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Cambia la geografia della nazionale italiana in vista della partita con l’Australia di sabato a Udine (Diretta SkySport dalle 18,30). Non accadeva da tempo che nei 23 in campo ci fossero ben 12 giocatori che militano in squadre francesi o inglesi, uno solo delle Zebre (Di Bartolomeo, panchina) e dieci del Benetton. “Ma non è che sono in campo perché giocano all’estero e quindi sono più bravi, semmai è vero il contrario. Sono i più bravi, quelli che si sono messi in evidenza, e quindi sono stati chiamati a giocare all’estero”, dice il ct Gonzalo Quesada. E aggiunge, per evitare equivoci, che “l’Urc delle franchigie Zebre e Benetton è un campionato di un ottimo livello, che dà una preparazione migliore, per ritmo, velocità e spirito di gioco, in vista dei test internazionali. Cosa che, a mio vedere, non dà Top14 francese dove si fa un rugby più chiuso, molto gioco al piede, molto fisico”.

Gonzalo Quesada catechizza gli azzurri durate il radino a Verona (foto Federugby)

Poi a chi immaginava un Michele Lamaro giubilato perché in fase calante, spiega che era in formazione martedì, ma si è infortunato e forse salterà anche Sudafrica e Cile. “Ma averlo lasciato a casa durante il tour estivo ci ha permesso di creare altri leader e quando ci siamo resi conto che Mitch non ce la faceva la squadra, pur dispiaciuta, non ha perso la strada, è restata compatta”. Così i gradi li prende Ignacio Brex che ritrova l’azzurro (anche lui a riposo in estate),  con Menoncello al suo fianco. Capuozzo torna estremo, Paolo Garbisi in regia e con la responsabilità dei piazzati. “Nel secondo tempo se, come speriamo, saremo ancora in partita, conto che l’ingresso di Allan e Page-Relo dalla panchina ci dia altre opzioni anche nello sfruttare i calci di punizione”, dice ancora Quesada e spiega che Varney è stato preferito a Martin perché “Page Relo ha giocato undici partite in undici settimane nel Bordeaux ed è meglio farlo entrare a match in corso. E poi Varney è sempre titolare a Exeter e sta facendo bene”. Poi il fatto che in panchina, sia Australia che Italia, possano permettersi un 5+3 fa sì che per i trequarti ci siano più possibilità (il terzo è Marin che può giocare in più ruoli). “Ma quello che vogliamo è che ci sia una maggiore specializzazione dei ruoli, i 10 devono fare i 10, e per me le aperture sono Garbisi, Allan e Da Re”.

Monty Ioane disputerà la quarantesima partita in maglia azzurra (foto Federugby)

La vera novità assoluta dello schieramento sono le terze linee. Complici i due infortuni (Lamaro e Negri), si è optato per Vintcent con il numero 6, Zuliani con il 7 e Lorenzo Cannone con l’8. “Sono complementari, perfetti per il gioco che abbiamo in mente, sia come portatori di palla, che per la capacità di contestare il possesso nei raggruppamenti e la velocità nel gioco aperto, Vintcent in testa. Ross non è altissimo ma in touche salta molto bene e rappresenta un’altra opzione per i lanci”. E che partita si aspetta il ct? “Loro amano mantenere il possesso, calciano poco, fanno molte sequenze di gioco, hanno ottimi avanti, tre saltatori molto bravi, sono forti nelle fasi statiche. In fondo non giocano in modo molto diverso da noi. Li abbiamo studiati e pensiamo di poterli mettere in difficoltà. Sarà una partita molto tosta. Spero che sia più bella di quella del 2022”. Ma nel 2022, a Firenze, abbiamo battuto per la prima unica volta l’Australia, no? “Sì ma non fu una partita bella”, sorride sornione Gonzalo.

Sabato, fra i 23 dell’Italia, i superstiti di quel match saranno 12,  del quindici di partenza, sette furono titolari anche allora (Capuozzo, Brex, Ioane, i due Cannone, Ferrari e Fischetti).

L’Australia, invece, ne ha cambiati 17: Paisami, Jake Gordon e McReight gli unici confermati fra i titolari.

Carter Gordon torna a vestire la maglia dei Wallabies dopo una parentesi di quasi due anni nella Rugby League, a Udine indosserà la maglia numero 10 (fto Getty/Rugby Australia)

Le formazioni

Italia: 536 caps (+ 242 in panchina)

Australia: 416 caps ( + 154)

Italia: 15 Ange CAPUOZZO (Stade Toulousain, 28 caps); 14 Louis LYNAGH (Benetton Rugby, 7 caps), 13 Juan Ignacio BREX (Toulon, 46 caps) – capitano, 12 Tommaso MENONCELLO (Benetton Rugby, 31 caps), 11 Monty IOANE (Lione, 39 caps); 10 Paolo GARBISI (Toulon, 47 caps),9 Stephen VARNEY (Exeter Chiefs, 34 caps), 8 Lorenzo CANNONE (Benetton Rugby, 30 caps), 7 Manuel ZULIANI (Benetton Rugby, 35 caps), 6 Ross VINTCENT (Exeter Chiefs, 17 caps), 5 Andrea ZAMBONIN (Exeter Chiefs, 12 caps), 4 Niccolò CANNONE (Benetton Rugby, 55 caps), 3 Simone FERRARI (Benetton Rugby, 66 caps), 2 Giacomo NICOTERA (Stade Français, 34 caps), 1 Danilo FISCHETTI (Northampton Saints 55 caps)

A disposizione: 16 Tommaso DI BARTOLOMEO (Zebre Parma, 3 caps), 17 Mirco SPAGNOLO (Benetton Rugby, 16 caps), 18 Marco RICCIONI (Saracens, 34 caps), 19 Federico RUZZA (Benetton Rugby, 64 caps), 20 Alessandro IZEKOR (Benetton Rugby, 6 caps), 21 Martin PAGE-RELO (Bordeaux, 18 caps), 22 Tommaso ALLAN (Perpignan, 86 caps), 23 Leonardo MARIN (Benetton Rugby, 15 caps)

Australia: 15. Andrew Kellaway (47 caps); 14. Corey Toole (5 caps), 13. Joseph-Aukuso Suaalii (15 caps), 12. Hunter Paisami (34 caps); 10. Carter Gordon (8 caps), 9. Jake Gordon (34 caps); 8. Harry Wilson (c) (33 caps), 7. Fraser McReight (36 caps), 6. Tom Hooper (19 caps); 5. Jeremy Williams (22 caps), 4. Nick Frost (35 caps); 3. Taniela Tupou (66 caps), 2. Matt Faessler (15 caps), 1. Angus Bell (47 caps). 

A disposizione: 16. Billy Pollard (18 caps), 17. Aidan Ross (1 cap), 18. Zane Nonggorr (17 caps), 19. Rob Valetini (59 caps), 20. Pete Samu (33 caps), 21. Ryan Lonergan (3 caps), 22. Tane Edmed (6 caps), 23. Filipo Daugunu (17 caps). 

 

Nella foto di apertura stretching per gli azzurri in allenamento in vista del test con l’Australia, in primo piano Varney e Brex che sarà capitano (foto Federugby)

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