Ci hanno giocato Beauden Barrett, Codie Taylor, Brodie Retallick, TJ Perenara e Sam Cane – poi capitano All Blacks – vincendo la Coppa del Mondo under 20 del 2011 contro l’Inghilterra di Owen Farrell, George Ford, Elliot Daly e Mako Vunipola, nella più grande e talentuosa finale di categoria di sempre, celebrata da una doppia Haka sotto le tribune gremite in una giornata da clima tropicale; tutti giocatori che hanno poi dominato la scena (titolo iridato fra i senior per i primi nel 2015, finalisti i secondi a Tokyo nel 2019) sino ad oggi.
L’ha calpestato per anni David Campese vincendo in serie gli scudetti anni ’80 al Petrarca e giocando la sua ultima partita da Wallabies con l’Australia contro l’Italia nel 1996 (18-40). E un lustro prima, di ritorno dalla delusione mondiale del 1991 in cui la Nuova Zelanda perse il titolo e con poca voglia di affrontare i tifosi all’aeroporto di casa, John Kirwan fece fare uno scalo ai tuttineri il 14 novembre per festeggiare il suo addio al celibato, schierando gli All Blacks contro la selezione padovana del XV della Colonna dell’oste Gino Gasperini. Un match di beneficenza e anche in quel caso la sontuosa danza dell’Haka davanti ad un tutto esaurito.
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Si tratta dello stadio Plebiscito, aperto dal 1981 che in quasi mezzo secolo di vita ha guadagnato l’aura di tempio del rugby padovano ed internazionale, arrivato a 8.078 posti a sedere con la seconda tribuna.
Non solo la Colonna: pure i mitici Dogi hanno calcato questo prato contro selezioni gallesi e francesi allora altrimenti proibitive da affrontare per i singoli club veneti. Teatro di avventure azzurre, di categoria (under 20, nazionale A) ma pure le Nazionali maggiori hanno lasciato un segno. Come le ragazze che, nel 2019, guadagnarono il secondo posto nel Sei Nazioni battendo la Francia, record mai bissato. E infine la Maggiore maschile con 4 presenze sulle 15 totali degli Azzurri in città (le altre fra Appiani ed Euganeo): una vittoria sull’Inghilterra U23 e, più recentemente, contro Samoa (49-17) nei test autunnali del 2022, pochi giorni prima del successo dell’Italia A sull’Uruguay.
Padova ha il record delle finali scudetto: 10 sulle 37 disputate nell’era playoff iniziata nel 1988 (nel 2000 saltò per il Covid). Delle 10 andate in scena al Plebiscito ne ricordiamo un paio restate nella storia e negli ancora cliccatissimi video su YouTube. La sfida Benetton-Rovigo (27-18) del 1992 con Michael Lynagh – alla sua prima stagione trevigiana – in meta all’84’ dopo un’azione corale da 60 metri in cui tutti i giocatori toccarono l’ovale. Era il rugby griffato da Pierre Villepreux in panchina. E quella del 1994 quando L’Aquila ribaltò i pronostici sulla corazzata Milan di Dominguez e Giovannelli (23-14). Alla presentazione qualcuno ebbe l’ardire di affermare “Non è in discussione l’esito, ma solo la dimensione del punteggio”.
Numeri e storie della finale di oggi
Arriviamo ad oggi: il Plebiscito (ore 18.15) ospita martedì 2 giugno la sua undicesima finale, quella fra Petrarca e Valorugby Emilia. Il Petrarca ha l’esperienza dalla sua: 8 finali giocate (3 scudetti in 5 finali giocate dal 2018 ad oggi, un altro nel 2011 e 4 ko) e affronta per la terza volta la sfida in casa. Nel tempio di via Geremia ha vinto quella nel 2018 con Michele Lamaro capitano e Niccolò Cannone contro Calvisano e ha perso quella del 2021 contro Rovigo per una contestatissima meta di Greeff all’ultimo secondo concessa dall’arbitro Mitrea.
Dopo le prime due finali perse (1998 e 1999) il primo successo arriva al Battaglini nel 2011 contro un Rovigo arrogante e già pronto alla festa: quel Petrarca era allenato da Pasquale Presutti, mentre Enrico Toffano era presidente al suo primo anno. Come nella recentissima semifinale di ritorno, i Bersaglieri dominarono il primo tempo e svanirono nel secondo, beffati per 14-18 condito da una doppia meta di Costa Repetto. Lo scudetto mancava da 23 anni, da prima dell’era playoff.
