Godetevi questi test: saranno gli ultimi dei nostri novembri vissuti tra trombettieri, papaveri, giorni del ricordo, epiche sfide che il cartellone della Guerra dei Mondi una volta non offriva tanto spesso e così più attese e preziose.
Il Nations Championship è uscito dalla gestazione, è nato, è stato battezzato e, ciak, sta per entrare in azione: le sei del Nord (Inghilterra, Francia, Irlanda, Scozia, Italia, Galles) contro le cinque del Sud (Sudafrica, Nuova Zelanda, Australia, Argentina, Fiji) alle quali è stato accorpato il Giappone. Per l’edizione che inizia il 4 luglio (born on 4th july, ma guarda…) l’Italia ha pescato Giappone, Nuova Zelanda e Australia, a luglio, in trasferta; Argentina, Sudafrica e Fiji in casa a novembre.
Tutto è all’insegna di un calendario rigido che non prevede deviazioni e che isola sempre più le forti, in un esercizio tolemaico: tre incontri in estate, tre a novembre, due classifiche per definire i piazzamenti in ciascuno gruppo e formare la griglia per le finali, a Twickenham questa volta, e poi a Dubai che si è offerta, come si offre per molte cose.
L’NC non si gioca nell’anno della Coppa del Mondo e in quello del tour dei Lions che bene o male rappresentano sempre più l’ultima traccia del rugby che fu, prima che nelle cattedrali e nei templi arrivassero i mercanti. Allora – che poi è una trentina d’anni or sono, mica un’era geologica – Twickenham, Murrayfield, Lansdowne Road non erano luoghi ma regni ideali, sospesi nello spazio, nel tempo e nel sogno, senza etichette pubblicitarie appiccicate ovunque, senza che quei nomi fossero associati a un prodotto, a un marchio.
Qualcuno comunque continua a farsi i fatti propri e sono i protagonisti di quella ha meritato il nome di Great Rivalry, la grande rivalità: tra agosto e settembre la Nuova Zelanda andrà in Sudafrica per un tour vecchio stile: nove partite, quattro test.
Chissà cosa ne pensano quelli seduti nel consiglio d’amministrazione, quello che una volta era il board. Finirà che li considereranno dei Rebels, degli eretici? È dura rimpiangere i conservatori.
