“Abbiamo creato tante occasioni, e secondo me è da qui che dobbiamo ripartire”.
La neo-capitana Vittoria Ostuni Minuzzi analizza la partita persa contro il Sudafrica e naturalmente valuta anche quello che non è andato bene. “Ci sono stati errori, frutto di giocate un po’ forzate, in questo modo ci siamo messe pressione da sole. È successo anche quando, dopo essere entrate bene nella ripresa e avere rimontato fino al nostro vantaggio, siamo arrivate vicine alla meta ma non abbiamo più segnato”.
Sulla stessa linea, in sostanza, il ct Plinio Sciamanna: “Ci conforta il numero di occasioni che abbiamo avuto – sottolinea a sua volta – e sappiamo che c’è un grande margine per arrivare a concretizzarle e a fare punti. C’è stata anche una buona conquista in mischia, ma l’approccio al match, come contro il Giappone, non è stato ottimale. Anche oggi siamo andate subito in meta, però poi abbiamo concesso falli evitabili e abbiamo sbagliato difesa in occasione della loro seconda meta: una situazione in cui di solito non sbagliamo”.
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“Nel primo tempo – continua Sciamanna – abbiamo perso tanti possessi e abbiamo anche avuto poco territorio. In generale, un fattore di crescita sarà quello di cambiare strategia a seconda dei momenti, di capire quando occorre ridurre i rischi e tenere il pallone”.
Il Sudafrica era forse la squadra più ostica per cercare di migliorare in difesa sulle maul…
“Questo è vero, si tratta di un loro punto di forza e anche di un tipo di gioco con cui non ci confrontiamo spesso. Abbiamo comunque cercato di cambiare alcune cose, e a tratti la difesa in quella fase ha funzionato. Può entrarci anche il fatto che ora la mischia ha un po’ meno esperienza. Noi continueremo a lavorarci”.
Per Aura Muzzo una settimana di emozioni particolari. “Casa mia è a 15 chilometri di auto da qui – spiega – e ho sentito la vicinanza delle persone che hanno seguito la mia infanzia e la mia adolescenza”. A favore di questo pubblico anche un numero di alta scuola: subito dopo essere stata placcata, la trequarti ala non ha praticamente toccato terra e con una capriola ultra-acrobatica è tornata in piedi e ha ripreso a correre: “Eh sì – ammette – dietro a quel gesto c’è tutta la ginnastica artistica fatta prima di passare al rugby”.
Con riferimento alle due partite giocate allo stadio Tognon, giudizio netto: “Contro il Giappone dovevamo ritrovarci e sperimentare, non tutto è andato per il meglio ma la vittoria è stata netta. Oggi siamo state soprattutto noi a complicarci la vita. Merito al Sudafrica, comunque: il campo non mente mai”.
Sul versante Springboks una giustificata soddisfazione. A chi fa osservare la metamorfosi della squadra rispetto alla partita persa male in casa del Galles, la co-allenatrice Laurian Johannes Hoeft risponde che “la differenza dipende dall’impegno, dalla dedizione, dalla voglia di reagire delle ragazze”.
Il suo collega Franzel September sottolinea che quella della maul, del drive avanzante non era una scelta legata all’avversario: “È semplicemente un nostro punto di forza – spiega – e quindi è logico che lo sfruttiamo quando ci riesce”. E una delle due capitane in verde-oro, Sizophila Solontsi, parla di un “match duro, come sempre d’altronde. L’Italia ci ha messo pressione, noi abbiamo fatto passi avanti in termini di consistenza, di fiducia in noi stesse”.
Un appunto finale per Jakkie Cilliers, n. 15, votata player of the match e autrice di un bel 5 su 7 nei calci tra i pali, con buona gittata e, in generale, precisione anche nei calci di spostamento. Rivela JJ Harmse, addetto stampa delle Springboks: “Questa ragazza è cresciuta nella stessa fattoria dove vive Frans Steyn (estremo con due Coppe del Mondo vinte, nel 2007 e nel 2019), ha imparato da lui a calciare”. Poteva capitarle un insegnante peggiore…