Di quel trionfo lontano è restato in attività il mediano Alberto Chillon, vero signore delle finali: ben 7 quelle disputate con 4 titoli vinti ma solo il primo con la casacca del Petrarca e gli altri 3 con quella di Rovigo. Ed ecco la classifica e le vittorie delle finali scudetto disputate da giocatori in attività. La lista non corrisponde all’intera rosa quindi ma solo da chi è stato presente nell’ultimo decisivo atto.
Ecco la classifica: Alberto Chillon (7 finali/4 scudetti di cui 3 con Rovigo), Trotta (5 finali/3 tricolori con il Petrarca). Nostran (4/3), Galetto (4/2), Lyle (4/2) , Broggin (4/2), De Masi (3/1), Ghigo (4/2), Citton (3/2), Casolari (4/3 scudetti a Padova e 1 con Calvisano), Bizzotto (2/1), Scagnolari (1/1), De Sanctis (1/0). Caso particolare Minozzi, con 2 finali giocate per Calvisano (1 vinta con 20 punti fra piazzati e meta).
Capitan Trotta ha vinto 1 scudetto e ne ha perso 1 al Plebiscito. Nella sfortunata finale casalinga del 2021 giocarono pure Ghigo, Lyle, Galetto e Broggin.
Valorugby invece è al suo esordio in una finale, però molti giocatori ne hanno vissuto almeno una. A partire dall’ex di turno, il pilone Brugnara, che ne ha vinta una nel 2024 con il Petrarca e persa un’altra con Rovigo (2019). Oppure l’altro pilone Rimpelli, con due presenze con Calvisano fra cui il ko contro il Petrarca nel 2018. Ci sono poi l’ex azzurro Bruno (2 finali/2 titoli con Calvisano), Brisighella (1/0 con Viadana), Schinchirimini (1/0 Viadana, ko contro il Petrarca nel 2024), come pure la terza linea Wagenpfeil (2/0 con Viadana perse sia con Padova nel ‘24 sia Rovigo l’anno scorso), o l’esperto mediano Casilio (2/0 con Calvisano).
Ultima curiosità statistica: finale con il minor numero di punti Treviso 9 Petrarca 3, che è pure l’unica senza mete. Minozzi ha il record di trasformazioni in una finale (5 con Calvisano); Menniti Ippolito quello di drop (2) con il Petrarca 2018, condiviso con il mitico Naas Botha che però ne ha realizzati 4 in più finali con Rovigo fra 1988-1992. Tre le finali senza mete c’è quella del 1998 fra Rovigo e Petrarca (9-3) che è pure quella con minor punti realizzati.
Le formazioni della finale di Serie A Elite
Valorugby Emilia: 15 Simone Brisighella, 14 Santiago Resino, 13 Federico Cuminetti, 12 Giovanni Leituala, 11 Francesco Colombo, 10 Schalk Hugo, 9 Nicolò Casilio, 8 Nicolas Sbrocco, 7 Juan Wagenpfeil, 6 Giacomo Milano, 5 Armand Du Preez, 4 Fabio Ruaro, 3 Lucas Favre (c), 2 Juan Cruz, 1 Javier Diaz
A disposizione: 16 Marco Silva, 17 Riccardo Brugnara, 18 Nicolò D’Amico, 19 Riccardo Schinchirimini, 20 Santiago Portillo, 21 Conrado Roura, 22 Andrea Cuoghi, 23 Matteo Bianco
Petrarca Rugby: 15 Liam Richman, 14 Giovanni Scagnolari, 13 Andrea De Masi, 12 Marco Broggin, 11 Marcos De Sanctis, 10 Dan Donato, 9 Lorenzo Citton, 8 Toa Halafihi, 7 Nardo Casolari, 6 Luca Nostran, 5 Andrea Trotta (C), 4 Dan Nowlan, 3 Filippo Alongi, 2 Axel Zapata, 1 Sergio Pelliccioli
A disposizione: 16 Federico Pisani, 17 Francisco Minervino, 18 Octavio Barbatti, 19 Diego Galetto, 20 Juan Romanini, 21 Mattia Jimenez, 22 Scott Lyle, 23 Jacopo Botturi
