vai al contenuto principale
italia formazione galles

ROMA – La vittoria sull’Inghilterra si porta dietro un interesse mai visto per la Nazionale. Ne sa qualcosa Antonio Pellegrino, media manager degli azzurri, che ha il telefono intasato di messaggi. “180 solo nelle prime ore dopo il match”. Richieste di interviste (Menoncello il più gettonato), di contatti, o anche solo congratulazioni.

E anche per Gonzalo Quesada ci sono stati messaggi di congratulazioni. “Certo, Velasco mi ha scritto, siamo molto in contatto, ma ne è arrivato uno lungo e inatteso da Alessandro Del Piero che credo di avere incontrato due volte. Un messaggio molto bello, davvero”. L’allenamento si è appena concluso e l’head coach, come spesso accade, è fra gli ultimi a uscire dal campo. “Sono restato a ricalciare i palloni a Garbisi e Allan che si esercitavano nei piazzati e nei drop. Quando giocavo e mi allenavo sui piazzati avevo un amico che restava sempre con me, perché andarsi a riprendere i palloni è fatica e si perde tempo. È bello avere uno che te li rimanda, lo so”.

La cosa che salta agli occhi è l’impegno degli Azzurri durante l’allenamento. La vittoria sull’Inghilterra sembra archiviata, uscita dal radar. “Domenica mattina – dice Quesada raccogliendo i palloni come un qualsiasi allenatore di club – eravamo già alla video-analisi del match per far vedere gli errori che avevamo commesso. I festeggiamenti sono durati giusto sabato, ma tranquilli”. Come ogni dopopartita Gonzalo ama riunire tutta la squadra e lo staff per una birra, sia che si vinca o che si perda. Questa volta l’invito era stato esteso anche alle famiglie, sia dei giocatori che dello staff.

Altro su ALLRUGBY:
Sei Nazioni: Italia in Galles per un altro giorno da leoni, di Valerio Vecchiarelli
Speedy Gonzalo: Quesada ci ha messo poco a portare l’Italia a competere con tutti, di Federico Meda
Italia-Inghilterra: la meta di Leonardo Marin e la proprietà commutativa, di Lorenzo Calamai

Fra le cose che hanno funzionato meglio il recupero dei palloni alti che finiscono a terra. “Nelle prime partite abbiamo recuperato due palloni su 11, questa volta cinque su dieci – dice German Fernandez, allenatore dei punti di incontro – prima difendevamo con tre uomini intorno al punto di caduta, questa volta avevamo pianificato di averne quattro, non sempre ci siamo riusciti, ma quando è accaduto i risultati si sono visti”.

Gonzalo la formazione che deve affrontare il Galles ce l’ha in testa, ma ancora non l’ha condivisa. Ha dubbi su alcuni ruoli chiave, estremo e mediano di mischia, e anche sulla panchina: se confermare il 5+3 come contro l’Inghilterra o ritornare al 6+2 delle prime gare. A giocare in un senso o nell’altro è la tenuta fisica dei giocatori. “Qualcuno è un po’ stanco – dicono dallo staff – ma tutti sono super presenti con la testa e hanno voglia di giocare anche l’ultima partita del Sei Nazioni 2026”.

Ferrari è dovuto tornare a casa per infortunio, al suo posto è stato chiamato in raduno Marco Riccioni, ma potrebbe essere solo per un’eventuale emergenza, probabile la partenza di Hasa da titolare e in panchina Giosué Zilocchi ha il 60% di probabilità di trovare posto, contro il 40 di Riccioni. Altro dubbio di prima linea fra Di Bartolomeo e Lucchesi per la panchina, ma se il toscano partisse a sorpresa titolare a farne le spese sarebbe Diba, per far posto a Nicotera con il 16.

La maglia numero 9 è in ballottaggio fra Varney e Fusco, chi non va in campo da subito entrerà nella ripresa. Ale Garbisi dovrebbe vedere il match dalla tribuna. Sul numero 15 un altro busillis di Quesada: Pani ha fatto bene, ma Allan è pronto al rientro, potrebbe partire titolare. Qui si gioca tutto sulla decisione +3 o +2 in panchina, nel primo caso dentro Marin e Pani (con opzione Odogwu sempre aperta), nel secondo caso solo Marin e un mediano di mischia.

A spingere per il 6+2 la voglia dello staff di rimettere in campo David Odiase o Alessandro Izekor, che si sono bene allenati in questo lungo raduno e che meritano minutaggio.

In copertina: gli Azzurri in raduno a Roma – ph. Allrugby

Torna su