Dopo 14 record mondiali e aver portato la vetta a 6,30, Armand Duplantis è anche il padrone dei migliori salti alle Olimpiadi, ai Mondiali, agli Europei e nella maggior parte dei grandi meeting. La sua collezione di “francobolli” e di “farfalle” ha pochi spazi vuoti che verranno presto riempiti. È il minimo ci si possa attendere da chi è salito 122 volte a 6 metri o più.
Anche il Sudafrica è in cerca di nuovi record, di nuovi stimoli: l’ultimo è lo Slam del Cuculo (Cuculus Canorus), l’uccello che ama andare a deporre il proprio uovo nei nidi altrui.
Dopo aver subito lo smacco di Johannesburg ad opera degli australiani (che da quel momento si sono ammosciati), i Boks hanno dato una terribile lezione agli All Blacks a Wellington (10-43, peggior sconfitta nella storia dei Neri) e hanno battuto di stretta misura gli argentini che hanno fatto cassa eleggendo Twickenham a campo di casa.

A seguire, in 14 per un tempo, hanno spazzato i desideri di revanche della Francia, battuta per un punto nei quarti mondiali, e sempre in 14 (in 13 per una breve parentesi) hanno regolato quattro mete a una l’Italia con una squadra su cui Rassie Erasmus aveva proiettato l’ala di un profondo turn over.
A questo punto, per il terzo week end del novembre ovale come l’uovo del citato Canorus, i Bokke puntano su Dublino per un’ennesima… deposizione.
Lo scorso aprile è stato celebrato il 60° anniversario del primo successo degli irlandesi sui sudafricani a Lansdowne Road, 9-6, ma i ricordi in verde smeraldo più lieti sono anche i più freschi, iniziando dal 15-10 del 2009 (75.000 a Croke Park) per continuare con il tonante 38-3 del 2017 e il 19-16 di cinque anni dopo, entrambi all’Aviva in cui non entrava, appunto, un uovo: 51.700 per entrambi i match.

Tirando le somme, gli Springboks a Dublino non vincono da tredici anni, lo stesso lasso di tempo che separava l’Inghilterra dall’aver ragione sugli All Blacks, Prima del contatto di sabato, Il bilancio nelle partite giocate in Irlanda annuncia 7-9-1.
Il record di pubblico, in campo neutro: 78.750 allo Stade de France per la partita della fase a gironi del Mondiale 2023. Vince l’Irlanda 13-8 e sembra l’inizio della cavalcata degli Irish verso la finale, verso il titolo, subito interrotta ai quarti dai neozelandesi. Nella stessa fase, i Boks di cavalcata ne iniziano un’altra, di nuovo tipo: un punto di margine sulla Francia, un punto sull’Inghilterra, un punto sulla Nuova Zelanda per metter le mani sulla quarta coppa, la seconda di fila.
Per gli irlandesi è l’inizio del meriggio, per gli Springboks è il sole forte che a gennaio picchia sugli oceani e sul veld. Rassie, il Re Sole. “Il rugby sono io”.
NB: in occasione del primo match, il 14 novembre 1906 ai Balmoral Showgrounds di Belfast, sia l’Irlanda che il Sudafrica erano colonie inglesi. Venticinque anni dopo, a Lansdowne Road, l’Irlanda era divisa nell’Irish Free State e nell’Ulster e l’Unione Sudafricana, somma di Provincia del Capo, Transvaal, Natal e Orange, aveva appena ricevuto lo status di paese indipendente ancora nella sfera imperiale.
Irlanda e Sudafrica si sono affrontate finora trenta volte: 19 hanno vinto gli Springboks, 10 l’Irlanda, un pareggio.
Il punteggio medio è 19-14 a favore dei sudafricani.
Nella foto del titolo, Josh Van der Flier sfida Damian de Allende nel match disputato allo Stade de Francem a settembre del 2023 (Photo by Julian Finney – World Rugby/World Rugby via Getty Images)
