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Il concetto di overseas, al di là del mare, sta vivendo singolari cambiamenti. Una volta per overseas si intendevano i grandi tour che prevedevano l’attraversamento – e con l’evoluzione dei collegamenti aerei, il sorvolo – di uno o più oceani.

Ora è sufficiente passare il Canale di San Giorgio – o il mar d’Irlanda – per esser spettatori di una partita della squadra che più overseas non si può, i Lions: il 25 giugno 2025 la “signora in rosso” del rugby dell’arcipelago di nordovest giocherà all’Aviva Stadium di Dublino contro l’Argentina nell’incontro di “riscaldamento” del tour in Australia che prevede tre test contro i Wallabies, attualmente in stato piuttosto miserando, cinque match contro le franchigie del Super Rugby e uno contro una selezione Anzac, australiani più neozelandesi. La partita di Dublino rappresenta il debutto dei Lions – etichetta completa, British and Irish Lions – su suolo irlandese.

Overseas può significare anche il superamento di quel breve tratto di mare, nel punto più stretto 35 chilometri, che corre tra Dover e Calais. Chi lo scavalca o, al giorno d’oggi, passa sotto servendosi del tunnel (in due ore o poco più da St Pancras alla Gare du Nord), può godere di un invidiabile trattamento economico ma andare incontro a spiacevoli conseguenze.

È il caso del più limpido talento del rugby inglese, il 21enne Henry Arundell. A proposito di overseas, Arundell è nato a Dhekelia, Cipro, base della Raf e classificata come British Overseas Territory: il padre è ufficiale deii Rifles, già Light Infrantry, ed è stato in servizio in Irlanda del Nord e Afghanistan.

Sono state sufficienti poche partite per trasformare Henry in una stella sulle scene dello stadio della Defense, in maglia bianca e azzurrina del Racing 92, allenato da Stuart Lancaster, un’altra “oca selvaggia” volata in Francia e capace di ricostruirsi dopo il disastro del 2015 che l’aveva reso il più drammatico “loser” della storia della Rosa.

La partecipazione di Henry al prossimo 6 Nazioni non pareva messa in dubbio – veniva dal fallito London Irish – ma adesso pare che per essere eleggibile, Arundell debba firmare un contratto misto Rfu e un altro club inglese: il Bath sarebbe disposto a metter mano al portafoglio.

Domenica, alla Defense, Racing-Harlequins, un “crunch” che può essere eloquente. Oggi è la Francia a dettar legge e “per quanto mi riguarda – dice Lancaster – sosterrò sempre Henry”.

 

Nella foto henry Arundell in meta contro il Cile ( David Ramos – World Rugby/World Rugby via Getty Images)

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