Buona la prima per Dave Rennie. All’esordio sulla panchina della Nuova Zelanda, chiamato a sostituire Scott Robertson dopo il licenziamento di fine novembre, il tecnico guida gli All Blacks al successo per 34-32 contro una Francia profondamente rimaneggiata, ma capace di mettere in enorme difficoltà i padroni di casa nel test inaugurale della stagione internazionale, disputato al nuovo stadio di Christchurch.
I Bleus si presentano senza i giocatori del Tolosa e con molti protagonisti dell’ultimo Sei Nazioni lasciati a riposo. Dei quindici titolari scesi in campo contro l’Inghilterra nell’ultima giornata del torneo, soltanto Jalibert, Moefana e Attissogbe conservano il posto. Completamente rivoluzionato il pacchetto di mischia, con otto volti nuovi e il ritorno in prima linea di Jefferson Poirot, che ritrova la maglia della nazionale a sei anni dalla sua ultima apparizione.
La Francia sorprende immediatamente gli All Blacks. Dopo appena due minuti Damian Penaud va in meta al termine di un’azione da cui scaturisce anche il cartellino giallo a Love per un placcaggio alto. Sotto di sette punti e in inferiorità numerica, la Nuova Zelanda reagisce però con grande determinazione. Pur senza brillare sul piano della disciplina e con diverse imprecisioni nella gestione del pallone, gli uomini di Rennie alzano il ritmo e marcano con Jordan, prima di trovare intorno al 20′ la meta del sorpasso con Lakai, trasformata da Love per il 14-13.
Il primo tempo vive su ritmi elevatissimi, anche se le mischie faticano a trovare stabilità, tanti errori da entrambe le parti: sono tredici i calci di punizione concessi nei primi trentasette minuti. Negli ultimi 10′ della prima frazione di gioco tuttavia, gli All Blacks monopolizzano il possesso del pallone (87%) e, proprio allo scadere, Roigard sorprende la difesa francese in contropiede, firmando il 19-13 con cui si va all’intervallo.
La ripresa si apre con un lampo di Jalibert, che inventa l’azione della meta di Hastoy per il nuovo sorpasso francese (19-20). La risposta neozelandese è immediata: una combinazione ad alta velocità manda ancora in meta Roigard per il 26-20.
La Francia resta pienamente in partita. Al 53′ Brau-Boirie spreca una meta praticamente fatta e poco dopo vede annullata quella che sembrava la rete del riscatto: il TMO individua un precedente in avanti di Spring nella costruzione dell’azione. I Bleus non si scoraggiano e al 60′ Attissogbe finalizza al largo il 26-25, ma Lucu fallisce una trasformazione pesantissima.
Love allunga dalla piazzola per il 29-25, prima che Will Jordan, come spesso accade nei momenti decisivi, trovi la giocata che sembra chiudere l’incontro con la meta del 34-25 a dieci minuti dal termine.
La Francia, però, non smette di crederci. Al 78′ è ancora Jalibert a inventare una straordinaria linea di corsa, tagliando in due la difesa neozelandese per la meta che riporta i Bleus a sole due lunghezze. Nel finale, tuttavia, gli ospiti non riescono più a riconquistare il possesso e devono arrendersi.
Rennie inaugura così la sua gestione con una vittoria sofferta ma preziosa. Per la Nuova Zelanda arrivano indicazioni positive soprattutto sul carattere, anche se disciplina e precisione restano aspetti da migliorare. La Francia, pur priva di molti titolari e dei giocatori del Tolosa, esce da Christchurch con la consapevolezza di poter competere ai massimi livelli. Per entrambe, il cammino verso il prossimo Mondiale è appena iniziato e i cantieri restano ampiamente aperti. Match spettacolare nel quale l’ossessiva ricerca del ritmo ha spesso prodotto errori e perdita del possesso del pallone da parte delle due formazioni contendenti, due formula 1 ancora alla ricerca della piena affidabilità.
Nuova Zelanda – Franca 34-32 (primo tempo 19-13)
Nuova Zelanda
mete: Jordan (7′, 70′), Lakai (20′), Roigard (39′, 49′); tr: Love (21′, 40′, 50′); cp: Love 65′
Francia
mete: Penaud (1′), Hastoy (46′), Attissogbe (58′), Jalibert (77”); tr: Lucu (2′, 47′), Hastoy (78′),; cp: Lucu (14′, 29′)
Nella foto (FFR) l’estremo francese Spring cerca di sfuggire a Savea
