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“Dovevo andare ai Wasps, poi hanno avuto problemi finanziari e grazie a Philippe Doussy ho sostenuto un provino al Racing  92, una settimana con gli Espoirs (quindi sotto età, ndr). Mi sembrava di essere andato bene ma non credevo che mi prendessero. Invece, eccomi qua”. Alessandro Ragusi, da un anno a Parigi. Milanese, classe 2006, apertura. 

Alessandro è figlio d’arte. Paolo Ragusi è stato apertura dell’As Rugby Milano (come lo zio Gianluca, passato anche a Brescia e il cugino, Simone – Rovigo, Benetton, Petrarca e Calvisano, ora in Irlanda a fare l’allenatore), “Per me è stata una fortuna”, racconta Ale, “ricordo i pranzi dal nonno (Giuseppe, ex arbitro e presidente del Comitato lombardo, ndr), a parlare sempre di rugby, di partite. Non è troppo, è bello”.

In Francia
“Non sapevo una parola di francese perché avevo già visitato le scuole in Inghilterra dove pensavo di iscrivermi per giocare nei Waps e non ero assolutamente pronto a spostarmi in Francia”, ci racconta.  “Invece mi ritrovo a Parigi. Pensavo di fare un po’ di panchina ma mi hanno fatto giocare subito”. E così, senza una parola di francese, ha preso la maglia numero dieci dell’U18 del Racing, giocando l’intera stagione 2022/2023 da titolare. Ovvio, quest’anno si punta a giocare con gli Espoirs sotto età e a mettere il naso nell’allenamento dei grandi: “L’intensità qui è incredibile, un buum rispetto all’Italia. I giocatori sono più grossi, più alti. Però a livello tecnico e fisico ho tenuto bene. Mi fanno lavorare molto sulla gestione del gioco collettivo e sull’uso del piede a livello tattico”.

Casa e rugby

La sistemazione dei ragazzi dipende dall’età: Ale è in camera doppia con Elia Masi (Cus Milano, Verona), ha un buffet al ristorante per il pranzo, mentre la sera riceve un menù approntato dai cuochi. “Nel week end invece dobbiamo essere autonomi e usare le parti comuni della foresteria”.

La scuola e il tempo libero

Alessandro quest’anno dovrà sostenere la maturità (“sto frequentando un liceo scientifico sportivo di Roma, online chiaramente. Non è troppo complicato, si può fare”). Ogni tanto esce la sera, più a casa di amici che per locali, la mondanità non trova posto nella testa di chi sogna la maglia azzurra e, forse, qualcosa di più: “Al momento penso di rimanere in Francia, la cultura del rugby è bellissima e ti migliora tanto stare a questi livelli – dice – poi certo l’obiettivo principale è la Nazionale; lo scorso agosto ho fatto l’esperienza con la U18 al Summer IV Nations Camp (3 vittorie su 3 contro Scozia, Galles e Irlanda, ndr) e mi sono divertito molto”.

A Rieti una meta, quattro trasformazioni, un calcio di punizione, 16 punti in totale dei 31 che hanno permesso all’Italia U18 di battere i pari età irlandesi della selezione dei club dell’isola. La storia continua.

Questo è un’estratto dell’intervista di Federico Meda a Alessandro Ragusi e Pietro Turrisi, pubblicata sul numero 184 di Allrugby.

 

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