reduce da un Sei Nazioni di grande livello e Ben Carter, seconda linea che ha saputo ritagliarsi un ruolo sempre più rilevante in franchigia e in nazionale.
Nel pacchetto ci sono altri elementi interessanti come Harrison Keddie, un massiccio portatore di palla, e Tom Young, esperto e tosto terza linea dalla lunga esperienza in squadre più quotate come Gloucester, Wasps e Cardiff.
Nella linea arretrata Tinus de Beer, il numero 10 sudafricano, è un giocatore logico, ordinato e molto preciso al piede. Rio Dyer è un terminale offensivo pericoloso.
Attenzione alla qualità della panchina dei Dragons, che è temibile. Il tallonatore Elliot Dee e il pilone Wyn Jones sono due prime linee sul viale del tramonto ma con esperienza e qualità che possono fare la differenza a questo livello. Seb Davies e Shane Lewis-Hughes sono due giocatori dinamici e prestanti da inserire a partita in corso, mentre Fetuli Paea attende di potersi esprimere da grande ex dell’incontro.
In definitiva, Zebre-Dragons è una partita davvero difficile da pronosticare. Con sole quattro partite di campionato rimaste da giocare, la sfida tra le due squadre è una delle poche che manca all’appello (giocheranno il 24 aprile), per cui non esiste un precedente in stagione. La sfida interessante è tra due staff tecnici che, pur senza ottenere risultati stellari, hanno saputo risollevare delle formazioni che nelle stagioni precedenti non erano state all’altezza del livello richiesto: Massimo Brunello guida la squadra di casa, Filo Tiatia (una stagione alla Tarvisium nel 1993) quella ospite.
Sulla carta i ducali hanno qualcosa in più dal punto di vista delle individualità e una mischia ordinata più solida, da dove provare a spremere calci di punizione e possessi: i Dragons, infatti, sono la squadra che in URC ha subito più penalità di tutti in mischia ordinata. I gallesi da par loro hanno una maggiore capacità di mantenere il possesso e costruire multifase pericolosi, con migliori statistiche dal punto di vista realizzativo e disciplinare. Proprio l’aspetto del numero di falli sarà cruciale per i ducali, visto che i Dragons sono anche fra le squadre più precise dalla piazzola.
Quando le Zebre giocano a Parma inevitabilmente hanno qualcosa in più. Proprio il fattore campo potrebbe essere cruciale nel far pendere dalla parte dei ducali l’incontro, per regalare alla squadra un traguardo mirabile: la prima semifinale di sempre.
Dragons RFC: 15 Angus O’Brien (c), 14 Dai Richards, 13 Fine Inisi, 12 Aneurin Owen, 11 Rio Dyer, 10 Tinus de Beer, 9 Niall Armstrong, 8 Aaron Wainwright, 7 Thomas Young, 6 Harrison Keddie, 5 Ben Carter (c), 4 Ryan Woodman, 3 Christian Coleman, 2 Brodie Coghlan, 1 Rodrigo Martinez
A disposizione: 16 Elliot Dee, 17 Wyn Jones, 18 Owain James, 19 Seb Davies, 20 Shane Lewis-Hughes, 21 Morgan Lloyd, 22 Fetuli Paea, 23 Huw Anderson
In copertina: David Odiase delle Zebre in azione negli ottavi di finale di Challenge Cup
