PADOVA – Per Federico Ruzza, 32 anni e 74 caps, un raduno della Nazionale a Padova significa tornare nella propria città per indossare l’Azzurro. Un’emozione ulteriore, visto che gli allenamenti della squadra si tengono negli impianti del Valsugana, il club dove il seconda linea è cresciuto.
“È bellissimo sicuramente allenarsi su questo nuovo campo e nuovo stadio che prima non c’era – ha raccontato a Allrugby – È la prima volta che ci metto piede, a dire il vero, ed è sicuramente particolare farlo con questa maglia e allenandosi con questo gruppo. Devo dire che è una bella emozione tornare a casa, e farlo con la maglia azzurra è qualcosa che non succede tutti i giorni.”
L’Italia si è radunata nella città veneta per preparare il Nations Championship, dove sfiderà Sudafrica, Argentina e Fiji per chiudere un 2026 tra alti e bassi: due vittorie al Sei Nazioni, e poi tre sconfitte nel tour estivo nell’altro emisfero.
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“Nei primi giorni di raduno c’è stato in effetti da rivedere qualcosa sul Summer Tour – racconta Ruzza – dove sappiamo di non esserci espressi ai nostri massimi livelli. Comunque anche questo lavoro è tutto in vista delle prossime partite, dove ci aspetta una sfida enorme con il Sudafrica per incominciare. Avere un po’ più di una settimana per prepararla è una cosa positiva, ci fa bene ritrovarci e cominciare già a pensarci un pochino.”
“Giocare in casa, all’Olimpico o altrove, negli ultimi anni è stato un fattore positivo per noi, e come per tutti il fattore campo favorevole può servire. Fa però anche parte del percorso di crescita delle squadre sapersi confrontare agli stessi livelli anche quando si gioca fuori casa. Non ci siamo riusciti sempre nelle ultime partite, ma il viaggio e il giocare in trasferta non possono essere un alibi. Dobbiamo trovare noi le forze e le soluzioni per poterci esprimere allo stesso livello in casa e fuori.”
Gli Azzurri hanno iniziato il raduno con diversi volti nuovi in gruppo, e con molti ritorni di atleti che non si vedevano da un po’. Il motivo è l’alto numero di infortuni: l’ultima lista di giocatori indisponibili diramata dalla FIR citava 16 nomi tra gli assenti.
“Questi sono problemi degli allenatori – ride Ruzza – A parte gli scherzi, dispiace a livello personale per i ragazzi che si sono fatti male, compagni con cui ho condiviso tante partite ed esperienze. Penso però anche che parlarne troppo possa essere una mancanza di rispetto per i ragazzi che hanno la possibilità di essere qui ora e che porteranno tanto a questa squadra. Sappiamo che mancheranno giocatori importanti, ma chi è qua se l’è meritato e darà tanta energia e porterà cose buone.”
